Alcoa, scontri a Cagliari: 4 feriti. Colpita anche una sindacalista

Alcoa, scontri a Cagliari: 4 feriti. Colpita anche una sindacalista

La segretaria provinciale della Uil sarebbe stata colpita da un calcio alla schiena. Feriti anche due poliziotti
CAGLIARI. Sarebbero 4 le persone ferite, due tra le forze dell’ordine e due fra i lavoratori Alcoa, dopo i momenti di tensione di questa mattina all’ingresso all’ Assessorato regionale del Lavoro a Cagliari. A farne le spese anche la segretaria provinciale della Uilm del Sulcis, Daniela Piras.Un agente ha riportato escoriazioni sull’avambraccio. La sindacalista, mentre partecipava a una riunione, ora in corso in Assessorato, ha comunicato con Sms di aver preso calci nella schiena e di non poter muovere un braccio. «Esprimiamo piena solidarietà alla sindacalista della Uilm rimasta vittima degli scontri che si sono svolti questa mattina a Cagliari». Lo dichiarano il responsabile del Dipartimento Industria Ugl, Cristina Ricci, e il segretario nazionale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio D’Anolfo, spiegando come «quanto sta accadendo all’Alcoa è frutto di un forte disagio sociale. Bisogna intervenire al più presto, le istituzioni non possono restare a guardare mentre le tensioni si fanno sempre più eclatanti». «Sono amareggiato per gli incidenti avvenuti davanti all’assessorato del Lavoro. Sono fuori Cagliari per impegni istituzionali e non avevo in programma un incontro coi lavoratori, visto che proprio ieri ho incontrato i vertici sindacali regionali per parlare anche di Alcoa». Lo ha dichiarato l’assessore del Lavoro, Antonello Liori. «Il problema Alcoa è, ovviamente, ai primi posti tra le emergenze della Giunta regionale e soprattutto il presidente Cappellacci e l’assessore Zedda seguono costantemente la situazione, anche nei rapporti col Governo nazionale», ha aggiunto Liori. «Per quanto riguarda il mio assessorato», ha proseguito, «al momento è prematuro parlare di ammortizzatori sociali essendo in corso trattative di acquisto dell’azienda.

È chiaro che se dovesse essere necessario intervenire per quanto di mia competenza, l’assessorato è già pronto ad affrontare i problemi dell’eventuale richiesta dei benefici di legge». In mattinata, una delegazione dei lavoratori ha incontrato il direttore dell’assessorato, Massimo Temussi. Sono stati esaminati alcuni dati della vicenda Alcoa, soprattutto in riferimento ai lavoratori dell’indotto e agli interinali, che saranno utili nel prossimo incontro col ministero.

Alcoa, fallita la trattativa con Glencore. Multinazionale svizzera rinuncia ad acquisto

Lo hanno reso noto i sindacati che hanno ricevuto la lettera di rinuncia inviata al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera. La multinazionale svizzera aveva chiesto, per andare avanti, che il costo dell’energia per i prossimi 10 anni non superasse i 25 euro/Mwh. Il ministro: “Ci sono altri interessati”
29 settembre 2012
ROMA – Sfuma la soluzione Glencore per salvare l’Alcoa. È fallita, infatti, la trattativa con la multinazionale svizzera per l’acquisizione dello stabilimento di Portovesme (Carbonia Iglesias): lo rendono noto i sindacati che hanno ricevuto la lettera di rinuncia inviata dalla società svizzera al ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera e al governatore sardo Ugo Cappellacci. “Non sono fallite le trattative su Alcoa, ci sono fortunatamente altri interessati e continueremo a cercarli”, ha detto Passera.

La rinuncia all’acquisizione dello smelter di Portovesme – come spiega la lettera della Glencore – è legata al costo dell’energia. Nei giorni scorsi la multinazionale svizzera aveva posto al Governo una condizione imprescindibile per l’apertura di una trattativa per l’acquisizione dello stabilimento Alcoa: il costo dell’energia per i prossimi 10 anni non avrebbe dovuto superare i 25 euro/Mwh, richieste ritenute non compatibili dal Mise.

Nella tarda serata di eri, dunque, è arrivato il “no” definitivo della Glencore, che in Sardegna controlla già la Portvesme srl. “Con una volontà meramente propositiva – afferma nella lettera il manager Daniel Goldberg – desideriamo sottolineare che con l’applicazione dei meccanismi illustrati arriviamo ad un costo finale dell’energia pari a 35 euro/MWh, prezzo che si è rivelato insufficiente a garantire anche la continuità produttiva di Alcoa. Non intendiamo richiedere al Governo violazioni alla legislazione europea esistente, ma semplicemente ‘suggerire’ percorsi alternativi certi che, ove praticabili, avrebbero potuto portare a riequilibrare quei fattori produttivi non sostenibili economicamente. Prendiamo atto del fatto che le strade proposte non incontrerebbero i favori della comunità europea e, pertanto, Vi confermiamo che allo stato attuale e in questa situazione non siamo interessati a proseguire il discorso anche in ragione del fatto che l’attuale gestore dell’impianto, alle stesse condizioni, accumula perdite rilevanti che hanno portato alla decisione di chiudere lo stabilimento”.

La decisione della Glencore, comunicano fonti del Ministero, è stata appresa ”non con stupore, ma con rammarico”. ”Ci sarebbe piaciuto che Glencore – fanno sapere dal Mise – avesse mostrato una disponibilità a fare l’investimento alle condizioni proposte e che valgono per tutti perché questo prezzo si colloca sulla linea europea e il Governo italiano non vuole fare nulla oltre quel solco”.

Intanto Alcoa accelera la smobilitazione degli impianti sulcitani e liquida le imprese d’appalto. Secondo i rappresentanti sindacali, da lunedì rimarranno a casa 67 lavoratori interinali e stessa sorte toccherà ad altri 25 dipendenti delle imprese d’appalto. Questi ultimi sono complessivamente 263 e, sempre secondo i sindacati, ne rimarranno in servizio solo 80 entro novembre, numero destinato a scendere a 30 dal 1 gennaio dello scorso anno.

Nuove proteste. Con la rinuncia all’acquisizione dell’Alcoa di Portovesme (Carbonia-Iglesias) da parte della multinazionale svizzera Glencore, i sindacati annunciano una nuova settimana di iniziative per fare il punto sulla vicenda. Domenica gli operai si troveranno alle 8 davanti allo stabilimento, dove saranno raggiunti poco prima di mezzogiorno da un gruppo da circa 500 motociclisti provenienti dal nord della Sardegna “che porteranno – spiega Franco Barbi della Fiom – solidarietà ai lavoratori”. I bikers visiteranno l’impianto e poi pranzeranno con gli operai. Lunedì mattina, alle nove, è invece prevista l’assemblea generale, per fare il punto sulla questione della fuoriuscita dei lavoratori interinali e degli appalti. Nel pomeriggio riunione di coordinamento della segreteria delle Rsu. La vicenda Alcoa verrà ancora discussa martedì alle 11 in Confindustria, nel corso di un incontro a cui parteciperanno i sindacati e la stessa azienda. Alle 16, sul tavolo dell’assessorato regionale al Lavoro ci sarà il tema degli ammortizzatori sociali per i primi operai che lasceranno l’azienda e mercoledì, dopo l’incontro con i sindaci del territorio, i sindacati chiameranno a raccolta i lavoratori per valutare insieme eventuali nuove iniziative.

Le reazioni. L’Idv chiederà al governo di riferire in Aula, affinché si impegni a trovare una soluzione che risponda alle istanze dei lavoratori sardi: “L’esecutivo ha la responsabilità di quanto sta accadendo, perché non ha creato, insieme all’Enel, le condizioni per garantire un prezzo dell’energia che fosse mediamente compatibile con quello dei concorrenti europei. Nello stesso tempo Monti, Passera e Fornero non hanno cercato alternative credibili per scongiurare la terribile deindustrializzazione del Sulcis”, si legge in una nota congiunta del leader dell’Idv Antonio Di Pietro e del responsabile lavoro e welfare del partito, Maurizio Zipponi.

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