Nuova corte a palazzo Grazioli

di Tommaso Cerno
Il piano di liste civiche del Cavaliere vuole rottamare molti vecchi nomi. E tra i nuovi, oltre a Maria Rosaria Rossi e Diego Volpe Pasini spuntano anche volti noti, da Giancarlo Galan, a Denis Verdini alla Biancofiore

Chi frequenta palazzo Grazioli sa che fra i due non è mai corso buon sangue. Lei è Mariarosaria Rossi, classe ’72, la deputata Pdl più vicina al Cavaliere, maggiordoma di Tor Crescenza e grande intercettata delle notti del Bunga Bunga, motore del call center al primo piano della residenza romana di Berlusconi. Lui è Diego Volpe Pasini, classe ’61, fino a oggi semisconosciuto imprenditore finito in varie peripezie politiche e giudiziarie, che un paio di settimane fa ha presentato a Berlusconi il piano di liste civiche “Rosa tricolore”, rivelato da “l’Espresso”, un progetto per rottamare il vecchio Pdl e i suoi dinosauri.

A febbraio Diego e Mariarosaria hanno pure litigato per il posto a tavola a una delle tante cene da Silvio: “Sciocchezza sì, ma indicativa: quel signore è troppo presente a palazzo, e Mariarosaria è una che difende i suoi spazi”, sussurrano a via del Plebiscito.

Eppure da quando Berlusconi visionò il progetto a una cena cui partecipava anche lei, fra i due il clima sarebbe migliorato. Qualche sorriso, qualche tiepida gentilezza. Sintomo che a palazzo Grazioli qualcosa è successo. Tanto che i notabili del Pdl inondano Berlusconi di dossier e scavano nel turbolento passato del nuovo amico del Cav (“Attento a quel Pasini, è peggio di Lavitola”); dall’altra però il ritorno in campo di Silvio, le esternazioni improvvise, lo scetticismo sulla leadership di Angelino Alfano, la tentazione di lanciare un nuovo partito sono reali. E hanno seminato il panico nel vecchio e traballante establishment del predellino, che sa bene come Berlusconi ritenga il Pdl perdente e come, alla fine, sulle sue decisioni peseranno, come sempre, soprattutto i sondaggi. E così quel progetto civico, che da un lato non è ufficiale, ma dall’altro è circolato fra pochissimi amici stretti del Cavaliere, supportato pure da un piano di “fund raising” all’americana, è finito per fare da detonatore ai malumori. E quella che i pezzi grossi del partito liquidano come “l’armata Brancaleone” s’è trovata nel mezzo della bufera.

Il primo a schierarsi pro liste civiche è stato Vittorio Sgarbi (“Volpe Pasini è un mio uomo”), pronto a presentare il 14 luglio un nuovo movimento già con l’avallo del Cavaliere: “Io sono il vero anti-Grillo e Berlusconi lo ha capito”, ripete il critico. E il simbolo della lista “Rivoluzione con Vittorio Sgarbi”, fondo nero e scritte bianche e rosse, è in effetti lontanissimo dalla tradizione berlusconiana. Ma nei progetti c’è anche “SiAmo Italia”, che avrebbe come testimonial Guido Bertolaso. C’è il movimento “Animalisti con la Brambilla” e pure la “lista Santanché”, progetto che potrebbe convincere Daniela a non sfidare Alfano alle primarie. E poi i simboli su fondo azzurro delle liste di genere, Forza Pensionati, Forza giovani, in pratica Forza tutti.

Ma nella débâcle generale del Pdl, la soluzione civica attira anche qualche nome grosso. Come l’ex ministro Giancarlo Galan, attratto dal repulisti nel partito, Denis Verdini, che nel piano “Rosa tricolore” è l’unico “gerarca” che viene misteriosamente “salvato” dalla rottamazione, assieme al senatore Mario Mantovani. C’è Micaela Biancofiore, che già spara sull’ex pattuglia di governo, a partire da Mara Carfagna. E qualche senatore, come l’ex leghista Alberto Filippi che s’è visto in più di un’occasione a palazzo Grazioli. E ancora consiglieri comunali e regionali, perfino all’assessore veneto Remo Sernagiotto, fra i più votati nel Pdl del Nord-est pare piacere l’idea. E così il progetto civico pro Silvio che mescola un po’ tutto, amicizia e politica, seratine a casa Berlusconi e ambiziosi progetti, secondo i promotori, è destinato a crescere. Mentre i colonnelli del Pdl scommettono che Berlusconi lo stopperà. E farà un rapido dietrofront.

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