Ringrazio ma passo …

Ringrazio, ma passo. Diventa già complicato fare un passo così importante, ma se poi deve servire solo a portare una, seppur valida, testimonianza, sto dove sono: Nella mia storia e nella mia quotidianità fatta di una professione che ho sempre onorato, di tanti amici che mi onorano della loro stima e  di una famiglia che mi riempie la vita. Auguro agli amici di Rivoluzione Civile il massimo del successo, assieme al mio voto ed al convinto sostegno, ma non sono in grado di accogliere questa proposta.


Trovo alquanto curioso che quando si candida o, meglio, si propone di candidare una persona normale, un lavoratore o un professionista della società civile, a costui gli si chieda conto del perché si candidi. Se fossi un avvocato, un ingegnere, un medico o, addirittura, un emulo di Cicciolina o un tronista di Maria De Filippi nessuno probabilmente chiederebbe il mio curriculum. Siccome ho fatto il fotografo “abusivo” (nel senso che non ero il suo fotografo ufficiale) di uno degli uomini più potenti e arroganti del pianeta Italia, mi si chiede se questo basti per meritarmi, eventualmente, uno scranno in parlamento. Premesso che, molto probabilmente, rigetterò l’offerta, per motivi familiari, sono a sintetizzare alcune cose alle quali tengo ben più della mia ipotetica candidatura: faccio il fotoreporter, non paparazzo,  da una vita, ho al mio attivo servizi fotografici, di ogni tipo ed in ogni parte del mondo: anonima sequestri, caso Farouk su tutti, documentari sugli Aucas della foresta amazzonica, gli ultimi tagliatori di teste, reportage e inchieste sulla produzione ed il traffico della droga (da poco è uscito un mio libro, la Bamba, coautore, Paolo Berizzi). Nella mia attività ho subito un attentato, durante un’inchiesta sul banditismo sardo, rischiando seriemnte la pelle; ancora, un fermo di polizia in Azerbaijan, solo per esser entrato clandestinamente in un sito chimico (Sumqayit) per fotografarlo dato che questo sito in una classifica mondiale è considerato tra i primi dieci più inquinati del mondo; ho subito anche un tentativo di sequestro quando tentai di contattare i sequestratori di Ingrid Betancourt nella sua lunga cattività. E poi…. Berlusconi.  Una “storia” lunga e complessa dove, alla fine emergono almeno due dati inconfutabili: il primo è che furono le mie foto (immediatamente secretate e sequestrate) a svelare per la prima volta e inconfutabilmente lo stile di vita del nostro grand-leader; la seconda che quelle foto mai potute stampare nella loro globalità, soprattutto in Italia, mi proiettarono all’attenzione del mondo non tanto come paparazzo ma come un fotogiornalista che ha sempre rivendicato il diritto alla libertà di stampa e di immagine, anche quelle prive del visto ufficiale del potere. Ho avuto il privilegio di ricevere complimenti da due premi nobel di prestigio come Vargas Llosa e  Saramago. Per me, per il mio orgoglio personale è più che sufficiente, non so se basti per sedere negli scranni che furono di Mastella, Dell’Utri, Lusi, Borghezio e quant’altri le vengano in testa.  Per ultimo la informo che la mia candidatura è nata all’interno dell’IDV gallurese e sardo, visto che da diversi anni, quantomeno come elettore, ho sempre sostenuto le battaglie civili e politiche del partito di Antonio Di Pietro.

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