Berluscolandia: posticipata l’uscita

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In accordo con l’editore (Ecoprensa Panamericana) abbiamo deciso di posticipare l’uscita di “Berluscolandia”, il libro “elettronico” che racconta Berlusconi, il berlusconismo ma soprattutto un pezzo di seconda Repubblica.
Ottantamila fotografie dal 1994 al 2015, questo è il numero approssimativo che arricchisce il mio archivio personale con le immagini del Berlusconi politico. Sono passati 21 anni da quando per la prima volta io e Silvio ci siamo incontrati, egli mi prese sotto braccio e mi invitò ad entrare a villa Monastero – all’epoca di proprietà di Veronica Lario -.

Io, Silvio e la mia Beretta F92 calibro nove con 15 colpi nel caricatore, ma questa è una storia che leggerete nel futuro libro, sempre che abbiate la pazienza di aspettare, e, la fortuna di comprarlo.
Di comunque accordo si è deciso di spostare in autunno o, alla meno peggio, agli inizi di dicembre l’uscita del libro. Tutto è pronto i testi, le foto i link di riferimento e una serie di filmati, uno in particolare, una vera chicca nonché un grande esclusiva.

Mancano alcune traduzioni. Tra queste quella in lingua Ceca. Non può mancare il racconto e le immagini delle gesta di Mirek Topolánek (ex primo ministro Ceco, ex presidente del parlamento Europeo) nella sua lingua madre.

Quindi non un problema tecnico ma una precisa e ponderata scelta, infatti a ottobre va a sentenza la causa penale che io ho intentato contro Emilio Fede, l’allora direttore del TG4 mi prese di mira per ben 13 giorni chiamandomi con svariati nomi. Iniziò il 31 di maggio nel notiziario delle 18:55 chiamandomi Zuppetta, l’indomani ero Zuncheddu e negli altri giorni a seguire Zuppotto, Pupazzetto, Zuppeddu, Puzzeddu, Purzeddu, Purceddu, Parceddu, Zappedu, Zupuppu, Zupuzzu, Porceddu, Pazzeddu, Porcheddu, Papareddu, insomma il “collega” (?) Fede, mi ha diffamato, calunniato, minacciato ma fin qui tutto sta nel personaggio Fido-Fede che quando (spesso) è a corto di argomenti e, ancor di più di idee, cerca di ridicolizzare il suo “avversario” perché io per Fido-Fede ero allora, oggi un po’ di meno, il suo “nemico” per lesa maestà nei confronti di Silvio. Arrivando, in “diretta” ad ipotizzare uno strampalato “piano eversivo-terroristico”, quando si mise a sproloquiare: “… qualcuno si è posto il problema di che rischio può incorrere il capo del governo …/… insomma chi volesse incorrere in un attentato ci ha tutto, basta rivolgersi a Zuppetta e lui ti dice tutto.”

Quindi solo una breve e dovuta attesa per completare il capitolo dedicato al Fido-Fede.

Una nota di merito alla cover del libro, una vera opera d’arte di Gianni Fasciolo, mio amico e da anni indiscutibile grafico personale. L’editore mi propose un giovane e promettente grafico di Quito (Ecuador), ma io, ed a ragione, ho preferito andare sul certo. Dopo “ The black book of facebook”, Gianni avrebbe realizzato anche la copertina del “Berluscolandia”. La giostrina che spicca nella cover è metaforicamente ed autenticamente “certosina”, Silvio Berlusconi la fece arrivare nell’estate 2008 per allietare le sue giornate a villa Certosa. Si tratta della stessa giostrina che l’Espresso (in esclusiva) pubblicò nei mesi caldi del 2009 con le ragazze in minigonna che ruotando mostravano ciò che di più prezioso madre natura le avesse dotate.
Insomma una scenografia ancora più esplicita e decadente delle mitiche “esposizioni” di Tinto Brass. Del resto il nostro premier in quanto a prurigine e libido voyeuristica, è davvero un Maître à penser

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