Separazione Silvio Berlusconi e Veronica Lario, all’ex moglie centomila euro al giorno di alimenti

Separazione Silvio Berlusconi e Veronica Lario, all’ex moglie centomila euro al giorno di alimenti



Alla fine il conto è arrivato. La “separazione non consensuale” tra Silvio Berlusconi e l’ex moglie Veronica costerà all’ex premier tre milioni di euro al mese. E’ quanto dovrà versare il Cavaliere come alimenti in base alla sentenza di divorzio emessa dal tribunale di Milano – e depositata in gran segreto il giorno di Natale, secondo quanto scrive oggi il Corriere della Sera.

Una sentenza di cui Veronica Lario è – prevedibilmente – “molto soddisfatta”, anche se, come in tutti questi casi, le le disposizioni potrebbero subire variazioni in sede di divorzio. Lo si apprende da fonti legali vicine ai due ex coniugi. Sulla vicenda tutti gli avvocati interessati, Maria Cristina Morelli, per Verona Lario e Cristina Rossello, per Berlusconi, stanno mantenendo il più stretto riserbo. A quanto si apprende, comunque, Veronica sarebbe rimasta più che soddisfatta per la parte economica (3 milioni di euro al mese). Per quanto riguarda invece alcuni aspetti rimasti in sospeso, se ne parlerà al momento della sentenza di divorzio.

Ma torniamo ai numeri: alimenti per circa 100 mila euro al giorno, per un totale di 3 milioni ogni mese, 36 milioni tutti gli anni. Tuttavia, specifica il Corsera, l’ex premier manterrà il patrimonio:”Il Cavaliere manterrà la proprietà della villa di Macherio, che secondo le stime vale 78 milioni, e non vedrà modificato il perimetro societario del proprio impero”.

La somma stabilita dalla nona sezione civile del tribunale va però ben oltre quanto inizialmente offerto da Berlusconi, come spiega Luigi Ferrarella nel suo articolo

Nella lunga e travagliata causa tra due persone insieme da un trentennio e sposate da 22 anni, infatti, c’era stato un momento nel quale una intesa era parsa abbordabile sulla base dell’offerta a Veronica Lario di riconoscerle l’usufrutto a vita di Villa Belvedere, la magione di Macherio a lei particolarmente cara perché ci ha vissuto 20 anni e vi ha cresciuto i tre figli Barbara, Eleonora e Luigi. Ma presto la temperatura della causa era di nuovo salita, e a quel punto l’offerta di Silvio a Veronica era scesa a un assegno di non più di 300.000 euro al mese, 10 volte meno di quanto stabilito ora dalla sentenza notificata ai legali Ippolita Ghedini e Cristina Rossello per Berlusconi, e all’avvocato Cristina Morelli per Lario.




Lario soddisfatta per gli assegni da 100 mila euro al giorno Nulla del patrimonio immobiliare resterà alla Lario.

MILANO – «Sono sorpresa, non me l’aspettavo». Il risveglio di Veronica Lario, nel suo buen retiro della casa di S-Chanf, in Engadina, è stato scandito dalla lettura del Corriere della sera , che anticipava la sentenza di separazione depositata, in gran segreto, a Natale, dalla nona sezione civile del Tribunale di Milano.
La moglie separata di Silvio Berlusconi attendeva la decisione del giudice per gennaio, non prima. E come lei il suo avvocato difensore, Maria Cristina Morelli, che non a caso è da poco partita per una settimana di vacanza. Ecco perché leggerla sul quotidiano di via Solferino le ha fatto un certo effetto. Effetto piacevole, sia chiaro, perché subito, con gli amici più cari (pochi) che l’hanno raggiunta al telefono per sapere cosa stesse succedendo, si è detta «soddisfatta». D’altronde, ha spiegato con pacata ironia, «chi non lo sarebbe per tre milioni di euro al mese?». Una cifra importante, per molti proibitiva, che il giudice ha ritenuto però di dover assegnare alla Lario dopo aver fatto le valutazioni del caso, con l’assegno di mantenimento da circa 100.000 euro al giorno, anche se al lordo delle tasse. Una sorpresa vera anche perché, nel corso di questi mesi, Veronica Lario si è chiesta spesso come mai poco o nulla, in materia di proposte, sia arrivato dai difensori del marito. Un attendismo che l’aveva lasciata interdetta.

D’altronde, nonostante ben due faccia a faccia alla presenza del giudice, nessuno dei due protagonisti di questa separazione burrascosa aveva deciso di accettare un accordo. Nessuna intesa, e per questo la parola era passata al giudice, che ha tirato fuori questa sentenza natalizia. Un’accelerazione dettata, sembrerebbe, anche dal desiderio di tenersi fuori dall’agone elettorale, che sicuramente a gennaio sarebbe stato più acceso. Prova ne è la dichiarazione di ieri di Iva Zanicchi, da sempre fan del Cavaliere, che ha commentato infuriata: «Cifre scandalose, una vergogna», spiegando che la sentenza in questo momento preelettorale «rappresenta un attacco a Berlusconi». Figuriamoci come sarebbe stata interpretata dopo…
È confermato, invece, che Veronica non potrà tornare nella sua casa in Brianza, a Macherio, da dove era andata via all’inizio del 2010 trasferendosi nella suite deluxe dell’Hotel de La Ville di Monza, con vista sulla Villa Reale. Nulla del patrimonio immobiliare dell’ex premier sarà dato alla Lario. Che nel frattempo si divide tra la Svizzera, la casa della primogenita Barbara, a Macherio, e un appartamento a Milano in zona corso Venezia. Un «dispetto», secondo alcuni, al quale Veronica avrebbe subito reagito facendo le valigie. «Ma le disposizioni sono suscettibili di variazioni in sede di divorzio», precisano fonti legali vicine a Veronica. «Tecnicamente potrebbero esserci ancora delle modifiche», ammette anche il legale del Cavaliere Cristina Rossello. Forse quindi la battaglia non è del tutto conclusa, visti gli interessi in gioco. Infatti il timore di Veronica Lario e delle persone a lei vicine è che Berlusconi potrebbe fare appello contro la sentenza.

E nonostante il clima degli ultimi mesi sia di una ritrovata tregua familiare, scandita persino da qualche pranzo con i figli e i nipoti, è chiaro che l’ex premier non ha mai dimenticato che è stata proprio Veronica Lario a dare il via alla polemica sulle sue frequentazioni femminili. «Non posso stare con un uomo che frequenta minorenni», aveva scritto nel 2009 dopo che era scoppiato il caso di Noemi, la 18enne di Casoria. Poi le «veline-ciarpame». È l’inizio della fine di un matrimonio da favola, vissuto sotto gli occhi di tutti, tra lettere pubblicate dai giornali, smentite, strappi e ricuciture. Mentre su tutto incombeva l’ombra dell’addebito, che da ieri è stato ufficialmente evitato, seppellendo i dossier sulle rispettive presunte infedeltà.
Resta ancora da definire, invece, tutta la parte societaria relativa ai figli. L’ultima novità è rappresentata dalla società B5 Srl, aperta il 29 novembre scorso con un capitale di 40 mila euro. È la prima di cui fanno parte tutti e cinque i fratelli Berlusconi, ed amministratore unico è Luigi. Le quote: Barbara, Eleonora e Luigi al 66,67%; Marina al 16,67% e Piersilvio al 16,66%. Per il momento è vuota. Resta la domanda: a cosa servirà?

Angela Frenda