Berlusconi e le tombe fenicie in 47 secondi

 

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Screenshot 2017-12-18 08.08.41I MEDIA E LE TOMBE

Quando nell’estate 2009 scoppia l’ennesima “grana” Berlusconiana, quella  sulle trenta tombe fenicie, la stampa Italiana e quella internazionale ci si butta a capofitto.  La notizia rimbalza da stato a stato, da continente a continente: la BBC in lingua inglese e spagnola la da’ in seconda notizia nella sezione internazionale, così l’americana Cnn, El Pais di Madrid e quello Colombiano pubblicano, con la notizia, interventi di eminenti archeologi,  altri come Wandering Italy, il Mail inglese, El Mundo di Madrid, El Periodico di Tegucigalpa, La Razón della Bolivia, The Daily Telegraph del Regno Unito, gli autorevoli The Times di Londra e il Washington Post hanno il richiamo, tutti, in prima, così come è in prima pagina La Repubblica  quella Italiana e La Republica quella con una sola “p” stampata a Lima e distribuita in tutto il Perù.
La Tv Al Aarabiya in lingua araba gli dedica la prima notizia dagli esteri, così fa’ anche la Cinese cnWest che pubblica sul suo sito ufficiale a caratteri Cangjie la storia della D’Addario e delle trenta tombe fenicie ritrovate a villa Certosa.
Tutti impazziti per le tombe fenicie.

AlArabiya

 

DIARIO DE NAVARRA

Anche il Diario de Navarra riporterà la notizia con dovizia di particolari…
Il Diario de Navarra è un giornale che ha la sua redazione a Pamplona in Spagna.
All’epoca dedicò alla notizia mezza pagina del suo giornale. Ma se anche nella regione di Navarra la notizia ebbe grande risalto perchè oggi i media, i “nostri” e quelli internazionali, tacciono?  All’epoca, in quella ridda di notizie e di grandi menzogne abbiamo un Berlusconi che si astenne da qualunque commento sul caso, lasciando il povero, suo avvocato in balia della stampa mondiale a raccontare le falsità che il cavaliere gli aveva proferito.
Nessuno si è posto la vera domanda: «come è possibile che in un solo giorno si possa controllare un parco di cento ettari?»
Su questo hanno giocato B. &C.
Quel giorno sono state mostrate le tombe puniche scovate, e, regolarmente denunciate nel 2005.
Reperti punici  perfettamente conosciuti dalla Soprintendenza Archeologica di Sassari e Nuoro dato che furono chiamati a presenziare nel 2005.
Nel 2009 ritornarono tutti a villa Certosa, a riceverli Nicolò Ghedini. È incompressibile come Carabinieri, Forestale e Soprintendenza Archeologica siano stati così sprovveduti. Per quale motivo si sono accontentati della dichiarazione dell’avvocato Ghedini? Hanno sentito i lavoratori e i giardinieri del parco? È stato chiesto più tempo, necessario, per poter ispezionare al meglio il parco della Certosa? Sono tutte domande dovute… io però sono il “rompi coglioni” come disse qualcuno nella Procura di Tempio.

 

I GIORNI FRENETICI DI NICOLÒ GHEDINI

L’avvocato Ghedini nel luglio 2009 si affrettò a smentire i giornali, e, specificamente, L’Espresso: “Un’altra miserabile storia. Mai il presidente Berlusconi potrebbe aver parlato del ritrovamento di 30 tombe fenicie nel suo parco, perché mai nulla di simile si trova o è stato rinvenuto nell’area di villa Certosa. Un’area -afferma- già oggetto di un minuzioso accertamento dell’autorità giudiziaria conclusosi poco tempo. In ogni caso, qualsiasi ulteriore controllo in merito potrà essere eseguito in qualsiasi momento. Tutto il resto -spiega il parlamentare del Pdl e avvocato del premier Berlusconi riferendosi ai servizi del gruppo Repubblica-l’Espresso – è solo un tentativo di diffamazione del presidente del Consiglio che comunque continua miseramente a fallire”.

È il giorno seguente. Sempre Ghedini, quasi in un isterismo mediatico-ripetitivo, in una nuova nota recapitata agli organi d’informazione riafferma che: “Le trenta tombe fenicie non ci sono e il Presidente Berlusconi non poteva in alcun modo citarle. Il gruppo Repubblica-l’Espresso non vuole accettare l’evidenza e per difendere le proprie registrazioni, comunque illecite e della cui origine continua a tacere, non consentendo così alcuna verifica”.

In verità Berlusconi già prima delle confidenze erotico-archeologiche con Patrizia D’Addario, confessò ad una scolaresca di Olbia della scoperta di una tomba fenicia a villa Certosa, aggiungendo di aver ritrovato oltre i due scheletri di due giovinette dei reperti archeologici -orecchini, bracciali e collane “tutte in pasta di vetro”– e di esserseli tenuti.

 

SETTIMO NIZZI

Quel giorno era presente l’allora sindaco di Olbia Settimo Nizzi (braccio destro e sinistro di Berlusconi in Sardegna) è lui ad organizzate la gita guidata. Berlusconi è in difficoltà, i sondaggi lo danno in netto calo, le elezioni politiche del 2006 l’hanno visto sconfitto da Romano Prodi che si aggiudicava quella tornata per soli 24 mila voti.

navarra2Quindi Nizzi, sindaco di Olbia, era presente durante il tour scolastico. È certo vi sono due o 3 immagini fotografiche che lo collocano in quel luogo, ma non sono certo della sua presenza alle spiegazioni archeologiche di Silvio Berlusconi, nel filmato non appare, e non si sente, nel sottofondo, la sua tipica cadenza gallurese.
Perchè se avesse assistito aveva non solo il dovere ma l’obbligo di denunciare alle autorità l’eccezionale ritrovamento. Questo, però, possono confermarlo chi era presente.

IL FILMATO

Il filmato che vi propongo è di soli 47 secondi, fatto con un telefonino, a quel tempo innovativo, perchè non si limitava alle sole fotografie ma aveva, anche, la funzione per fare filmati.
Forse è questo che portò in inganno Berlusconi, forse pensava che si trattasse di sole foto e non di filmati. Se quel filmato fosse saltato fuori in quei giorni di bagarre il suo valore sarebbe stato considerevole, tra il 30, 50 mila euro… cifra che avrebbe, sicuramente, allietato il conto in banca di chi ne era in possesso. Oggi, per sua disgrazia, ha solo valore probatorio e di una montagna di grossi fastidi. È, comunque, la prova che all’epoca si sono raccontate tante false asserzioni, che a villa Certosa è stata scoperta, sicuramente, una necropoli fenicia e che si spera di verificare -grazie a quei 47 secondi- sulle confidenze fatte alla D’Addario di: siti archeologici che sono venuti alla luce o che stanno progressivamente venendo alla luce.

 

IL VILLAGGIO NURAGICO

Voluto e costruito ex novo da Berlusconi, con probabilità è autentico. Siti archeologici punici sono affiorati di volta in volta nel parco. Regolarmente denunciati (per quanto ne sappiamo) quindi l’aerea è di interesse storico-archeologico, e dove ci sono stati prima i Romani, c’erano  ancor prima i nuragici.
Nelle ultime mie newsletters ho raccontato, sino alla nausea, sul villaggio nuragico di villa Certosa:
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Nel mio libro (BERLUSCOLANDIA) racconto di un incontro a Cagliari con un archeologo che lo dava al 99 percento sito archeologico autentico. Di un colloquio, con testimoni, con un funzionario della forestale che riteneva, dopo aver visto le foto satellitari, “indispensabile un’ispezione in loco”.

A questo punto credo che le AUTORITÀ debbano smettere di nascondere la testa sotto la sabbia e vadano una volta per tutte a far chiarezza a villa Certosa, anche perchè la scusante del sito sotto “segreto di Stato” non è più attuabile, soprattutto per un ex presidente del Consiglio oggi pregiudicato.
È un vostro obbligo capire se è un falso d’autore, vale a dire una ricostruzione di un pseudo villaggio nuragico solo per il capriccio di uno degli uomini più potenti e ricco d’Italia? Oppure una scoperta reale di un sito nuragico vero e perciò potenzialmente straordinario soprattutto per la vicinanza (192 metri) della necropoli fenicia, ma nel contempo, molto problematico per la riservatezza della sua sontuosa dimora che, è bene ricordarlo, da anni viene ‘proposta alla vendita’ nel mega mercato immobiliare dei nababbi di tutto il mondo per un importo di 500milioni di euro?
Le Newsletters che vi ho inoltrato sono state aperte regolarmente e lette, alcune più volte ed altre inoltrate a diversi utenti, quindi siete a conoscenza di questa mia denuncia che è partita l’otto di agosto del 2005 e che continua e continuerà ancora fino a quando non avrò risposte come giornalista ma soprattutto da Sardo.

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I tre possibili siti archeologici: nel riquadro giallo dove Berlusconi racconta agli studenti della scuola media Ettore Pais di Olbia il ritrovamento delle tombe fenicie; in quello rosso un ritrovamento (fine 2007 inizio 2008) che viene evidenziato dalle foto aeree eseguite per “mandato” della Regione Sardegna; nel riquadro bianco il sito nuragico voluto da Berlusconi. Nel sito fucsia i depositi d’acqua  del parco che fanno intendere che il lago non è artificiale  ma naturale e quindi che l’acqua provenga o da una falda freatica o da una sorgente. È notorio che i nuragici costruissero i loro siti nelle vicinanze di sorgenti o “pozzi”.

 

DA WIKIPEDIA: I FENICI

Fenici è il nome con cui i greci indicavano il popolo insediato sulle coste orientali del mar Mediterraneo, nei pressi del Libano, e del quale si ha notizia fin dal XXI secolo a.C.. La civiltà fenicia è la prosecuzione nell’età del ferro della civiltà cananea, che è attestata negli stessi luoghi nell’età del bronzo (3000-1200 a.C.), essendo nei fatti i fenici indistinguibili per lingua (se non per variazioni dialettali) e cultura dal resto dei popoli cananei.
Essi furono soprattutto un popolo di commercianti che utilizzavano il mar Mediterraneo per esportare legname e altri oggetti da scambiare con altri popoli. Conoscevano e sapevano tracciare le rotte ed erano in grado di navigare di notte, prendendo come riferimento le costellazioni circumpolari (in particolare l’Orsa Maggiore). Praticavano il cabotaggio, per poter attraccare in caso di difficoltà, fare rifornimento di acqua dolce e viveri e commerciare con le popolazioni locali. Seppero produrre, con il legno di cedro, navi molto robuste, adatte per il commercio, che potevano contenere grandi quantità di merci e altre cose a seconda del loro bisogno. Erodoto, nel IV libro delle sue Storie, riporta che i Fenici furono i primi a circumnavigare un intero continente (l’Africa), cioè a navigarlo per tutto il suo perimetro. La plausibilità del racconto di Erodoto sta nell’osservazione, riportata come raccontata dai Fenici, che ad un certo punto osservarono che il sole girava in senso contrario. Quantomeno, quindi, i Fenici si recarono a sud dell’Equatore. Si attribuisce ai Fenici l’Ideazione del Primo alfabeto fonetico, che comprendeva 22 segni usati e modificati successivamente dagli Ebrei.

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Tharros è un sito archeologico della provincia di Oristano, situato nel comune di Cabras, in Sardegna. La città si trova nella propaggine sud della penisola del Sinis che termina con il promontorio di capo San Marco. La città fu fondata dai Fenici nell’VIII secolo a.C. nei pressi di un preesistente villaggio nuragico dell’età del bronzo.
Il villaggio protosardo di Su Muru Mannu, sopra il quale fu impiantato il tofet, venne abbandonato pacificamente dai suoi abitanti che, stando ai dati archeologici, collaborarono con i fenici alla costruzione del nuovo centro urbano. Nell’immagine il connubio tra nuragici e fenici, i resti del villaggio nuragico si “fondono” con i resti fenici.

 


 
Un immagine attuale del sito nuragico, nelle foto ai lati il sito prima che venisse “realizzata” la little Barumini

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Un percorso storico di immagini satellitari e aereo-fotografiche:
1) 2006; 2) 2007; 3) 2010; 4) 2017

 

 

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