UNA CONFERENZA (Mario Monti) DEGNA DEL MARCHESE DEL GRILLO: IO SO’ IO E VOI NUN SIETE UN CAZZO




1. E COSÌ SIA: ‘’IO NON MI SCHIERO CON NESSUNO’’! COME DAGO-SCRITTO LA SFINGE DI VARESE, VISTI I SONDAGGI DEL CENTRO-TAVOLA CASINIAN-SMONTEZEMOLATO E LA SUA POPOLARITÀ NEL PAESE, NON SI SPORCA L’IMMAGINE CANDIDANDOSI MA ASPETTA DI ESSERE INCORONATO RE D’ITALIA: “SE ME LO CHIEDONO SONO PRONTO A GUIDARE IL GOVERNO” –
2. UNA CONFERENZA DEGNA DEL MARCHESE DEL GRILLO: IO SO’ IO E VOI NUN SIETE UN CAZZO –
3. CONTRO TUTTI! ‘’BERLUSCONI, FATICO A SEGUIRE IL SUO PENSIERO’’, ‘’PER LA CRESCITA CI VOGLIONO LE RIFORME MA LA CGIL CI FERMA’’, ‘’LEGGI AD NATIONEM E NON AD PERSONAM’’ –
4. SI PARAGONA A DE GASPERI: IO STATISTA, NO POLITICO (SU INDICAZIONE DI RICCARDI?) – 5. AMORALE DELLA FAVOLA: MA QUANTO JE RODE A MONTI DI LASCIARE PALAZZO CHIGI? –

”Mi ero presentato qui con diversi dei miei colleghi il 4 dicembre 2011 a pochi giorni dell’insediamento: avevamo illustrato provvedimenti presi dal cdm e avevamo rappresentato il quadro periglioso nel quale si trovava il paese”. Lo ha detto il premier Mario Monti nella conferenza stampa di fine anno.
Dopo un anno di lavoro “posso dire che l’emergenza finanziaria è superata, gli italiani possono di nuovo essere cittadini d’Europa a testa alta. Non abbiamo usato la strettoia degli aiuti dell’Ue e del Fondo Monetario”.
Un ringraziamento “molto intenso” al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che con la sua “intuizione” ha reso possibile questo Governo e per i suoi “discreti ma illuminanti consigli”

Sbigottito da Berlusconi, faccio fatica a seguire il suo pensiero

Mario Monti dedica un passaggio del suo intervento durante la conferenza di fine anno a Silvio Berlusconi e si definisce “sbigottito” per alcune affermazioni del leader del Pdl sull’attivita’ del governo: “esprimo una parola di gratitudine e di sbigottimento nei confronti di Berlusconi – ha premesso detto Monti. Talora pero’ – ha aggiunto – faccio fatica a seguire la linearita’ del suo pensiero quando si tratta dell’apprezzamento o del non apprezzamento dell’attivita’ del governo”. “Ieri Berlusconi l’ha definita un disastro, nei giorni prima ho letto dichiarazioni invece lusinghiere. Rimane un quadro di comprensione mentale che a me sfugge – continua il premier dimissionario – e che non poteva costituire base per l’accettazione di una proposta peraltro generosa come quella di prendere la leadership dei moderati”.

L’agenda Monti

La cosiddetta ‘agenda Monti’ significa, innanzitutto, “evitare pericolosissimi e illusionistici passi indietro”, detto Monti. “L’agenda consiste quindi nell’evitare pericolosissimi e illusionistici passi indietro. Ma deve andare avanti. Sono convinto che l’Italia ha un grande potenziale, è un paese che può sorridere, è un bel paese con delle risorse straordinarie, con un capitale umano eccezionale, con un capitale sociale – salvo fenomeni gravissimi come la criminalità organizzata – molto positivo. Deve ritrovare quel tasso di fiducia che serve per fare più bambini”.

Togliere l’Imu? Bellissimo, ma poi l’imposta raddoppia
“Promettere di togliere l’Imu è bellissimo… e anche promettere di ridurre altre tasse e introdurre il concetto che pagare le tasse è lasciarsi mettere le mani in tasca dallo Stato”. Così il presidente del Consiglio Mario Monti, in trasparente riferimento ad una proposta di Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa di fine anno. “Se si farà senza grandissime azioni di politica economica un provvedimento come questo – ha detto Monti – chi verrà a governare un anno dopo, non dico cinque anni dopo ma un anno dopo, dovrà rimettere l’Imu doppia”.

Per la crescita ci voglione le riforme ma la Cgil ci ferma

Per rilanciare la crescita servono riforme, alcune tutele previste dal mercato del lavoro erano “giustificatissime in passato”, ma oggi “penalizzano i lavoratori” e la Cgil svolge un’azione di freno perché “fatica ad evolvere”. Il presidente del Consiglio Mario Monti critica esplicitamente il sindacato di Susanna Camusso: “Per la crescita contano le condizioni macro, ma conta moltissimo ciò che avviene nel mercato del lavoro, nella produttività. Serve un gioco sinergico di imprenditori, sindacati, pubblici poteri, accomunati da un solo filo che prepara il futuro: la volontà di riforme”.

Per Monti bisogna evitare di farsi paralizzare da “una catena che inchioda al passato, dal rifiuto del cambiamento”, non bisogna “restare aggrappati a un passato che non tornerà, arrocati a forme di tutela degli interessi dei lavoratori che erano molto giustificate un tempo ma che finiscono oggi per penalizzare i lavoratori. La riforma del mercato del lavoro, e poi l’accordo sulla produttività, sono stati frenati: la prima, la riforma del mercato del lavoro, è ritenuta soprattutto all’estero un grosso passo avanti, ma è stata frenata per l’atteggiamento di una delle confederazioni sindacali che fatica ad evolvere e che poi non ha aderito all’accordo sulla produttività”.

Giustizia: leggi ad nationem e non ad personam

”Credo siano meglio leggi ad nationem e non ad personam”. Lo ha sottolineato il premier uscente, Mario Monti, nel corso della conferenza stampa di fine anno. Parlando di quanto fatto dall’esecutivo in questo anno in materia di giustizia, Monti ha spiegato che il governo ha fatto “tanta fatica” con la legge anticorruzione “per la presenza di forti resistenze”. “Qualcuno potrebbe dire peccato che c’è stata la presenza del Pd nella maggioranza. Io dico no perchè senza altre cose non sarebbero state possibili”, ha aggiunto.

Sui costi della politica ho trovato forti resistenze

Il presidente del Consiglio Mario Monti ha affrontato il tema dei costi della politica e dell’amministrazione. “Abbiamo fatto notevoli sforzi, dotandoci della migliore risorsa disponibile in Italia, il commissario Enrico Bondi, ma abbiamo portato a casa molto meno di quanto avremmo voluto”, ha detto Monti, “basta vedere i fortissimi arroccamenti che ci sono stati in materia di Province, per esempio, e su alcuni aspetti del costo della politica”. “Restiamo convinti – ha detto Monti – che si possa e debba fare molto di più e che un Governo che stia in carica cinque anni può far di più nei confronti delle resistenze fortissime nell’amministrazione”.

“Resto convinto che il più grande costo della politica non è quella che ottimi giornalisti meritoriamente censiscono”, ha detto Monti – citando, ad esempio, i “festini irriguardosi e privi di ogni dignità, che poi determinano uno screditamento della classe politica in un momento in cui ci sarebbe bisogno del contrario” – “ma quello delle decisioni non prese o delle decisioni prese pensando al breve periodo”. Monti ha concluso il ragionamento citando, per la seconda volta nella conferenza stampa, Alcide De Gasperi: “L’uomo politico guarda alle prossime elezioni, l’uomo di Stato guarda alle prossime generazioni”.

Non mi schiero con nessuno

”Io non mi schiero con nessuno personalmente, vorrei che i partiti si schierassero sulle idee, e spero che anche la nostra Agenda possa contribuire a dare più concretezza ai dibattiti”. Lo ha detto il premier Mario Monti, “Non servono ‘discese in campo’, trovo orrendo questo concetto. Non lo direi mai, anche se dovessi farlo, semmai parlerei di ‘salita in politica’ perche’ serve una politica di un livello piu’ elevato”. Mario Monti scopre le carte e chiarisce che “non mi schiero personalmente” ma esorta tutti i partiti a “schierarsi per le idee” che espone.
 

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