Garante della Privacy: Berlusconi VS Zappadu, continua la saga









Al GARANTE
PER LA PROTEZIONE
DEI DATI PERSONALI
Piazza Montecitorio
ROMA



1) Villa Certosa a Porto Rotondo è stata decretata, già dal 2004, dall’allora ministro degli Interni Giuseppe Pisanu residenza governativa – ponendo il sigillo di Stato – alla pari di palazzo Grazioli a Roma e Villa San Martino ad Arcore, quindi come giornalista, pur nella specifica del fotoreporter credo di aver diritto ad informare su ciò che accade all’interno del “palazzo”. Anche il mio è un modo di dare notizie sul premier o potente di turno. Un po’ come avviene tutti i giorni nelle varie “sedi” del Potere, grazie ai giornalisti più o meno accreditati o a quelli più spregiudicati che usano fonti o soffiate dall’interno. Io non ho mai violato il domicili, mi sono appostato fuori i giardini della pertinenza, in luoghi pubblici, spesso una strada, senza recinzione senza aver mai violato alcuna proprietà privata. Le mie “fonti” provvedevano ad assicurarmi la presenza del premier ed io, ogni volta che lui usciva fuori dalla mura di casa, sempre riconoscibilissimo ad occhio nudo, provvedevo a scattare con la mia canon ed un teleobiettivo da 400 mm (quindi niente di trascendentale) tutto ciò che accadeva all’aria aperta. Non è neppure fuori di luogo ricordare che comunque Villa Certosa, di proprietà della Idra Immobiliare, all’epoca dei due scoop (del 2007 e del 2009) non era “contrattualmente” nella disponibilità del premier, visto che il primo contratto di affitto, per la piena e legale disponibilità di quella dimora, da parte del Signor Silvio Berlusconi è dato ben oltre l’estate del 2009.
Nel 2007 le fotografie sono state scattate da una postazione, individuata dai carabinieri dopo un’indagine accurata, fuori della proprietà privata – quindi non violando il domicilio – da circa 212 metri, in un terreno pubblico e facilmente accessibile, l’Onorevole Berlusconi era facilmente individuabile e riconoscibile ad occhio “nudo”. Se, già allora, si fosse fatto un sopralluogo si sarebbe potuto accertare la fondatezza delle mie asserzioni. Questo per il primo “caso Oggi”. Non così da allora.
Preciso pertanto, e per l’ennesima volta, che dalla stessa posizione, individuata dai carabinieri e poi “sposata” dall’avvocato Ghedini per tutti i “misfatti” (nel suo allegato 7), proprio per la conformità del territorio, l’orografia delle collinette e della vegetazione è invece assolutamente impossibile fotografare, come ho invece fatto nel 2009 e nell’ultime dell’Espresso, la cosiddetta villa (chiamata ormai nel gergo popolare quella di “Topolanek”).
Quelle immagini fanno capire (sarebbe bastato un semplice sopralluogo) che quell’appostamento è posizionato frontalmente alla strada provinciale (la Porto Rotondo – Golfo Aranci). Se fosse come affermato dal Ghedini, al massimo e con grande fatica, avrei finito per immortalare soltanto la schiena dei personaggi.

2) Le foto oggetto della ennesima persecutoria “segnalazione” dell’avvocato Ghedini, sono state scattate inizialmente con i soggetti sulla terrazza, sempre in villa “Topolanek”, e non sul tetto come afferma l’avvocato Ghedini, poi a seguire nel porticato e nella piscina, il premier anche in questo caso era individuabile chiaramente ad occhio “nudo”.

3) In buona sostanza, per corrispondere all’esigenza di informativa rispetto alla segnalazione di cui all’oggetto della Vs richiesta, formalizzo quanto segue:
-Foto 1– immagini satellitari allegate: -evidentissima (A) la villa Topolanek ed il terrazzo dove l’On. Berlusconi si è affacciato insieme alle sue ospiti, il tutto facilmente visibile dalla strada provinciale (B) Porto Rotondo – Golfo Aranci (metri 344);
-Foto 2 – Sempre villa Topolanek (A) e il parcheggio (B) del villaggio Country – sensibilmente più in alto rispetto alla villa, (101 metri);
-Foto 3 – stessa immagine di foto 2 ma a 110 metri dal villaggio Country da dove non solo è visibile, perfettamente la villa di Topolanek, ma anche la gran parte del laghetto e del parco della stessa villa Certosa.
-Foto 4 – la terrazza di villa Topolanek (A) fotografabile facilmente dalla posizione (B) grazie alla favorevole conformazione del territorio (57 metri)
-Foto 5 – Immagine che dimostra la totale impossibilità di poter fotografare i soggetti dalla posizione indicata dall’avvocato Ghedini, primo per la consistente distanza, circa mezzo chilometro, poi per il fatto che tra la villa Topolanek (A) e la postazione individuata dall’avvocato Ghedini (B) vi è una conformazione granitica (X) molto più alta rispetto alla posizione (B)
Nello specifico del servizi da me pubblicato nel settimanale Espresso, ho agito secondo le ultime indicazioni di “agibilità e liceità” espressamente elencate proprio dal garante dell’autorità della Privacy, Francesco Pizzetti, che durante una lunga intervista concessa al giornalista Bernardo Iovine nella puntata de: Il debole dell’autorità, andata in onda per la trasmissione Report del 14 novembre del 2010 al minuto 52:50 ha esplicitamente chiarito in quali casi un fotoreporter non commette privazione della privacy affermando che : “Tanto per esser chiari: se io esco sul balcone di casa mia, so che dalla strada mi possono riprendere, è normale che dalla strada mi possono riprendere… allora anche se sono sul balcone di casa mia non ho nessuna tutela, perché devo dare per scontato, essendo una persona famosa, che possa esser fotografata”.
Ed io così ho fatto, a meno che non si voglia sottilizzare sul fatto che una terrazza ampia e a tutta vista non sia esattamente il balcone ipotizzato dal Garante. A voler esser puntigliosi probabilmente, tra un balcone domestico e la terrazza della Pertinenza Governativa, mi sembra proprio quest’ultima ad avere i connotati di luogo pubblico e potenzialmente appetibile per foto-notizie.
Spero da un lato di aver esaurientemente fornito tutti gli elementi utili per meglio corrispondere alla segnalazione oggetto della richiesta, dall’altro mi auguro di cuore che questa pervicace insistenza di uno degli uomini pubblici più “vanesi” al mondo (e lo dico con tutta la simpatia possibile) sia arrivata al capolinea e si arrenda all’evidenza che anche, nel Paese che lui governa, esiste il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero in una libera Stampa. A meno che qualcuno non intenda la Libertà di stampa, purché senza… Fotografie.

Olbia, 26 luglio 2011
Antonello Zappadu









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