RITRATTO DI FOTOREPORTER
di Andrea Frigo
C'e
un mestiere definito, da tanti, tra i piu belli e
affascinanti del mondo: il fotoreporter. Non
sappiamo se poi il luogo comune risponde alla
realta, comunque possiamo certamente affermare che
possa annoverarsi tra i piu difficili. Un mestiere
difficile e impegnativo perché richiede una
serie di qualita che vanno dall'intuito alla
curiosita (che non devono mai mancare ad un
"cacciatore" di immagini), da una buona cultura
generale ad una buona scorta di fonti di
informazione e amici in tutti gli ambienti della
disponibilita a viaggiare e svegliarsi ad ogni ora
della notte. Non ultima una forte simpatia, ed una
completa dotazione tecnica capace di cogliere
immagini anche impossibili. Il valore di un
fotoreporter, cosi, viene valutato e apprezzato
attraverso la lettura delle sue fotografie, cosi
come avviene per uno scrittore attraverso un libro
oppure un'atleta attraverso i suoi record. In
Sardegna vive e lavora un figlio d'arte che ha
iniziato sin dall'eta dell adolescenza questa
professione. Un "free-lance" abituato a lavorare
sempre in prima linea. Antonello Zappadu, nato a
Pattada 43 anni fa, e il figlio del giornalista
della Rai Mario Zappadu. Da subito, Antonello ha
deciso di seguire le orme del padre e gia all'eta
di 15 anni realizza alcuni reportage sul fenomeno
del banditismo sardo. Nei primi anni Settanta
inizia a collaborare con il quotidiano L'Unione
Sarda, poi i suoi scatti cominciano a fare il giro
del mondo, grazie alle collaborazioni con le
maggiori agenzie giornalistiche, quali l'Associated
Press, la UK Press e l'Ansa. Ma la passione
principale di Zappadu diventa ben presto quella di
girare il mondo per realizzare avventurosi
reportage.
Durante l'estate, invece, va a
caccia di vip in Costa Smeralda e, grazie alla sua
perfetta conoscenza del territorio, vince
abitualmente la concorrenza dei numerosi paparazzi
che per il periodo estivo si trasferiscono nella
costa gallurese alla ricerca della "foto-scandalo"
dell'estate. Non c'e personaggio del mondo dello
spettacolo che, a suo arrivo in Costa Smeralda, non
venga immortalato dalla macchina fotografica di
Antonello Zappadu. Dicevamo della sua grande
passione per i viaggi (le foto pubblicate in queste
pagine sono fra le più importanti della sua
collezione).
Inizia nel 1982, con un viggio in
India, poi a Mosca per la morte di Leonid Brezhnev.
Qualche anno più tardi esplora il vasto
continente nordamericano, mentre1988 immortala la
drammatica situazione al 38° parallelo, in
Corea del Sud. Nello stesso anno si sposta in
Giappone: eccolo a Hiroshima, a realizzare un
reportage a cinquant'anni del lancio della bomba
atomica da parte degli americani.
L'anno successivo parte per il
Sudamerica, e va in Ecuador alla ricerca degli
Aucas, gli ultimi cannibali, dove tornerà
anche nel 1992 e nel '97. In quest'ultima
occasione,
Zappadu
assiste con la sua immancabile macchina fotografica
alla guerra delle Ande. Il suo nome, però,
entrò prepotentemente nelle case degli
italiani otto anni fa, quando partecipò in
prima persona, insieme "all'amico di famiglia"
Graziano Mesina, alla liberazione del piccolo
Farouk Kassam, per lungo tempo tenuto sotto
sequestro dall'Anonima sarda.
Un annuncio dato
in diretta tivù, dal TG1, proprio grazie
alla collaborazione fra Mesina, Zappadu e il
"fortunato" inviato della Rai che realizzò
lo scoop.