GRILLO FOR PRESIDENT


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controbuioCon atto n.326 registrato al Tribunale di Genova l’8 gennaio 2013, Giuseppe Piero Grillo noto Beppe, è espressamente e formalmente indicato come Capo del Movimento 5 stelle. È lui quindi che Napolitano deve chiamare per le prossime consultazioni sulla formazione del Nuovo Governo. Adesso, il Presidente, prima di andare via per fine mandato, deve fare come il Papa: CI DEVE STUPIRE. Perciò lo invitiamo a fare una cosa coraggiosa e diversa, magari più intelligente di quella che ha fatto quando si è inventato Monti, senza voti e senza suffragi, presidente del Consiglio: dia l’incarico a Grillo o ad un suo uomo di punta per formare il nuovo Governo. Rifletteteci, questa è l’unica strada per venire fuori da questo stallo istituzionale. Napolitano, per via del semestre bianco non può sciogliere le Camere. Questo stesso parlamento dovrebbe trovare l’accordo per eleggere un presidente con il 66% dei voti nelle prime 3 sedute e a maggioranza semplice nelle successive. Questo Parlamento che non ha alcuna maggioranza possibile, quantomeno se si appiccassero le regole della vecchia politica, dovrebbe riuscire a fare il miracolo di toglierci da questa impasse? Riflettendoci c’è una sola via d’uscita possibile. Anche se solo per un periodo ristretto di transizione istituzionale, occorre che i Grillini siano responsabilizzati alla guida del paese.

Fatte quelle quattro cinque cose che Monti non è riuscito a fare (per esempio la legge elettorale, il conflitto di interessi e la Patrimoniale sui grandi patrimoni in luogo dell’IMU) poi si torni al popolo per nuove e più ragionate elezioni. Del resto anche la vecchia politica assegnò a gente come Spadolini, Craxi e tanti grandi leader della Dc (penso a Moro che nel suo partito non rappresentò mai più del 2%) il Governo del Paese, anche se avevano percentuali di voti assolutamente infinitesimali rispetto a quelle faraoniche racimolate dal M5S. Grillo, o chi per lui, deve darci una via d’uscita. Glielo ha chiesto il popolo italiano. E Napolitano deve percorrere questa strada. Il resto sarebbe solo Noia, compreso il cicalio del nano di Arcore che continua a dire di aver vinto o, come dice lui, miracolosamente recuperato solo perché ha impedito a Bersani, questo sì che gli è riuscito,di vincere. Ancora adesso, seppur agonizzante, il Berluska si deve accontentare del 21,56% dei voti alla camera e 22,30% al senato, vale a dire appena 5/6 punti in più dei sondaggi più nefasti di prima della crisi. Pochino se si pensa a tutte le comparsate Tv ed al suo incommensurabile strapotere mediatico e finanziario. Il suo disegno, quello di impedire all’altro di farcela, è stato possibile grazie a 11 liste di “pizza e fichi”, come Liberi da Equitalia, che anche con lo 0,2 hanno portato fieno in cascina. Poi ci ha pensato Bersani che dopo aver rifiutato il 2,2 di Di Pietro, si è accontentato di ridurre ai minimi termini anche il Sel di Vendola. Ma, lo ripeto, questa è davvero la vetero-politica di cui gli italiani si sono rotti i coglioni.

Soltanto 16 elettori su cento hanno creduto alle baggianate di Berlusconi, nonostante il suo eldorado fatto di condoni e di pseudo rimborsi farlocchi. Lui è finito. Questo hanno detto le elezioni. L’Italia, invece, non può finire nel caos cui la TV dei partiti e gli inguardabili dibattiti dei soliti soloni (parlano ancora gli stessi Gasbarri, Capezzone, Finocchiaro, Bindi etc etc di sempre) e continueranno a farlo anche perché i padroni dei salotti (Floris, Santoro, Vespa etc. etc.) non hanno capito una bene amata cippa. Grillo non va in televisione e la gente non solo lo ascolta, ma lo capisce e lo vota. Adesso, anche lui deve fare uno sforzo in più: ci deve condurre per mano…alla terra Promessa.

Antonello Zappadu

1 Comment

  1. la regola sarebbe questa chi vince governa …purtroppo siamo nella repubblica del bunga bunga e delle banane..compresi nani e ballerini e come presidente della repubblica un vecchio rincoglionito..ergo continueranno a comandare…..i soliti bastardi!!

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