LISTA INGROIA, PRIMI MALUMORI: “PIROTTO SCELTO DA ROMA. GLI ACCORDI NON ERANO QUESTI”

LISTA INGROIA, PRIMI MALUMORI: “PIROTTO SCELTO DA ROMA. GLI ACCORDI NON ERANO QUESTI”

Se in Sardegna il Partito democratico è alle prese con uno scontro frontale con la segreteria nazionale, la Rivoluzione civile di Antonino Ingroia non gioisce. La scelta di indicare il sindacalista Antonello Pirotto come numero due alla Camera, dietro lo stesso magistrato, a molti alleati non è andata giù. Ad esser più precisi: non l’ha digerita nessuno. Nessuno ha intenzione di alimentare polemiche ma la situazione è da calma apparente.
“Il problema di fondo – sussurra un dirigente del ‘Quarto polo’ – riguarda non tanto il candidato, ma il metodo. Quando abbiamo sottoscritto l’accordo con Rivoluzione civile, abbiamo detto chiaramente che i candidati sarebbero stati sardi e soprattutto scelti e indicati nell’Isola. Ora invece cosa succede? Che da Roma indicano Pirotto, senza alcuna consultazione. Chi sono gli sponsor? In primis Sandro Ruotolo (giornalista di ‘Servizio pubblico, ndr). Ma la designazione di Pirotto è stata caldeggiata anche dallo stesso Santoro”.

Eppure i nomi indicati dai partiti che appoggiano Ingroia non mancavano: da Gisella Trincas a Marcello Madau, fino a Salvatore Lai a Giovanni Dore. E invece è arrivata l’investitura di Pirotto.

Che succederà ora? I malumori si trasfermeranno in guerra interna? Oppure si risolveranno in un chiarimento e un possibile passo indietro? Si saprà solo nei prossimi giorni, anche perché “al momento non c’è nulla di definitivo”.




Vi scrivo queste righe per esprimere la mia ferma contrarietà alla candidatura di Antonello Pirotto, frutto più di un casting televisivo, di stampo coloniale, condotto dal sig. Sandro Ruotolo, che di una scelta politica meditata.
E’ solo un nome ed un personaggio “esotico”, il buon operaio sardo telegenico, buono solo per i continentali che conoscono la Sardegna con tutti i suoi casini ed i suoi drammi se non per aver visto una puntata, di “Servizio Pubblico”.
Ne ho le scatole piene dei postulanti di professione, buoni solo ad abbaiare in favore delle telecamere ed a tacere quando nel territorio di Portoscuso si muore di cancro e di leucemia per via delle fabbriche di morte come l’Eurallumina e la Portoscuso s.r.l., con il loro carico di veleni, di fanghi rossi e di fumi d’acciaieria radioattivi.
Ne ho le scatole piene di operai (sic!), che votano in massa Berlusconi dopo che che ha promesso di parlare con l’amico Putin proprio delle sorti dell’Eurallumina.
Ne ho le scatole piene di una classe operaia miserabile ed abbruttita che vende il culo ed il voto a
politicanti come Giorgio Oppi e Claudia Lombardo.
Con i soldi pubblici sinora investiti nelle fabbriche di morte del Sulcis e di Sarroch avremmo risolto per sempre il problema della disoccupazione in tutta la Sardegna!
La vera classe operaia, da mandare in parlamento, sono i giovani disoccupati ed anche gli sfigati dei call-center che non possono sbattere i caschetti per terra ma solo la testa al muro, nel silenzio, per la disperazione.




la faccia di Pirotto è conosciutissima anche qui, oltremare, non solo per il suo sacrosanto sfogo da Santoro, ma per essere sempre in primo piano nelle inquadrature dei servizi tv sulle vertenze dei lavoratori sardi. non vorrei fosse questo il criterio di scelta, perchè purtroppo serve altro oltre alla veemenza.

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