Non scappo dall’Italia / No estoy huyendo de Italia

Non scappo dall’Italia / No estoy huyendo de Italia

Ho letto nella rivista Semana un articolo, di appena quattro righe, nel quale sinteticamente si attribuiva la mia permanenza in Colombia alla volontà di scappare dall’Italia per non affrontare i processi ai quali io sono stato sottoposto a causa del mio lavoro.
Voglio precisare che i processi in questione (solo due per la verità) sono tutti inerenti la mia attività di periodista che racconta, scrive e fotografa la realtà della “vita”.
Sono stato accusato, per questo sto subendo i due processi, di aver violato la privacy ed il domicilio dell’ex presidente del Consiglio Italiano Silvio Berlusconi.
Per la violazione di domicilio, il giudice, dopo una relazione dei Carabinieri, ha ritenuto di non dovermi processare perché il fatto non “sussiste”.
Chiarisco che risiedo in Colombia per tre ordini di motivi:
Primo perché sono sposato con una colombiana e ho due figli, nati sì in Italia ma naturalizzati in Colombia;
secondo perché il sig. Berlusconi ha fatto intorno a me “terra bruciata”, come si dice in italiano, e quindi non ho trovato un solo editore che abbia avuto il coraggio di pubblicare le mie foto per non irritare Berlusconi, uomo tra i più potenti e ricchi del mondo;
terzo: in Colombia nel 2005 mi sono sposato e dal 2006 porto avanti un progetto di lavoro documentaristico che dopo sei anni finalmente vede, in un libro che esce in questi giorni in Italia ed in Europa, e che racconta ed illustra la cocaina, il mondo che la circonda, ed il suo percorso di morte. Questo progetto mi ha visto impegnato per molto tempo, anche per questo ho preferito risiedere qui in Colombia, dove tra l’altro mi trovo benissimo, invece di continuare con i faticosi viaggi tra Roma e Bogotà ogni qual volta si rendesse necessario.


Confermo però la ragione obbligata nel vivere in Colombia è stata su tutte quella economica. Del resto non potendo più lavorare in Italia, io e la mia famiglia sopravviviamo grazie ad una piccola rendita da un locale ereditato da mio padre, con il quale riesco, quantomeno a Cali, a sopravvivere con la mia famiglia, mentre in Italia non sarebbe assolutamente possibile. Comunque No, io Non scappo dai processi di Berlusconi, semmai è il contrario. Sono loro che scappano da me. E spiego il perché.
A maggio di quest’anno, per esempio, sono rientrato in Italia per testimoniare nel tribunale di Milano a favore di Pino Belleri, ex direttore del settimanale Oggi che, nel 2007 ebbe il coraggio di pubblicare una serie di fotografie (copie vendute 1.400.000) su Silvio Berlusconi con cinque ragazze in atteggiamenti, quantomeno, sconvenienti per un presidente del Consiglio. Sono andato, senza alcun timore per rendere testimonianza a difesa di un signore che ha avuto il coraggio di fare il suo lavoro di libero giornalista, una rarità in Italia, ma che da allora è stato “accompagnato” alla pensione.
Il motivo per cui non temo i processi è dovuto anche al fatto che la legislazione Italiana fa in modo che i processi che mi riguardano (quelli a mio carico e quelli che io ho intentato contro Berlusconi e la sua casta) cadano tutti in prescrizione- E sapete chi ha emanato queste leggi cosiddette ad personam? Sì, proprio il nostro ex premier Berlusconi che emanando negli ultimi 20 anni una serie di leggi ad personam, in qualche modo ha fatto sì che anche io possa beneficiare della stesse sue leggi. Per questo quei processi sono una farsa, non si faranno mai. Anche per impedire che le migliaia di foto che ho scattato non possano mai raccontare la loro verità.
Antonello Zappadu


Leí un artículo en la revista Semana, tan sólo cuatro líneas, lo que se atribuyó a sintéticamente mi estancia en Colombia por el deseo de escapar de Italia por no abordar los procesos a los que fui sometido a causa de mi trabajo.
Quiero aclarar que los procesos en cuestión (sólo dos a decir verdad) son inherentes  a mi actividad de Periodista que: dice, escribe y fotógrafa la realidad de la “vida”.
Se me ha acusado, por lo que estoy pasando por dos procesos me acusan de haber  violado su privacidad y el segundo por violación del domicilio del ex presidente del Consejo italiano Silvio Berlusconi.
Por la violación de domicilio, el juez, previo informe de la Policía, ha decidido no tener que hacerlo porque el  hecho  no “existe”.

Aclaro que vivo en Colombia por tres razones:

En primer lugar, porque estoy casado con una colombiana y tengo dos hijos, nacidos en Italia pero naturalizados  en Colombia;
Segundo, porque el señor Berlusconi hizo a mi alrededor “tierra quemada”, como se dice en italiano, y entonces no he  encontrado un solo editor que haya tenido el coraje de publicar mis fotos para no irritar a Berlusconi, uno de los más poderosos y más ricos en el mundo;
Tercero, en Colombia en el año 2005 me casé y desde 2006 llevo adelante un proyecto de trabajo documentaristico que luego seis anos finalmente se hace realidad, en un libro que sale en estos días en Italia y en Europa, y que cuenta e ilustra la cocaína, el mundo que la rodea, y su recorrido de muerte. Este proyecto me tuvo ocupado durante mucho tiempo, también por esto he preferido residir aquí en Colombia, donde entre otras cosas me encuentro muy bien, en vez de continuar con los fatigosos viajes entre Roma y Bogotá cada vez que sea necesario.


Confirmo, sin embargo, la razón obligatoria de vivir en Colombia sobre  todo lo económico. Del resto no pudiendo  trabajar en Italia, mi familia y yo  sobrevivimos  gracias a una pequeña pensión de un local que heredé de mi padre, con el cual puedo, por lo menos en Cali,  sobrevivir con mi familia, mientras que en Italia sería absolutamente el contrario. Sin embargo, No, yo no huyo de los procesos de Berlusconi, sino más bien todo lo contrario. Ellos son los que huyen de mí. Y explico  por qué:
En mayo de este año, por ejemplo, regrese a  Italia para testificar en el tribunal de Milán a favor de Pino Belleri, ex director del semanario Hoy, que en el 2007, tuvo el coraje de publicar una serie de fotografías (1’400 millones de copias vendidas ) de Silvio Berlusconi con cinco chicas en actitudes, por lo menos, inapropiadas de un presidente del Consejo. Fui sin ningún temor  a testificar en defensa de un señor que tuvo el valor de hacer su trabajo de periodista libre, una rareza en Italia, pero desde entonces lo enviaron en  pensión. La razón por la cual no temo  los procesos es debido también al hecho de que la legislación italiana hace el modo para que los procesos que me conciernen (aquellos en mi contra y los que he presentado contra Berlusconi  y su casta) caerán todos los prescripción- y ¿sabe usted que promulgó  estas  leyes así llamadas ad personam? Sí, ese es nuestro ex primer ministro Silvio Berlusconi que ha emitido una serie de leyes ad personam de los últimos 20 años, en cualquier modo ha hecho que yo también pudiera beneficiarme de sus mismas leyes. Por esta razón, estos procesos son una farsa, no se harán nunca. También para impedir que  las miles de fotos que tomé no puedan jamás decir su verdad.
Antonello Zappadu

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