In moto sulle dune: «Chiedo scusa, Piscinas non va violata»

Arbus, le scuse del giornalista-collaudatore Roberto Ungaro. Il pilota avrebbe percorso solo pochi metri sulla sabbia. È scambio di accuse tra la Rai e la Ktm

banner_nuova_sarddi Paolo Matteo Chessa – ARBUS. Tutti sul banco degli imputati, con la virtuale accusa di sfregio ambientale: la Rai – con il programma Tg2 Motori –, la casa motociclistica austriaca Ktm e sopratutto lui, Roberto Ungaro, giornalista e collaudatore, che in sella alla nuova Adventure è stato il contestatissimo protagonista del filmato trasmesso domenica pomeriggio, che ha provocato un’indignata levata di scudi. Con buona ragione, tenuto conto che si è vista la potente moto Ktm scorrazzare sulle dune – seppure quelle più basse – di quell’incontaminato eden che è la zona di Piscinas. Contro di lui e di tutta la troupe arrivata lì per girare appunto il filmato di presentazione della nuova Ktm si sono alzate forti le voci di protesta. Risultato, il ritratto di Roberto Ungaro che ne è venuto fuori è quello di un moderno Attila, che non ha esitato a violare spudoratamente e a soli fini pubblicitari le candide dune di Piscinas, che fra l’altro nel filmato di Tg2 Motori non è stata neppure citata.

Ma lui, il “colpevole”, ora non esita a fare il mea culpa: «Chiedo scusa. Sono veramente dispiaciuto e amareggiato per quello che hanno provocato quelle immagini. Lungi da me l’intenzione di recare anche solo un graffio a quel luogo che porto nel cuore. – dice – Ho un amore atavico per l’isola e in particolar modo per l’anfiteatro magico di Piscinas, che conosco bene e racconto alle persone come il posto più bello d’Europa dove ritrovare se stessi. Provo moto da vent’anni, e sarò stato a Piscinas una quindicina di volte: alcune per lavoro ma soprattutto per motivi personali, perché, ripeto, quella discesa al mare emoziona e una volta percorsa te la porti dentro per sempre». Già, ma mea culpa a parte resta l’assurda scelta di andare a provare la moto sull’immacolata sabbia di Piscinas. Scelta che la concessionaria Ktm per la provincia di Cagliari ha addebitato in toto a Tg2 Motori, mettendo la Rai sulla graticola: «In questo caso non c’entra nulla: era una prova internazionale organizzata ufficialmente da Ktm. – spiega Roberto Ungaro – Io ho solo cercato di realizzare un’immagine più suggestiva. Arrivando da Torre dei Corsari, dove finisce l’asfalto e inizia lo sterrato, ho preso la pista a destra che costeggia il fiume rosso e prima di arrivare al mare ho cercato una piccola altura dove posizionare la moto per rendere l’inquadratura ancora più coinvolgente (e con il mare di sfondo, ma senza mettere le ruote in spiaggia). Quindi sì, ho lasciato per pochi metri la pista principale, ma è stato un avanti/indietro soltanto per “cogliere l’attimo”». Ma ora, dopo la bufera mediatica provocata dalla sua performance, ha capito d’avere “offeso”, seppure in buona fede a sentire lui, quell’angolo di paradiso terrestre e non solo. C’è poi da aggiungere che anche la Rai, chiamata direttamente in causa, prende le distanze dal filmato messo sotto accusa: «Non scherziamo: noi non abbiamo assolutamente chiesto né autorizzato quelle riprese a Piscinas. – taglia corto Rocco Tolfa, vicedirettore del Tg2 e responsabile della rubrica Motori – Sarebbe stato davvero un controsenso, considerato che sul Tg2 facciamo delle vere e proprie campagne in difesa dell’ambiente, contro il suo deterioramento. Inutile dire che siamo dispiaciuti per quanto accaduto, ma ripeto la Rai non c’entra proprio nulla».

Certo, ma se tanto dà tanto saranno le indagini avviate dal Corpo forestale (sollecitate dagli ambientalisti) ad accertare chi e perché ha voluto scegliere Piscinas come location di uno spot a dir poco discutibile.

 

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