FATECI DORMIRE SERENI

FATECI DORMIRE SERENI

10-Gennaio 2013-  La Murgia risponde a Pasquale Chessa
L’INCUBO LO STIAMO VIVENDO

Caro Pasquale, da piccola avevo una maestra che mi diceva che i sogni bisogna sceglierseli bene, per non sciupare il risveglio. Quando ho letto la tua lettera ieri ho pensato che quel consiglio dovrebbe valere anche per gli incubi. Per te l’incubo è partigiano: come molti, anche tu temi semplicemente che vinca Cappellacci. Per me e per molti sardi l’incubo è assai più politico e terribile: quello che temiamo è un’altra vittoria del vecchio e corrotto sistema di potere che da anni in Sardegna non ha più colore né partito. Quel potere si spartisce le poltrone senza alcun pudore, assegnandosi una fondazione bancaria a sinistra e un’autorità portuale a destra. Quel potere tutela gli equilibri con Roma assai più che i bisogni reali dei sardi. Quel potere ha deciso una legge elettorale iniqua e antidemocratica fatta apposta perché non si possa governare stabilmente senza essere almeno un po’ amici, al di là degli schieramenti e delle scelte degli elettori. Quel potere in questi cinque anni ha governato unito, consentendo che ben 40 leggi fossero approvate grazie all’accordo tra capigruppo, senza passare nelle commissioni. Non è un caso che Renato Soru, il capo dell’opposizione, sia stato campione di assenze in consiglio regionale: un’opposizione non serviva. Quel potere infatti si appoggia da sempre alle intese trasversali che adesso va di moda chiamare “larghe”, anche se larghe non lo sono per nulla, anzi: sono intese strettissime tra pochi intimi, fatte su misura perché nei loro progetti di spartizione rientrino solo i nomi decisi a monte. È a quel potere, caro Pasquale, che tu mi chiedi di cedere il passo, perché anche l’onesto Pigliaru, nel momento in cui si è seduto sulla poltrona del candidato presidente del centro sinistra, è diventato suo malgrado il paravento di un pezzo significativo di quel sistema, così tanto più forte di lui che non gli ha permesso di negoziare neanche la non candidatura degli inquisiti e dei soliti noti. Non mi stupisce che, davanti alla fortissima richiesta di onestà e giustizia sociale che viene dai sardi (e anche davanti a qualche significativo sondaggio), i signori della poltrona siano sempre più agitati e nervosi, ma tu mi attribuisci un potere che non ho: farli perdere non dipende dal fatto che Sardegna Possibile proponga ai sardi il suo progetto, costruito con i territori in mesi di incontri partecipati. I partiti non vincono o perdono perché hanno concorrenti validi, ma perché fortunatamente sono ancora gli elettori che scelgono di chi fidarsi: chi perde, perde contro i sardi e lo sa. Se in quelle consorterie di poteri si avverte il timore della sconfitta, non è solo perché hanno paura di Sardegna Possibile, ma perché sanno benissimo quanta delusione e sfiducia serpeggi tra i loro elettori, la cui volontà è stata disattesa per troppe volte, non ultima quella delle primarie. Usciamo dalle partigianerie, Pasquale; qui non si tratta più di non far vincere questo o quello, ma di costruire un modo nuovo di essere comunità, che non ci faccia tappare il naso nell’urna, che non ci spinga a vergognarci di chi abbiamo eletto e che restituisca a tutti noi il diritto di credere nella politica e nel nostro futuro. Se questo significa che i signori della poltrona staranno fermi un giro, possiamo solo esserne contenti, perché è per colpa del loro indefesso lavoro che l’incubo peggiore lo stiamo già vivendo. L’unico voto che mi permetto di chiamare inutile è quello che mantiene lo stato di cose in cui ci troviamo. Lasciamo che per una volta vinca un progetto diverso e nuovo, che rimetta insieme con amore e dignità i pezzi che ci hanno lasciato in mano. Poi potremmo tornare, se non a sognare, almeno a dormire sereni.
Michela Murgia

FATECI DORMIRE SERENI

Era da tempo che, in un intervento politico, non mi capitava di leggere parole così lievi e spietate allo stesso tempo, come quelle che Michela Murgia ha saputo declinare a favore di una Speranza. La mia, la Nostra candidata a presidente ha usato, senza mai abusarne, il suo talento naturale, lo scrivere, per dare anche in un agone così cruento come quello elettorale una incommensurabile lezione di stile. Senza offendere, senza sbraitare, non abbassa gli occhi e guarda fisso negli occhi il suo, i nostri interlocutori è li azzanna spietatamente, per ciò che hanno fatto, anzi per quel che non hanno fatto e non sono più in grado di fare: Rappresentarci. Loro non sono più la Politica, destra e sinistra insieme, loro la pantomima, il becero compiacersi del potere per il potere, l’assoluta mancanza di rispetto e di sacralità nella gestione della “cosa pubblica”. Grazie Michela, per questa nuova Politica che innalza i cuori di chi ancora crede sia possibile praticare il servizio, la sussidiarietà, la temporaneità, la ragione ed il cuore comunitario di una terra ridotta a brandelli. Il tuo meraviglioso inno alla POLITICA con le maiuscole è quanto di meglio e di più saggio la tua maestra giovanile abbia potuto tramandarti. È questo il Sogno, che proponiamo ai sardi di buona volontà, il Sogno che abbiamo scelto tutti assieme,per non sciupare ancora una volta il nostro Risveglio.Con riconoscenza, Antonello

2 Comments

  1. http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/11/elezioni-sardegna-m5s-senza-lista-zappadu-massoni-infiltrati-grillo-sapeva/838887/

    Non è la prima volta che Grillo fa errori e non sarà (purtroppo) forse neanche l’ultima. Capita a tutti di sbagliare: lo dico da sardo iscritto e certificato al M5S. Molti attivisti qui in Sardegna sono profondamente amareggiati e alcuni hanno annunciato gesti estremi come lo sciopero della fame. La sensazione del capo che ritira il pallone dal campo a inizio partita perchè il pallone è suo e quindi ha il diritto di farlo non è andata giù a tanti. Soprattutto a chi nel movimento ha investito tutto. Probabilmente la cosa è stata sottovalutata da Grillo e questo è ciò che denuncia Zappadu. La critica è quindi di negligente leggerezza nei confronti dei già noti ma non insuperabili problemi dei cinque stelle sardi.
    D’accordo la prossima volta ci saranno le “regionarie” e la selezione delle liste averrà on line, d’accordo ma perchè non è stato fatto anche in questa occasione? Si poteva fare e non è stato fatto.
    Se vogliamo essere onesti e imparare dai nostri errori non facciamoci infinocchiare un’altra volta da tentazioni censorie ed epuratrici. Il M5S nonostante i suoi errori è un movimento sano che non nasconde la polvere sotto il tappetto ed ha abbastanza anticorpi da non aver paura di affrontare i problemi interni; anche riconoscendo i propri errori e differentemente da altri partiti che ciarlano di democrazia interna nel M5S mentre al loro interno sono usi ad obbedir tacendo e tacendo morir.
    Detto ciò, la decisione di Zappadu di candidarsi con Michela Murgia, conferma l’orientamento di tantissimi e (per quanto ne so io) probabilmente della maggioranza dei cinque stelle sardi. E ciò in virtù del fatto che il M5S non è un partito di tesserati ma un movimento post ideologico interessato molto di più al cambiamento che ai simoboli.
    E in questo momento (data l’assenza del M5S) non esistono alternative valide al progetto di Sardegna Possibile incentrato su Cultura, Cibo, Energia Elettrica, Salute e Territorio: temi essenziali non solo per il futuro della nostra isola ma per quello di tutto il pianeta.
    Forza Michela Murgia, Forza M5S e Sveglia Grillo.

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