Quel fannullone chiamato Bossi

di Pino Corrias, Renato Pezzini e Marco Travaglio
Anni e anni senza combinare niente, facendosi mantenere dalla moglie e fingendo di studiare. Una nuova biografia spiega bene chi è il fondatore del Carroccio

Nel 1975, quando di anni ne ha quasi trentacinque, sposa Gigliola Guidali, di anni ventitré, che per lui è «una ragazza borghese», anche se per la verità fa la commessa in un negozio di Gallarate. Le promette solennemente di laurearsi in tempi brevi, un paio d’anni al massimo. Ma nel 1979 è ancora lì… in quell’allegro nulla del fuoricorso universitario che ogni tanto interrompe per organizzare una finta festa di finta laurea, imbrogliando la madre che gli paga gli studi, e un paio di anni dopo allestirne una seconda per illudere la moglie che intanto lo mantiene. Nel frattempo arriva il primo figlio, Riccardo, anno 1979, occasione per rinnovare la solenne promessa di mettersi in carreggiata con un lavoro vero e la benedetta laurea.

La commedia dura fino al novembre del 1981. In tutto dodici anni. Tanti ce ne vorranno per spingere la povera Gigliola Guidali, che il giorno della sua seconda finta festa di finta laurea gli aveva addirittura regalato «la borsa di cuoio marrone da dottore», a prendere l’automobile, andare a Pavia, farsi ricevere dal rettore… «Scoprii che mi aveva sempre ingannata», dirà Gigliola nell’unica intervista mai concessa, anno 1994, al settimanale “Oggi”, che scatenò le ire dell’ex marito, che aveva appena vinto le elezioni con Silvio Berlusconi e stava velocemente cancellando le tracce del suo passato per ricrearlo a suo uso e consumo… Gigliola spiana quelle invenzioni con parole ghiacciate: «Umberto mi ha sempre riempito di inganni e di bugie. E’ un fannullone. E’ caratterialmente incapace di avere un lavoro. Prima di diventare senatore non ha mai avuto un lavoro fisso»… E ancora: «A quei tempi sembrava che diventare medico fosse la massima aspirazione di Umberto. Ne parlava tantissimo… Nei nostri anni insieme ha avuto quattro infatuazioni. Prima c’è stata l’elettronica. Aveva imparato a trafficare con i fili, le resistenze e le valvole.

Un giorno mi portò una valigetta messa insieme da lui, con uno strumento che, a quanto diceva, si utilizzava nelle sale operatorie. Poi ci fu la fase della fotografia: aveva comprato una Nikon e non faceva altro che scattare… All’improvviso disse basta e si buttò sulla pittura: tele, pennelli, cavalletto. Poi fu la volta della poesia dialettale. Ma la passione ricorrente, nella sua vita, è sempre stata la politica…».

Ed ecco che, in un giorno di febbraio del 1979, gli entra finalmente il biglietto vincente, l’intuizione che aspettava… La rivelazione gli arriva inaspettata e nella forma più schietta da Bruno Salvadori, leader dell’Union valdôtaine… Lo incontra nell’atrio dell’Università di Pavia mentre sta attaccando un manifesto autonomista in bacheca. Si parlano, si intendono. Salvadori ha appena riunificato il partito valdostano disperso in tanti rivoli indipendentisti… Teorizza le «Nazioni senza Stato». E l’«Europa dei popoli». Propugna l’ «autodeterminazione dei popoli contro gli Stati centralisti»… In quelle parole, Umberto riconosce il suo destino e forse anche una via d’uscita al trilocale di Capolago, piano terra, dove intanto il figlio Riccardo ha compiuto il suo primo anno di vita e il matrimonio tra lui e la moglie sta per inaugurare l’ultimo. Gigliola è furente. Ha appena scoperto di essere, a sua insaputa, «la prima finanziatrice» della nuovissima infatuazione di Umberto, il movimento autonomista che sta inventando giorno per giorno con Salvadori… Racconta Gigliola: «Un giorno, andando in banca, scoprii che sul conto corrente non c’era più niente. Aveva preso tutto lui, fino all’ultima lira».

3 Comments

  1. Awesome,thanks i’ll share it among my friends.

  2. Antonia Bittau

    *politiica

  3. Antonia Bittau

    …Cioè tutto è iniziato con storie di inganni e falsità per approdare al prosciugamento del conto della moglie e,in escalation, di quello degli italiani e…finire come emblema della polica più becera della storia della Repubblica!Occhio ai suoi seguaci!…

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