L'Unità 16 luglio 1992
A.Zappadu in una foto dal settimanale
VISTO
PORTO CERVO "Quella notte Graziano Mesina era molto nervoso, direi incavolato. C'era stato un violento alterco, all'appuntamento con i banditi. E mi è sembrato che cominciasse a temere per le sorti di Farouk". "Quella notte" era tra mercoledì 8 luglio e giovedì 9 luglio, 48 ore prima della liberazione di Farouk Kassam. Un "supertestimone", il fotoreporter Antonello Zappadu, ricostruisce i misteri del caso-Kassam, partendo non a caso da lì: " Mesina doveva farsi consegnare il bambino, secondo i patti prestabiliti, ma è tornato a mani vuote. È accaduto invece che un misterioso mediatore, un noto avvocato intervenuto all'ultimo momento non si sa per conto di chi, ha offerto alla banda altri quattrini oltre a quelli già concordati con gli emissari "ufficiali". E i banditi hanno naturalmente accettato. Farouk ha così dovuto aspettare altri due giorni, prima di poter tornare a casa.
Per uno che ha dimestichezza con le cronache giudiziarie come Antonello Zappadu, 36 anni già collaboratore dell'ASSOCIATED PRESS, de "L'UNIONE SARDA" e dell'ANSA, una convocazione dal magistrato deve apparire pressoché scontata dopo una rivelazione così clamorosa.. Ma Zappadu - figlio di un noto giornalista della RAI sarda da anni in pensione- ha deciso lo stesso di raccontare pubblicamente quello di cui è venuto a conoscenza. Come contributo al "ristabilimento della verità": "In questa storia ce ne sono un po' troppe , qualcuna raccontata in buona fede, altre probabilmente no...".
Cominciamo dall'inizio, Zappadu. Come ti sei trovato coinvolto nella vicenda ?
La mia famiglia è in buoni rapporti con Graziano Mesina da molto tempo. E io - che in questa vicenda collaboravo con in TG1 - gli ho parlato spesso negli ultimi tempi. Sono stato con lui ad Orgosolo il 4 luglio, quando ha avuto il permesso speciale per il matrimonio della nipote. In realtà quello era un paravento per la sua opera di "garante" nelle trattative per Farouk. Mi ha raccontato dei rapporti con i Kassam, e tutto il resto.
Veniamo ai giorni della liberazione ?
Il giorno "buono" ripeto, era mercoledì 8 luglio. Ma non è successo niente. Ho incontrato Mesina la notte, attorno all'una. Era molto alterato. Mi ha detto di aver bisticciato con i banditi, perché all'ultimo momento - a riscatto già pagato - sono saltati fuori degli altri soldi. Li ha offerti ai banditi un noto avvocato, non si sa perché, né da parte di chi...
Conosci il nome ?
Naturalmente non mi sembra l caso di parlarne.
Arriviamo alla notte della liberazione effettiva, quella tra venerdì e sabato, e al "giallo" degli orari. Com'è andata ?
Quella notte, assieme all'inviato del TG1 Pino Scaccia, eravamo in contatto costante da Porto Cervo con Mesina. Ho ricevuto da Mesina quattro telefonate, nell'arco di un paio d'ore. Quelle più importanti , si sono succedute tra le 22 e 45 e le 23. Nella prima mi ha detto: "É fatta al 99 per cento, è già libero. Nell'altra ha dato la conferma ufficiale: "Farouk è in mano alla polizia". L'inviato del TG1 a quel punto ha chiesto il collegamento e ha dato la notizia in diretta tv. Io ho fatto telefonare da un parente ad un amico magistrato per informarlo.
E poi , cosa è accaduto ?
Siamo saliti, assieme ad una folla sempre più numerosa alla villa dei Kassam, a Pantogia. E lì, dopo l'iniziale euforia, si sono cominciate a diffondere le notizie delle smentite ufficiali. Abbiamo fatto un'altra verifica, parlando con due funzionari di polizia. E loro hanno confermato: è vero il bambino è nelle mani delle forze dell'ordine. Erano le 23 e 30 o giù di lì: almeno un'ora e un quarto prima, cioè, del comunicato ufficiale.
Puoi dire di chi si trattava ?
Anche qui, preferisco non rispondere. Posso solo dire che erano funzionari di due diverse questure. Vorrei però che a questo punto fossero loro a farsi avanti per raccontare pubblicamente quello che è accaduto durante la notte. Per fornire gli orari reali. Se ho deciso di raccontare questi fatti, è proprio per sollecitare una ricostruzione vera di quanto è accaduto, ponendo fine a questo assurdo gioco delle parti. Un'ultima annotazione: anche per gli inquirenti la "notte buona" della liberazione di Farouk era quella tra l'8 e l 9 luglio. É scattata allora - secondo la versione ufficiale della super-procura - l'operazione nelle campagne di Dorgali, che avrebbe portato già quella notte vicinissimi alla grotta-prigione del bambino. Una coincidenza sconcertante. Una delle tante del giallo Farouk.