Le scorte (a spese nostre) di Berlusconi

40 uomini e due auto blindate. Quanto ci costa la scorta del deputato Berlusconi


Grazie ad una serie di provvedimenti varati dai suoi stessi governi, l’ex presidente del Consiglio conserva la protezione piena che gli era garantita quando era in carica. Due milioni e mezzo circa il costo annuo, pagato dai cittadini solo per la scorta. Senza contare il dispiegamento di Carabinieri a presidio delle sue abitazioni


da Il Fatto Quotidiano > di Thomas Mackinson | 23 agosto 2012

Una quarantina di uomini divisi in due squadre di 20 ciascuna e due auto blindate per una spesa superiore ai 200mila euro al mese. Vale a dire due milioni e mezzo l’anno. Tanto costano gli uomini dei servizi di sicurezza che ancora oggi stanno appresso all’ex premier Silvio Berlusconi. Senza contare i carabinieri dispiegati dal Ministero degli Interni per servizi ordinari presso le ville di famiglia. Un’eredità che lo stesso Berlusconi si è costruito da solo, a più riprese, con provvedimenti ad hoc e che è riuscito a mantenere anche oggi che è un deputato come altri, solo molto molto costoso. Tanto che gli 80mila euro per la scorta balneare di Fini, da settimane oggetto di furiose polemiche, diventano briciole.

Gli uomini al seguito del Cavaliere, spiegano fonti molto qualificate, hanno trattamenti economici doppi rispetto ai colleghi che svolgono servizi di sicurezza ordinari. Hanno stipendi e prerogative equiparati a quelli dei colleghi dello spionaggio e controspionaggio senza esserlo. Siamo, per essere chiari, intorno ai cinquemila euro al mese. E sono appunto quaranta. I conti sono presto fatti.

Nei suoi mandati, a più riprese, il Cavaliere è riuscito a cambiare le regole sulla sicurezza e imporre uomini di fiducia provenienti dalla sua azienda. Lo si scoprirà anni più tardi, quando i magistrati baresi cercheranno risposte all’andirivieni incontrollato di persone dalle ville del Cavaliere: possibile che nessuno della sicurezza controllasse chi entra e chi esce? Si, perché il premier, proprio per tutelare la sua “privacy”, già dal primo mandato era riuscito a sostituire gli uomini dello Stato con quelli della security di Fininvest e Standa (da quel giorno in poi a libro paga degli italiani). Un’impresa non semplice. Prima di allora, infatti, nessuno poteva entrare in polizia, carabinieri o finanza senza un regolare concorso pubblico. Per garantirsi la “sua” scorta – che obbedisca a personalissimi criteri di fedeltà privata e discrezione pubblica – Berlusconi ricorre allora a un escamotage senza precedenti: grazie alle sue prerogative di Presidente del Consiglio, s’inventa una nuova competenza ad hoc presso i Servizi, gli unici cui la legge consente di assumere personale a chiamata diretta. Nasce così un nucleo per la scorta del presidente che fa capo al Cesis (oggi Aisi, Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna) anziché al Viminale, anche se con l’attività di intelligence vera e propria nulla ha a che fare.

Gli uomini d’azienda vestiranno la divisa sotto la guida dell’uomo che, alla fine degli anni Ottanta, faceva la security alla Standa. E che di punto in bianco si trova capo-scorta del presidente del Consiglio con la qualifica di capo-divisione dei servizi. E si porta dietro almeno altre cinque ex body-guard Fininvest. Col tempo la struttura è cresciuta a ventiquattro unità, poi 31 e infine 40 che stavolta vengono in parte attinte dalle Forze dell’Ordine, ma sempre su indicazione di quel primo nucleo. Che tornerà regolarmente ad ogni successivo mandato. Anzi, non smetterà più di prestare servizio.

Quegli stessi uomini, infatti, sono lì ancora oggi che il Cavaliere è tornato ad essere un deputato. Perché? Perché ha deciso così. E’ il 27 aprile del 2006. Berlusconi ha perso le elezioni e si appresta a fare le valigie e cedere la poltrona e la “campanella” del Consiglio dei Ministri a Romano Prodi. Ma non ha alcuna intenzione di cedere anche quella struttura che i magistrati baresi tre anni dopo definiranno quantomeno “anomala” e che in fin dei conti è una sua creatura. Così, giusto 17 giorni dopo il voto, poco prima di lasciare il Palazzo, Berlusconi vara un altro provvedimento ad hoc che oggi giorno potrebbe chiamarsi a buon diritto “salva-scorta”, nella migliore tradizione delle leggi ad personam. Se ne accorgono, in ottobre, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo sul Corriere, che raccontano come, non fidandosi del professore, la scorta per il futuro Berlusconi abbia provveduto a farsela da solo stabilendo che i capi di governo “cessati dalle funzioni” abbiano diritto a conservare la scorta su tutto il territorio nazionale nel massimo dispiegamento. Così facendo riesce a portarsela via come fosse un’eredità personale, anche se era (e continua a essere) un servizio di sicurezza privato pagato con soldi pubblici. Al costo, ancora oggi, di due milioni e mezzo l’anno.


DESCRIZIONE DALL’ALTO IN BASSO


foto 01 > Reparti speciali dei carabinieri – cacciatori di Sardegna- pattugliano l’area all’interno di Villa Certosa
foto 02 > Reparti speciali dei carabinieri – cacciatori di Sardegna- pattugliano l’area all’interno di Villa Certosa
foto 03 > Reparti speciali dei carabinieri – cacciatori di Sardegna- pattugliano le collina circostanti Villa Certosa
foto 04 > Servizi di sicurezza (dicembre 2008) sorvegliano l’area di Villa Certosa durante la festa di fine anno dove partecipò Noemi Letizia con la sua amica Roberta
foto 05 > Carabinieri lavano le auto fuori uno degli ingressi di Villa Certosa
foto 06 > Reparti speciali ?
foto 07 > Reparti speciali dei carabinieri – cacciatori di Sardegna- pattugliano le collina circostanti Villa Certosa
foto 08 > Servizi di sicurezza (dicembre 2008) sorvegliano l’area di Villa Certosa durante la festa di fine anno dove partecipò Noemi Letizia con la sua amica Roberta
foto 09 > Reparti speciali dei carabinieri – cacciatori di Sardegna- pattugliano l’area all’interno di Villa Certosa
foto 10 > Reparti speciali dei carabinieri – cacciatori di Sardegna- pattugliano le collina circostanti Villa Certosa
foto 11 > Reparti speciali ?
foto 12 > Carabinieri
foto 13 > Servizi di sicurezza (dicembre 2008) sorvegliano l’area di Villa Certosa durante la festa di fine anno dove partecipò Noemi Letizia con la sua amica Roberta
foto 14 > Carabinieri
foto 15 > Carabinieri
foto 16 > Servizi di sicurezza (dicembre 2008) sorvegliano l’area di Villa Certosa durante la festa di fine anno dove partecipò Noemi Letizia con la sua amica Roberta
foto 17 > pilotina dei Carabinieri pattuglia i mari, davanti a Villa Certosa
foto 18 > Carabinieri a bordo della Golf-Buggy
foto 19 > Carabinieri all’ombra a bordo della Golf-Buggy
foto 20 > Carabinieri (dicembre 2008) sorvegliano l’area di Villa Certosa durante la festa di fine anno dove partecipò Noemi Letizia con la sua amica Roberta
foto 21 > Dicembre 2007, Berlusconi è un semplice Onorevole della Repubblica. Ad aspettarlo all’aeroporto di Olbia un drappello di ufficiali e carabinieri semplici
foto 22 > Carabinieri a cavallo per le estati di Berlusconi
foto 23 > Aeroporto Olbia-Costa Smeralda, Berlusconi arriva con il solito Airbus dell’Aeronautica Italiana con Apicella con a seguito suo segretario, ballerine e musici e scorta ..
foto 24 > Da tipo di divisa si ipotizza un membro dell’Esercito Italiano (forse un lagunare)
foto 25 > In moto uomini armati
foto 26 > carabinieri con armi di precisione sorvegliano dalle colline circostanti Villa Certosa
foto 27 > carabinieri perlustrano la villa “ribattezzata” di Topolanek
foto 28 > carabinieri tra il mirto e il granito di Villa Certosa
foto 29 > carabinieri con armi di precisione sorvegliano dalle colline circostanti Villa Certosa
foto 30 > carabinieri con armi di precisione sorvegliano dalle colline circostanti Villa Certosa
foto 31 > carabinieri con armi di precisione sorvegliano dalle colline circostanti Villa Certosa
foto 32 > in moto con il mitra col la moto in impennata

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