La Piazza Sporca della 7 con pisciata fuori dal vaso.

La Piazza Sporca della 7 con pisciata fuori dal vaso.

Piazza Pulita della “Three+Four Migli” ha dedicato un’intera puntata allo sputtanamento pubblico dello sconosciuto (quantomeno per loro) pianeta tutto italico denominato M5S, con una decisiva ed importante rivelazione che, di sicuro, farà parte del dibattito politico sul niente dei salotti mediatici di regime: nel movimento cinque stelle comanda Grillo con una ristretta cerchia di suoi collaboratori.Il dibattito in studio nella trasmissione di giovedì 6 settembre, rigorosamente con ospiti “certificati”, ed un unico politico (Boccia del PDmenoElle) ed un unico “popolo di militanti” (i Bocciofili fiorentini sempre del PDmenoElle), ha sancito anche un’altra verità: i giornalisti continuano a non fare domande e, ancora peggio, quando le fanno sono accondiscendi, retoriche e, se critiche e polemiche, rivolte sempre agli interlocutori sbagliati, meglio se assenti.

Una delle intuizioni geniali di Grillo-Casaleggio è stata senza dubbio quella di far rosolare, i
rappresentanti della casta giornalistica di sistema, nel loro brodo di cottura con uno dei pochi dogmi del movimento “assenza fisica dai salotti della chiacchieropoli televisiva”.
E la cosa forte è che il meccanismo funziona. Lo ha ricordato Mentana “Grillo ed il suo movimento crescono con l’assenza”. Lui il Grillo pensante, l’elemento unico e stimolante della Nuova politica italiana, ha scelto la “religione” del “non esserci” per saper e poter ESSERE.

Curioso notare come coloro i quali assemblano il prepotente avanzare del M5S, alla precedente esperienza dello psiconano, non riescano nemmeno lontanamente a capire le motivazioni di un successo basato su presupposti comunicazionali così opposti. Il Berluscazzismo ebbe successo per la martellante campagna mediatico televisiva del padrone di quelle televisioni e, da vent’anni in qua, di tutta o parte della Rai. Grillo e i grillini avanzano (eccome se avanzano!) nella totale assenza mediatica. Certo di loro si parla, e come potrebbe non essere? Ma loro non partecipano al circolo pickwick della bettola televisiva.
Da amici compiacenti ho avuto sentore che quelli di Bersani, dopo le decine di proposte di legge sul conflitto di interessi per la “sovraesposizione” mediatica di Berlusconi, ne stiano preparando una sul conflitto di interessi per l’assenza grillina.
Insomma nel prossimo parlamento i grillini eletti saranno obbligati a mangiare la loro quota di “panini” nei Tg di regime, entrare nei plastici Bruno Vespa, partecipare al casino di Ballarò e ramazzare le cazzate di Piazza Pulita. E magari anche obbligarli a prendere i soldi del finanziamento pubblico ai partiti e, perché no?, farsi inquisire per danni concussione o corruzione.

In un parlamento di “nominati” e di gerontocrati, perché non liberarsi anche dell’obbligo tassativo di due legislature, come richiesto da 350 mila firme di grillini nel 2008 e fissato dai pochi dogmi di quel “guru tiranno” di Grillo?
D’altronde il parlamentificio italiano è sempre così munifico ed accattivante che riesce a fagocitare qualsiasi ipotesi di potenziale rinnovamento; perché quindi non sperare che anche i grillini siano o diventino come tutti gli altri? E cominciare a spiegarlo anche prima delle Elezioni? Tanto più se si pensa che, a fronte di 949 deputati e senatori della XVI legislatura, solo in 17 (l’1,79%) non riceveranno (in quanto non maturano i 5 anni richiesti) la “sudata” pensione per il loro atroce fare un cazzo. Ovviamente se, com’è possibile non saranno rieletti. Se non sarà come auspichiamo, anche loro entreranno in quel coacervo di oltre 2.200 ex parlamentari che, a fronte di versamenti per circa venti milioni complessivi, percepiscono più di 200 milioni di euro annui per il loro “mandato”.

Con l’8,4% di inquisiti e il 35,02 di parlamentari con oltre 3 legislature ed il pokerissimo di Pisanu e La Malfa (10 legislature) Martinat e Tassone con 9 legislature (provate a spiegarmi chi cazzo sono?) l’Italia vanta il primato della classe politica più rincoglionita e vecchia d’Europa. Come non riflettere sulle 8 legislature delle eterne “giovani” promesse del niente Fini e Casini, più Matteoli e altri carneadi come Berselli e Collucci? Ed ancora le 7 “fatiche di legislatura” per Finocchiaro, D’Alema, Turco, Grillo, Nania, Pontone e Serafini?
E se consideriamo che -l’età media dei ministri del Governo guidato da Mario Monti è di 64 anni,
-che abbiamo un presidente della repubblica di 88 anni, entrato in parlamento 8 anni prima che nascesse Barak Obama, 14 prima della nascita di Cameron;

-che tra i parlamentari l’età media dei senatori è di 57 anni e quella dei deputati 54;
-che nelle ultime tre legislature sono stati eletti soltanto 2 under 30 su circa 2500 deputati, anche se il peso della popolazione eleggibile, cioè di chi ha tra i 25 e i 29 anni è quasi del 28%;
-che c’è un solo deputato su 630 che ha meno di 30 anni e appena 47 sono quelli under 40 mentre quelli over 60 anni sono 157…
Se tutto questo è vero ed ha un costo per la democrazia del Paese, Caro “Three+Four Migli” che cazzo c’entra lo scoop su Favia, e la mancanza di democrazia in cinque stelle, impacchettato a maggio e servito a tavola cinque mesi dopo?
Insomma, in questo quadro la granata di Piazza Lasette non trova altro da denunciare agli italiani, ridotti in merda dal Rigor Montis, se non l’ipotesi di un dirigismo organizzativo di un Movimento che, per giunta, non è ancora nemmeno presente in Parlamento?
Invece di preoccuparsi del tanfo inquinante esalato dagli zombi di una politica arrivata al suo naturale verano, sfruculia tra le pieghe di un giornalismo d’accatto nelle puerili, inconsistenti e, comunque la si veda, inoffensive diatribe di un movimento fatto di gente nuova, intonsa. Di gente per bene. È questo dunque il nuovo brand della televisione cosiddetta non schierata?
E tando, intrak’in kulu.
Simplicio

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