ecuador - la via dei vulcani

 

Antonello Zappadu con la sua fidata macchina a traccolla.
Sopra: Ecuador, la via dei vulcani


Below: Bandits in Sardinia.
The photos have been shot twenty years apart: one dates to November 1973, in Pattada (Sassari); the other to July 1993, in Orgosolo (Nuoro)

 

RITRATTO DI FOTOREPORTER
di Andrea Frigo

 

C'e un mestiere definito, da tanti, tra i piu belli e affascinanti del mondo: il fotoreporter. Non sappiamo se poi il luogo comune risponde alla realta, comunque possiamo certamente affermare che possa annoverarsi tra i piu difficili. Un mestiere difficile e impegnativo perché richiede una serie di qualita che vanno dall'intuito alla curiosita (che non devono mai mancare ad un "cacciatore" di immagini), da una buona cultura generale ad una buona scorta di fonti di informazione e amici in tutti gli ambienti della disponibilita a viaggiare e svegliarsi ad ogni ora della notte. Non ultima una forte simpatia, ed una completa dotazione tecnica capace di cogliere immagini anche impossibili. Il valore di un fotoreporter, cosi, viene valutato e apprezzato attraverso la lettura delle sue fotografie, cosi come avviene per uno scrittore attraverso un libro oppure un'atleta attraverso i suoi record. In Sardegna vive e lavora un figlio d'arte che ha iniziato sin dall'eta dell adolescenza questa professione. Un "free-lance" abituato a lavorare sempre in prima linea. Antonello Zappadu, nato a Pattada 43 anni fa, e il figlio del giornalista della Rai Mario Zappadu. Da subito, Antonello ha deciso di seguire le orme del padre e gia all'eta di 15 anni realizza alcuni reportage sul fenomeno del banditismo sardo. Nei primi anni Settanta inizia a collaborare con il quotidiano L'Unione Sarda, poi i suoi scatti cominciano a fare il giro del mondo, grazie alle collaborazioni con le maggiori agenzie giornalistiche, quali l'Associated Press, la UK Press e l'Ansa. Ma la passione principale di Zappadu diventa ben presto quella di girare il mondo per realizzare avventurosi reportage.

Durante l'estate, invece, va a caccia di vip in Costa Smeralda e, grazie alla sua perfetta conoscenza del territorio, vince abitualmente la concorrenza dei numerosi paparazzi che per il periodo estivo si trasferiscono nella costa gallurese alla ricerca della "foto-scandalo" dell'estate. Non c'e personaggio del mondo dello spettacolo che, a suo arrivo in Costa Smeralda, non venga immortalato dalla macchina fotografica di Antonello Zappadu. Dicevamo della sua grande passione per i viaggi (le foto pubblicate in queste pagine sono fra le più importanti della sua collezione).

Inizia nel 1982, con un viggio in India, poi a Mosca per la morte di Leonid Brezhnev. Qualche anno più tardi esplora il vasto continente nordamericano, mentre1988 immortala la drammatica situazione al 38° parallelo, in Corea del Sud. Nello stesso anno si sposta in Giappone: eccolo a Hiroshima, a realizzare un reportage a cinquant'anni del lancio della bomba atomica da parte degli americani.

L'anno successivo parte per il Sudamerica, e va in Ecuador alla ricerca degli Aucas, gli ultimi cannibali, dove tornerà anche nel 1992 e nel '97. In quest'ultima occasione, Zappadu assiste con la sua immancabile macchina fotografica alla guerra delle Ande. Il suo nome, però, entrò prepotentemente nelle case degli italiani otto anni fa, quando partecipò in prima persona, insieme "all'amico di famiglia" Graziano Mesina, alla liberazione del piccolo Farouk Kassam, per lungo tempo tenuto sotto sequestro dall'Anonima sarda.

Un annuncio dato in diretta tivù, dal TG1, proprio grazie alla collaborazione fra Mesina, Zappadu e il "fortunato" inviato della Rai che realizzò lo scoop.