L’assessore tiene famiglia. E la Regione paga

L’assessore tiene famiglia. E la Regione paga


capellacci prato

Un assessorato da mandare avanti, una campagna di sensibilizzazione sui prodotti lattiero caseari e un affido diretto all’agenzia pubblicitaria di famiglia. Tutto condito da un uso forse un po’ troppo disinvolto del denaro pubblico, con il tramite del Consorzio di tutela del pecorino romano. Questo è il canovaccio. I personaggi? L’ex assessore regionale all’Agricoltura Andrea Prato, la Albatros e associati di Sassari e Toto Meloni, ex presidente del Consorzio di tutela.

sardinia postNon sappiamo se vi siano risvolti penali. Di certo l’attenzione è alta, se è vero che nelle ultime settimane un gruppo di uomini in divisa si è presentato negli uffici dell’assessorato regionale all’Agricoltura, in via Pessagno, per avere copia di numerosi atti risalenti al ‘periodo-Prato’. Di certo però, si parla di una vicenda che val la pena raccontare.

La campagna di sensibilizzazione sui prodotti lattiero-caseari curata dall’azienda di famiglia. Per oltre 110mila euro.

Nel 2010 l’assessore Andrea Prato pensò ad una campagna di sensibilizzazione sui prodotti lattiero-caseari sardi. A curare la parte promozionale ci pensa la Albatros e associati. Dietro un compenso di oltre 110mila euro.

Le prime note spesa si riferiscono all’organizzazione di un evento tenuto a Cagliari il 21 novembre 2010: all’hotel Mediterraneo si presentava la campagna di sensibilizzazione sui prodotti lattiero-caseari voluta dall’allora assessore Andrea Prato.

Totale delle fatture: 37mila euro più Iva, oltre a 5.340 euro di spese extra. In totale, si parla di poco meno di 50mila euro. Manca all’appello un pagamento di oltre 61mila euro, richiesto dalla società nel giugno del 2011. Oltre a seguire l’evento di presentazione infatti, la Albatros ha curato anche l’organizzazione e il coordinamento del premio-concorso ‘Mangiar sano per crescere in forma’, iniziativa inserita nelle azioni della Campagna. Il pagamento di 61mila euro è probabilmente parziale, visto che nella fattura si parla di due tranche, ognuna pari al 40%, sull’organizzazione e il coordinamento del concorso e dell’evento finale.

Assetti societari. E un cognome ricorrente.

Di chi è la Albatros e associati? Il direttore editoriale si chiama Paolo Prato, l’assistente marketing Luigi Prato, l’art director Bianca Prato, mentre la responsabile dell’ufficio legale e amministrativo risponde al nome di Bianca Maria Corso. Coniugata Prato. Andrea, s’intende. Insomma: l’assessorato guidato dall’ex esponente della giunta Cappellacci lancia la campagna di sensibilizzazione e l’azienda di famiglia ne cura il lato organizzativo e promozionale. Con il tramite del Consorzio di tutela del pecorino romano.

Mi faccio un regalo.

La realizzazione del progetto è demandata al Consorzio di tutela del pecorino romano, allora guidato da Toto Meloni, al quale Prato assicura, in varie misure, la copertura delle spese, a carico quindi delle casse regionali: il 100% per l’assistenza tecnica, il 50% per le azioni pubblicitarie. Il Consorzio, a sua volta, affida la cura della parte pubblicitaria e organizzativa dell’evento alla Albatros dei fratelli Prato. Tra i costi dell’evento di presentazione imputati dalla Albatros al Consorzio ci sono anche due omaggi: uno da 900 euro per Andrea Prato, un secondo da 1.100 euro per lo stesso Toto Meloni, anche se quest’ultimo probabilmente risulta nelle note spesa ma non è stato consegnato. In ultima analisi, la Albatros omaggia i due committenti con soldi pubblici, quelli che l’assessorato ha assicurato al Consorzio.

Comunicati stampa a peso d’oro.

Sempre tra le voci di spesa, ce ne sono un paio che, se i compensi fossero davvero sempre così alti, farebbero la fortuna e la felicità perenne degli addetti stampa. Per capire perché basta scorrere le voci contenute nel report di fine attività firmato dalla Albatros. ‘Redazione comunicato stampa’: 2.000 euro. ‘Invio comunicato stampa’: 1.000 euro. Come se un giornalista scrivesse una nota per i media e poi la chiudesse in un cassetto. Senza spedirla: quello è un servizio che per la Albatros si paga a parte.

E ancora: ‘selezione location’ 900 euro. Tradotto: ‘sopralluogo di n.2 persone e contatti presso Ente Fiera, Thotel, Convento di San Giuseppe e individuazione hotel Mediterraneo’. Si passa poi al ‘reperimento elenco personalità ed invitati’ (reperimento indirizzi, mail e numeri telefonici, per intendersi): altri 1.000 euro. Ci sono poi 500 euro solo per decidere chi modererà l’evento (la scelta è ricaduta sull’allora direttore del Tempo Mario Sechi, ora candidato in Sardegna con la lista Monti) e altri 500 se ne vanno per la scelta di chi dovrà partecipare all’iniziativa. La lista si chiude con l’onorario della Albatros: 15mila euro tondi tondi.

Costi decuplicati.

Si tratta, almeno per la parte giornalistica, di costi totalmente fuori mercato. Basti pensare che la preparazione di un comunicato stampa (e l’invio, ça va sans dire) non supera nella migliore delle ipotesi i 300 euro. Qui invece, tra redazione del comunicato e invio la spesa è decuplicata e arriva a 3.000 euro.

Gli extra.

Non basta: mancano i famosi omaggi. Come detto, l’assessore Prato ne ottiene uno da 900 euro, Mario Sechi invece si deve accontentare: dono omaggio da 800 euro. Va peggio a tale Maiorani, con 200 euro. Poi ci sono i compensi di certi Ghiselli e Porcu, che incassano rispettivamente 1.000 e 1.500 euro. Chiude il cerchio Toto Meloni, allora presidente del Consorzio di tutela del pecorino romano, che curava la campagna su incarico dell’assessorato di Andrea Prato: 1.100 euro. Anche se, in merito a quest’ultima spesa, nel report di riepilogo compare un punto interrogativo. Totale della spesa: 6.450 euro. Che nella fattura inviata al Consorzio diventano 5.340.

Il rapporto Consorzio-Albatros.

In che modo l’ente guidato da Toto Meloni arriva all’azienda di famiglia dei Prato? Nel contratto con la Albatros si legge che per individuare il soggetto cui affidare la campagna di comunicazione, il Consorzio ha “proceduto ad opportune esplorazioni di mercato” per individuare il soggetto “maggiormente idoneo”. Visti i costi della Albatros, sarebbe interessante capire quale azienda è riuscito nell’intento di presentare un preventivo più alto. Lascia comunque perplessi il fatto che l’ente presieduto da Meloni decida tutto in perfetta autonomia, ma siano poi i contribuenti a dover sganciare i quattrini. E siccome si parla di soldi pubblici, forse si sarebbe potuta fare più attenzione. Magari per evitare di trovarsi nella cassetta della posta fatture per così dire un poco curiose e magari anche un po’ troppo esose. E l’assessorato? Non avrebbe potuto e dovuto seguire la pratica un po’ più da vicino? Probabilmente sì. Ma in quel caso controllore e controllato, come spesso accade, sarebbero stati la stessa persona o, comunque, soggetti per così dire un poco vicini.

I Prato battono cassa.

Per l’evento di presentazione della Campagna, l‘Albatros chiede al Consorzio la liquidazione dei 37mila euro oltre Iva in due tranche: la prima il 16 novembre, vale a dire cinque giorni prima dell’evento, la seconda il 20 novembre. I conti però non tornano (i Prato si erano forse dimenticati delle spese extra) e la società sassarese torna alla carica il 30 marzo 2011: vuole altri 5.340 euro. Ovvero le spese extra, appunto, meno 1.100 euro. Probabilmente, l’omaggio destinato a Toto Meloni.

L’amara sorpresa. Per la Albatros. I contribuenti invece ringraziano.

Quando il Consorzio chiede alla Regione di onorare l’impegno e liquidare le spese sostenute – in totale quasi un milione e 600mila euro – per l’ente arriva una brutta notizia: la fattura di 44mila euro della Albatros non sarà onorata “in quanto la voce di costo non risulta inserita tra le spese ammissibili”, scrive pochi mesi fa in una determina il direttore del Servizio politiche di mercato e qualità dell’assessorato all’Agricoltura Maria Cristina Paderi. Discorso chiuso: la patata bollente passa al Consorzio che dovrà decidere se, per saldare gli onorari con la Albatros, dovrà attingere al conto corrente bancario alimentato dalle quote degli associati. Sembra, al contrario, che sia andato a buon fine il pagamento delle due tranche relative al premio-concorso, per un totale, come detto, di oltre 61mila euro.

Qualche punto interrogativo.

Chi ha saldato il conto? Lo avremmo voluto chiedere al presidente del Consorzio di tutela, Gianni Maoddi, che nell’agosto 2011 ha sostituito Toto Meloni e, dunque, la vicenda Albatros l’ha ereditata dalla precedente gestione. Siamo ancora in attesa di un riscontro.

Pablo Sole

sole@sardiniapost.it

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