Un’amante per Petraeus, 100 per Silvio.


Un giorno arriva uno dei servizi segreti e mi confida una storia che, oggi, quantomeno per i fatti Cia-Petraeus ritorna di attualità. Questo è il racconto di due uomini potenti, uno ex capo di un importate servizio segreto, l’altro un uomo che si è fatto da solo e che poi entra in politica e diventa premier di uno dei 10 Paesi più ricchi del mondo. Il primo, a fine dicembre del 2007, invita il secondo a festeggiare nella sua lontana e fredda terra per il suo compleanno. La sera si festeggia a vodka e caviale, si taglia la torta e si canta, in un non proprio rigido stile british, l’happy birthday. Finita la serata il nostro ospite rientra nell’hotel. In camera un regalo “inaspettato” ma davvero gradito. Una signorina giovane, procace e molto bella, ma, lo ripetiamo, molto giovane. Tra i due scocca l’intesa e quella diventa una notte di sesso indimenticabile e di… canzoni napoletane, da dimenticare. La mattina ognuno per la propria strada. Ma, così almeno mi racconta il mio amico, nessuno può credere ingenuamente che un Presidente ex capo di un sevizio segreto, amico di un altro Presidente che si accoppia con una giovane signorina, molto giovane, al di là della solidarietà fra amici, non abbia ceduto alla tentazione di documentare quella folle notte di sesso e canzoni. Questo era il dilemma dei servizi di sicurezza del Presidente ospite. Si bonifica la camera che risulta “vergine” ed intonsa: niente microspie, niente mini telecamere, ma la paura aleggia nell’aria, resta e la tensione non scema. Le tecnologie hanno fatto passi da giganti e quel Paese che lo ospita, il nostro viveur, di spioni e tecnologia se ne intende visto che da sempre risulta essere all’avanguardia planetaria. Prima e dopo la cortina di ferro.
Avviene comunque che appena un anno dopo, dovette pensarci il vicepresidente americano Dick Cheney in visita a Roma a criticare l’appoggio dato dal premier italiano all’operazione militare russa in Georgia e, non è un mistero per nessuno, che da un certo momento in poi, per il nostro grande leader, l’unico comunista che non mangia i bambini sia giusto il suo amico Vladimir Putin.
Per chiarirci. Questa è una storia che non ha né un lieto né un cattivo fine. Gli amici rimangono sempre amici, le spie si guardano sempre dagli spioni e poi ognuno alle proprie case, con i soliti problemi ma anche con i propri dubbi.

Eppure se in questi giorni….
Il Wall Street Journal spiega all’opinione pubblica di tutto il mondo che David Petraeus è un uomo pubblico, capo della Cia, secondo solo al Presidente degli Usa, che si è dimesso perché ha messo a rischio la sicurezza nazionale dell’America stessa con quella o quelle relazioni extraconiugali di cui tutti ormai siamo venuti a conoscenza.


Possibile che quel che vale per gli Usa ed il Mondo intero siano invece solo futili cavilli nel nostro Paese? Io l’ho sempre sostenuto, cioè ho sempre detto che di un uomo pubblico si deve sapere tutto, anche dei suoi eccessivi pruriti privati. E, come sapete, ne sto pagando, personalmente e con la mia famiglia, le conseguenze. Tre processi per violazione della privacy ed uno sospeso (molto “stranamente” nonostante l’assoluzione) sulla violazione di domicilio. Emigrato in Colombia per sopravvivere.
Silvio Berlusconi era ed è con le sue patologiche relazioni extraconiugali, ricattabilissimo.
Le mie foto, quelle del 2007, 2009 e del 2011 dimostravano la vulnerabilità del politico a capo di una delle 10 potenze economiche mondiali. E, probabilmente, nei miei scatti sono immortalati personaggi e ragazze troppo compromettenti, per poter essere resi di dominio pubblico.
E che dire dello svolgersi di processi attuali che creano imbarazzo diplomatico, ad un’intera nazione?
Signorine da sintomatici comportamenti stipendiate a 2500 euro mensili, con fideiussioni bancarie per case, casotti e casini. Nel 2009 il Sole 24 ore scriveva che nell’estate bollente (quella delle mie foto pubblicate da El Pais Madrileno) dai conti bancari di Berlusconi “partirono” ingenti somme a diverse signorine per un ammontare di oltre 400mila euro. Ricatto o prestiti infruttiferi? Giuseppe Spinelli, amministratore tutto fare di Berlusconi interrogato dalla Ilda Boccassini nel processo Ruby, racconta di 20milioni di euro usciti per soddisfare le Olgettine e le Certosine. Ma è proprio credibile che tutti questi soldi servano a tacitare solo i piaceri della carne di un porcello settantasettenne?
D’accordo che Veronica Lario chiedeva aiuto coram populo, dicendo che il sultano era “ malato”. Ma forse c’era davvero di più in questo vorticoso incedere dei vizi privati. Forse quel tintinnar di euri, aveva per scopo quello di salvaguardar le “pubbliche virtù”, falsificando carte, testimonianze e verità in omaggio al delirio di onnipotenza di chi pensa che tutto gli sia concesso.
Antonello Zappadu




Obama accetta le dimissioni del direttore della Central Intelligence Agency. Il pluridecorato generale comandante Usa in Afghanistan e Irak (indagato dall’Fbi per migliaia di email): “Ho tradito mia moglie con un’altra”. Lei è Paula Broadwell (nella foto con Petraeus in aereo), 40 anni, autrice della sua biografia. Con un’Opinione di Oscar Bartoli


Washington – Sesso sotto la scrivania: questo il riferimento ‘a luci rosse’ di una mail scambiata tra il generale David Petraeus e la sua biografa e amante Paula Broadwell durante la relazione extraconiugale che sarebbe all’origine della decisione di dimettersi dalla guida della Cia.

Fonti dell’Fbi hanno detto a Newsmax, un sito ripreso da altri media americani, che l’inchiesta sull’ex capo della Cia era cominciata in primavera, quando una mail mandata dal generale alla donna era stata intercettata dall’intelligence Usa e scambiata erroneamente per un tentativo di corruzione: gli agenti federali avevano cominciato allora a esaminare le sue mail da quella data e nel periodo in cui era stato al comando delle forze Usa e Nato in Afghanistan tra 2010 e 2011.

Avendo scoperto la relazione con la Broadwell, l’Fbi avrebbe puntato i riflettori sulle mail della coppia scoprendo messaggi ‘bollenti’ tra cui quello sul sesso sotto la scrivania.

La Broadwell, che vive a Charlotte in North Carolina con il marito Scott, un radiologo, e due figli, avrebbe rotto con Petraeus quando nel settembre 2011 il generale si è insediato a capo della Cia ma lui avrebbe continuato a inseguirla mandandole migliaia di mail negli ultimi mesi.

LA LETTERA DI DIMISSIONI – Il direttore della Cia, David Petraeus, si è dimesso venerdì sera. Petraeus ha inviato la lettera di dimissioni al presidente Barack Obama, che, secondo quanto comunica la Casa Bianca, le ha accettate. Nel testo, afferma la Cnn, Petraeus avrebbe affermato di aver tradito la moglie e questo “è un comportamento inaccettabile per un leader”.

La moglie del generale Petraeus lavora per un’agenzia del governo che si occupa di proteggere le famiglie dei militari da prestiti a usura. Holly e David Petraeus sono sposati dal 1974 e hanno due figli.

“Sono totalmente fiducioso che la Cia continuerà a crescere e a condurre la sua missione essenziale”, afferma il presidente Obama in un comunicato diffuso dalla Casa Bianca. “David Petraeus ha fornito un servizio straordinario per gli Stati Uniti per decenni”, sottolinea, ricordando in particolare l’impegno del generale alla guida delle truppe Usa in Iraq e Afghanistan. “David Petraeus ha reso il nostro Paese più sicuro e più forte”, aggiunge Obama, aggiungendo infine di aver accettato le sue dimissioni.


MICHAEL MORELL DIRETTORE AD INTERIM CIA – Alla guida della Cia, dopo le dimissioni di David Petraeus, è stato designato ad interim l’attuale vice direttore, Michael Morell. Lo rende noto lo stesso presidente che nella nota in cui annuncia di aver accettato le dimissioni di Petraeus esprime allo stesso tempo “la massima fiducia nel direttore ad interim Michael Morell e negli uomini e donne della Cia che lavorano ogni giorno per la sicurezza del nostro Paese”.

PAULA BROADWELL MINACCIAVA UN’ALTRA DONNA – Mentre aveva una relazione extraconiugale con il generale David Petraeus, la scrittrice Paula Broadwell minacciò per e-mail un’altra donna vicina al suo amante. Lo scrive il Washington Post online citando tre alti funzionari, secondo cui la destinataria delle minacce era così spaventata che si rivolse all’Fbi per avere protezione e per capire da arrivavano le minacce.

Le indagini degli agenti federali portarono infine a Paula Broadwell e alle e-mail dal contenuto erotico che si scambiava con Petraeus. Fu a quel punto che l’Fbi capì che il generale aveva una relazione clandestina con la sua biografa, anche se in un primo momento aveva temuto che il computer di Petraeus potesse essere stato attaccato da un hacker. L’identità della donna che ha ricevuto le minacce e la natura del suo rapporto con Petraeus non è stata rivelata, precisa il Post, aggiungendo che secondo le fonti, Paula Broadwell la percepiva come una minaccia alla sua relazione con Petraeus. (ANSA)

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Appena tre giorni dopo la sua rielezione, sulla scrivania di Barack Obama arriva una lettera di dimissioni pesante: è quella di un uomo di punta della sua amministrazione, il direttore della Cia, il pluridecorato generale David Petraeus, colui che ha di fatto risolto la guerra in Iraq e ha guidato quella in Afghanistan, prima di approdare lo scorso anno, proprio per volere di Obama, alla testa dell’agenzia: ho tradito mia moglie, e questo è «inaccettabile», ha scritto Petraeus nella lettera.

«Dopo essere stato sposato per 37 anni, ho mostrato una capacità di giudizio estremamente povera impegnandomi in una relazione extraconiugale» e «questo è inaccettabile sia come un marito che come leader di una organizzazione come la nostra», ha scritto Petraeus anche in un comunicato, diffuso per riferire che il presidente Obama ha «gentilmente accettato le mie dimissioni».

Paula Broadwell, 40 anni, sarebbe infatti l’amante dell’oramai ex direttore della Cia. Un amore, dicono, nato mentre ha scritto la sua biografia: «All inn: the education of general David Petraeus». I due avrebbero cominciato la relazione in Afghanistan, dove lei l’aveva seguito per «vedere la guerra attraverso gli occhi di un generale». Per poi lasciarlo.

Poco dopo, è arrivata la nota dalla Casa Bianca, in cui Obama tesse le lodi dell’ex generale, afferma che «ha fornito un servizio straordinario per gli Stati Uniti per decenni», ricorda in particolare il suo impegno alla guida delle truppe Usa in Iraq e Afghanistan e sottolinea che «David Petraeus ha reso il nostro Paese più sicuro e più forte».

Nella stessa nota Obama esprime «totale fiducia» nell’uomo che ora prende ad interim il posto di Petraus alla guida dell’Agenzia a Langley, Michael Morell, attuale vicedirettore, che già aveva svolto lo stesso incarico ad interim quando Leon Panetta aveva lasciato per andare alla guida del Pentagono e in attesa dell’arrivo di Petraeus. Obama rivolge un pensiero personale anche alla moglie del generale: «I miei pensieri e preghiere sono con Dave e Holly Petraeus, che ha fatto così tanto per aiutare le famiglie dei militari con il suo lavoro. Auguro loro tutto il meglio in questi tempi difficili».

Le dimissioni di Petraeus rappresentano uno choc per la comunità impegnata nella sicurezza nazionale Usa. James Clapper, lo zar della National Intelligence che coordina tutte le agenzie di informazione americane, ha affermato, secondo il New York Times, che la decisione del capo della Cia rappresenta una grave «perdita» per il Paese.

Frattanto, nessuno almeno finora ha messo in dubbio la motivazione dietro il forfait di Petraeus. Nonostante negli ultimi tempi la Central Intelligence Agency sia stata al centro di alcune polemiche legate all’assalto al consolato Usa a Bengasi, molti hanno sottolineato che una relazione extraconiugale è assolutamente incompatibile con un incarico come quello di capo della Cia. Relazioni del genere sono assolutamente proibite anche ai semplici agenti, perché li rendono vulnerabili, ricattabili.

Nella sua lettera di addio, il generale cita il presidente Theodore Roosevelt, ricordando che «un volta noto’ che uno dei maggiori doni della vita è quello di lavorare duro per un incarico che ne valga la pena». E, affermando di fatto che non immaginava di uscire di scena in questo modo, aggiunge: «Avrò per sempre il rammarico che il mio lavoro sia finito in tali circostanze».

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Cherchez la femme
di Oscar Bartoli

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Letter from Washington DC – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Le dimissioni ‘spontanee’ del generale Petraeus sono il tema del giorno a Washington. Ci si chiede come sia possibile che un uomo come il generale a quattro stelle, abituato a stravincere a cominciare dalla sua vita scolastica per finire con la guerra in Irak e quella in Afghanistan, abbia potuto gettare al vento decenni di gloria per una avventura extraconiugale con una donna di venti anni piu’ giovane di lui.

Le risposte sono varie: ci sono quelli che dicono che si tratta della classica crisi del sessantenne afflitto da andropausa e terrorizzato dalla prospettiva di non essere piu’ gagliardo a causa del calo del testosterone. Gli metti vicino una donna bella, superlaureata, scrittrice con il pallino delle biografie e il gioco e’ fatto: 37 anni di matrimonio con una moglie molto in gamba ma, come confronto estetico, da tempo entrata nella categoria delle amiche coniugali, ed il capo dei capi crolla come un adolescente di fronte alle arti rigeneratrici della Maga Circe di turno (sposata e con due figli).

La seconda ipotesi di scuola e’ che il generale nei suoi 14 mesi alla CIA si fosse creato piu’ nemici di quelli incontrati sui campi di battaglia asiatici e del medioriente. Che avesse un’amante lo sapevano anche i sassi perche’ se la portava appresso anche in Afghanistan. Il generale era stato messo sugli scudi ai tempi di George W. Bush per la sua abilita’ di tessere ralazioni diplomatiche sotto traccia con il nemico. Le vere o inventate affinita’ con i repubblicani potrebbero essere state un punto di forza per la creazione del caso da parte dei suoi oppositori. Il generale Petraeus, si aggiunga, arrivato a Langley sede della Agenzia, ha imposto le sue regole militari in un contesto ambientale che vive su altre dimensioni. A farne le spese sono stati quelli che speravano in una promozione e che si sono visti mettere da parte.

La terza ipotesi che circola a Washington e’ che Petraeus abbia dovuto pagare con le sue dimissioni l’incredibile confusione che e’ emersa dall’assalto al consolato cirenaico di Benghazi e conseguente morte dell’ambasciatore Chris Stevens e di altri tre americani che, ora si apprende, erano agenti CIA. Le fasulle informazioni fornite dall’Agenzia all’ambasciatrice Susan Rice alle Nazioni Unite erano state alla base delle discutibili dichiarazioni fatte dalla diplomatica che avevano innescato il feroce cannoneggiamento delle armate di Mitt Romney durante l’ultimo periodo della campagna presidenziale. A pagare dunque doveva essere il direttore della CIA che sicuramente aveva seguito e gestito il caso molto delicato.

Resta da dire che anche in America le cadute sessuali degli uomini pubblici sono sempre in agguato. Qui non valgono i ‘tre pater-ave e gloria’ dopodiche’ si ricomincia a peccare. La vita privata non e’ separata da quella pubblica e ufficiale del personaggio al quale si chiede chiarezza e pulizia nei comportamenti, perche’ questa e’ la garanzia per i cittadini di un corretto modo d’agire. Gli Stati Uniti, in mezzo a tanti difetti, sono la nazione nella quale il peccato piu’ grave e’ il ‘cheating’, imbrogliare. Si va dal copiare un compito, al tradimento coniugale. Chi viene beccato in flagrante paga e non ci sono giustificazioni.
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L’ultima apparizione è di pochi giorni fa: un video dell’esercito per spingere le donne a una carriere militare. «Anche io ho frequentato West Point». Ecco la donna che ha fatto cadere il generale David Petraeus. L’uomo che, negli Stati Uniti, è considerato un eroe. Paula Broadwell, 40 anni, sarebbe infatti l’amante dell’oramai ex direttore della Cia. Un amore, dicono, nato mentre ha scritto la sua biografia: «All inn: the education of general David Petraeus». I due avrebbero cominciato la relazione in Afghanistan, dove lei l’aveva seguito per «vedere la guerra attraverso gli occhi di un generale». Per poi lasciarlo.

LA CARRIERA – Cresciuta in Nord Dakota, Paula ha frequentato West Point, la stessa accademia dove il generale si è laureato nel 1973. Quindi la carriera militare, viaggi in tutto il mondo. E il pallino dell’antiterrorismo. Lasciata la divisa, Broadwell ha continuato gli studi all’Università di Denver e quindi ad Harvard. Lì il primo incontro con Petraeus nel 2006. La giovane ricercatrice stava lavorando a una tesi sulla leadership. In tasca ha anche un Phd del King’s College, Londra. I suoi meriti accademici sono molto noti. Sposata con il radiologo Scott Broadwell, ha anche due figli Landon e Lucien e vivono a Charlotte.

IL TRIANGOLO – La relazione con Petraeus era arrivata anche all’orecchio del marito. Tanto che alcuni credono sia stato proprio lui l’autore di una lettera anonima al New York Times: «L’amante di mia moglie». Nella missiva, pubblicata dal quotidiano, chi scrive racconta che la consorte sta avendo una storia con «alto dirigente dell’amministrazione governativa». Un uomo che «ha dimostrato la leadership americana nel mondo», e «assolutamente la persona giusta per il lavoro che sta facendo». Ma chiede al giornalista che cosa fare se denunciare all’opinione pubblica oppure no. «Dovrei soffrire in silenzio perché la notizia di una relazione potrebbe danneggiarlo?». La replica: «No, non esporlo a questa gogna. Non sembra che il suo lavoro sia legato ai valori famigliari».

LA RELAZIONE – La lettera è dello scorso 13 luglio. Nel frattempo, dicono i ben informati, lei aveva lasciato il generale. E lui non si rassegnava. Messaggi, email. E anzi una sua email, diretta a lei, sarebbe finita nelle mani sbagliate. L’uomo delle ombre diventa così una chiacchiera. La vita privata, diversa da quella pubblica. Paula ha continuato nella promozione del libro. E durante un’intervista a Jon Stewart ha raccontato come è arrivata a scrivere un libro su Petraeus.

«Quando ho saputo che sarebbe tornato in Afghanistan (nel 2010 ndr) gli ho mandato un’email spiegandogli il progetto. Poi sono partita». E si è presentata a Kabul. Anni intensi e il successo della biografia. Pochi giorni fa la stessa Paula, su Twitter, segnalava «Le regole di vita del generale». La prima: «Devi essere di esempio». Ma in molti giurano che Paula Broadwell sia tutt’altro che sciocca. «Brava e preparata». Tanto da usarla come testimonial per le donne nell’esercito. (di Benedetta Argentieri, Corriere della Sera)

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