Topolino come Berlusconi per evitare l’arresto «E se vi dicessi che è il figlio dell’imperatore»

Topolino come Berlusconi per evitare l’arresto «E se vi dicessi che è il figlio dell’imperatore»

Evocato il caso Ruby. La Walt Disney: riferimento non voluto

Che cosa possono avere in comune Topolino e l’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi? Senza alcuna fretta, procediamo a raccontare i fatti. In occasione degli ottant’anni di storia editoriale italiana di Topolino, il popolare settimanale a fumetti della Walt Disney ha recentemente pubblicato, in due puntate (Topolino nn. 2972-2973), una bellissima storia dai toni evocativi dal titolo «Topolino e gli Ombronauti». Un racconto a fumetti che segna il ritorno di uno dei personaggi più amati del lungo passato di Topolino: quell’Atomino Bip Bip ideato nel lontano 1959 dallo scomparso maestro veneziano Romano Scarpa.
LA CITAZIONE – Un singolo fumetto, una nuvoletta probabilmente sfuggita alle strette maglie della censura della Walt Disney Italia che ora assicura si tratti di un riferimento assolutamente non voluto, di cui nessuno si è accorto prima della pubblicazione. Senza voler svelare nulla della complessa trama della storia, Topolino e Atomino si ritrovano dopo tanti anni in circostanze assai particolari: il telefono cellulare di Topolino squilla. È la centrale di polizia di Topolinia che lo avvisa di essere stato chiamato in causa come garante da uno straniero arrestato di recente. Il nostro eroe accorre sul posto e, con stupore, ritrova Atomino, suo amico di vecchia data, sottoposto a improbabili interrogatori. Ed è allora che Topolino, sguardo sornione ed affabulatore, per far decadere le accuse pendenti su Atomino, pronuncia le seguenti parole al capo della polizia: «Uhm… E se vi dicessi che è… il nipote dell’Imperatore del Giappone?». Impossibile non accorgersi delle similitudini con quanto avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010, quando l’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ottenne il rilascio di Ruby in fermo presso la Questura di Milano affermando qualcosa di simile a «Uhm… E se vi dicessi che è la nipote del Presidente dell’Egitto?».

L’ET A FUMETTI – Atomino, con tanto di elettroni a girare intorno al capo, è naturalmente un atomo, tutto blu, ingrandito un birillione di volte da un altro indimenticabile personaggio del passato disneyano, il professor Enigm, classe 1936, disegnato per la prima volta da Floyd Gottfredson. Non è un caso che la storia sia scritta e disegnata da Casty, al secolo Andrea Castellan: lo sceneggiatore che, dichiaratamente ispirato agli stessi Gottfredson e Scarpa, più di ogni altro riesce a catturare lo spirito del Topolino classico dalle corte braghette rosse e i bottoni gialli, quello dell’investigatore brillante e un po’ impacciato, divertente, quasi irriverente e mai, mai, pedante. Un Mickey Mouse, quello ritratto da Gottfredson, che in piena seconda guerra mondiale affrontava l’eterno rivale Gambadilegno assoldato dai nazisti. Un Topolino impegnato socialmente e politicamente, quello di Scarpa, che negli anni ’70 sosteneva il movimento femminista e interpretava in chiave disneyana i movimenti del ’68. È forse per tornare a raccontare un Topolino com’era una volta, impegnato e inserito in un contesto sociale più definito, o forse solo per puro divertimento, che Casty ha inserito tra le prime tavole della sua storia un rispettoso ma non così velato riferimento alle recenti cronache italiane.

Massimo Triulzi
22 novembre 2012 | 11:12

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