«L’ictus di Bossi? Colpa di coca, sesso e viagra»

«L’ictus di Bossi? Colpa di coca, sesso e viagra»

Esce ‘L’illusionista’, storia del Senatùr.
Quando esce un libro sul Senatùr, c’è un capitolo più enigmatico e morboso degli altri, a prescindere: quello dell’ictus.
L’episodio spartiacque, la notte indelebile che ha cambiato la storia della Lega Nord.
IL RITRATTO DE L’ILLUSIONISTA. Giovedì 4 ottobre, ore 18, alla Feltrinelli di via Appia Nuova, a Roma, è prevista la presentazione de L’Illusionista – Ascesa e caduta di Umberto Bossi di Pino Corrias, Renato Pezzini, Marco Travaglio, edito da Chiarelettere.

Un racconto della vita del capo del Carroccio sotto luci precise (il sottotitolo ‘I protagonisti dell’antipolitica’ non lascia troppo spazio all’immaginazione) in cui non può mancare quella notte tra il 10 e l’11 marzo 2004, condita da particolari scabrosi, ricostruzioni ufficiali e versioni circolate con insistenza sul web.

La famiglia: «Umberto era a casa». Poi ecco motel, sesso, coca e… Corna

Il nono capitolo (‘La vita appesa a un filo. La Lega dentro un Cerchio’) è quello dedicato al mistero del malore che colpì il Senatur.
Prima la versione ufficiale, quella della famiglia: «Umberto il 10 sera è a casa. Dovrebbe partire di lì a poco con il figlio Renzo per Varese, destinazione il Palazzetto dello Sport, per assistere a un incontro di basket insieme con Giancarlo Giorgetti, il segretario della Lega Lombarda. Sta nevicando di brutto. Intorno alle nove di sera Giorgetti racconterà di avere ricevuto una telefonata dalla famiglia: ‘Appuntamento annullato, Umberto resta a casa, non si sente bene’.
Che genere di malore? Una persistente difficoltà a respirare. Che diventerà agitazione e poi insonnia. Fino alle fatidiche 5 del mattino, quando Manuela Marrone chiede aiuto via telefono e l’ambulanza si mette in viaggio».
LA PARTE HOT SUL WEB SPOPOLA. Poi c’è l’altra ricostruzione pruriginosa, quella che la Rete ha fatto sua in breve tempo: «Comincia a girare una seconda versione del malore di Bossi. Assai più fiammeggiante. Che spazza via la scena domestica, parla della camera di un Motel, parla di sesso, di Viagra, di cocaina, di una corsa disperata dell’autista nella notte piena di neve e di un segreto da custodire. Che non è solo di Bossi, ma anche della donna che stava con lui, indicata in quel resoconto senza prove: la soubrette bresciana Luisa Corna».


«Per paura che uscisse tutto chiamarono i leghisti, non l’ambulanza»

Come nacque la ‘seconda verità’? Il libro ha ricorstruito quei giorni: «L’intera storia, piena di dettagli, compresa la foto della camera del Motel, compare il 17 giugno 2004 su Indymedia, sito di controinformazione, a sua volta rilanciato da decine di altri siti. Dice che la sera del 10 marzo 2004 Umberto Bossi si apparta con la showgirl in una delle camere del Park Motel di Castellone in provincia di Cremona. Prende Viagra, sniffa (…) si sente male al punto da manifestare un principio di emorragia cerebrale (…) deve essere ricoverato immediatamente, tuttavia per paura che l’imbarazzante vicenda finisca sulla stampa Luisa Corna non chiama subito un’ambulanza,
ma avverte alcuni leghisti molto vicini a Bossi (…) Solo dopo alcune ore, ormai grave, è trasportato all’ospedale di Varese, a 120 chilometri da Castellone».
LA SHOWGIRL: «IO ROVINATA». La storia è piuttosto nota, tanto che la showgirl ha dovuto smentire ufficialmente quelle voci più volte: «Mi hanno rovinato l’esistenza. Lo ripeto una volta per tutte: io Bossi l’ho incontrato la prima e ultima volta a un concorso di Miss Padania. Ma più che conosciuto, l’ho intravisto».
LE PASTICCHE E LA CLINICA SVIZZERA. Su la Repubblica Pietro Citati affondò il colpo nel 2010, come ha riportato il libro di Travaglio e soci: «Tutti sanno che Umberto Bossi anni fa disse che la Lega ‘celhaduro’. E allora una sera per provare i suoi doni sessuali Bossi andò con una ragazza in uno degli innumerevoli alberghi che decorano i paesotti (…) e per accrescere la propria forza ingoiò non una ma due pasticche di viagra. Gli venne un colpo e di notte, segretamente, venne portato in una clinica svizzera».
E QUELL’AUTISTA…? Poi, l’ultimo spiraglio lasciato aperto: «C’è una sola persona che di sicuro sa come sia andata quella notte. Si chiama Aurelio Locatelli, bergamasco, quarantenne, fisico da lottatore, che fa l’autista di Bossi. Anzi, faceva».

Mercoledì, 03 Ottobre 2012

2) … caso Ruby, La Lega: “Stia più attento” … La presunta verità su Bossi e Luisa Corna
PUBBLICATO SU FACEBOOK Domenica 5 settembre 2010 alle ore 18.17 il 6 settembre mi viene bloccato l’account su Facebbok …
Questa settimana voglio raccontarvi un indiscrezione che circola da molto tempo sul web, ma della quale non si è mai avuta certezza o conferma. Un indiscrezione che sono sicuro pochi conoscono.
Siamo al Park Motel di Castellone in provincia di Cremona. Un vero e proprio motel (anche se a quattro stelle), tanto che il suo slogan è “lusso e discrezione”, e per occupare una delle venti suites elegantemente arredate si paga ad ore.
Qui, la sera di Mercoledì 10 Marzo 2004 alcuni testimoni oculari segnalano la presenza di Luisa Corna e di alcuni politici. La cosa non è affatto strana, da tempo si sostiene infatti che la soubrette sia molto vicina al carroccio.
Alcuni sostengono che tra gli esponenti politici presenti quella sera ci fosse anche Umberto Bossi.
Il Senatùr occuperà le prime pagine dei quotidiani del giorno seguente per il suo ricovero urgente all’ospedale di Varese a causa di un improvviso e anomalo attacco cardiaco manifestatosi a Cittiglio (VA).
Ma torniamo al Park Motel di Castellone.
La sera del 10 Marzo dopo la partecipazione ad un convegno tra il bresciano e il cremonese il Ministro cena con alcuni suoi colleghi e poi si sposta nel vicino motel dove viene visto in compagnia di Luisa Corna.

A questo punto le informazioni si confondono e le supposizioni sfumano ma secondo alcune fonti di simpatizzanti della lega presenti a quel convegno Umberto Bossi si apparta con la famosa showgirl in una delle camere, prendendo Viagra e sniffando cocaina. A causa dei farmaci e della droga, il Ministro delle Riforme si sente male al punto manifestare un principio di emorragia cerebrale. Il leader della Lega è soggetto a tali disturbi tanto che è già stato colto da questo tipo di malore nel Dicembre del 1991 e nell’Ottobre del 1996. Il Ministro deve essere ricoverato immediatamente.
Tuttavia, per paura che l’imbarazzante vicenda finisca sulla stampa, Luisa Corna non chiama subito un’ambulanza, in quel momento la showgirl era all’apice della sua carriera televisiva (ma a proposito..che fine ha fatto..sarà strano ma dal 2004 non l’ho vista più). Avverte alcuni amici leghisti molto vicini a Bossi che le suggeriscono di attendere il loro arrivo per gestire la situazione. Solo dopo alcune ore, Bossi, ormai grave, è trasportato all’ospedale. Ma invece di portarlo all’ospedale di Crema (a 10 Km), di Brescia (a 60 km), di Cremona (a 40 Km), il Ministro viene portato a Varese, dove c’è un personale di fiducia e soprattutto “discreto”, (a 120 Km). Il ritardo nei soccorsi provoca il peggioramento dell’emorragia che si evolve in un vero e proprio ictus.
La riabilitazione costringerà l’attuale Ministro ad una lunga degenza ospedaliera in Svizzera e ad una faticosa convalescenza, e conseguentemente ad una lunga interruzione dell’attività politica. Oggi Bossi, purtroppo, ha la parte “sinistra” del corpo semi-paralizzata.
Questo è quello che è emerso da questa mia ricerca, io però invito tutti a prendere con le molle questa notizia che potrebbe essere vera o potrebbe essere “quasi” vera.
Caio Bruto

1 Comment

  1. paolo

    hahahahah, hai capito il celhaduro…. bè il tempo è galantuomo no?

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