Riflessioni e riporti di Dagospia

Riflessioni e riporti di Dagospia

1. UNA FINTA CONDANNA PER IL PROCESSO UNIPOL, CHE TANTO SI PRESCRIVERÀ A SETTEMBRE, SCATENA LA RABBIA PREVENTIVA DEL BANANA. LA REALTÀ È CHE C’È UN ALTRO PROCEDIMENTO, QUELLO MEDIASET PER FRODE FISCALE, CHE PUÒ ARRIVARE IN CASSAZIONE A OTTOBRE E RENDERLO INCANDIDABILE. ECCO ALLORA LA CORSA CONTRO IL TEMPO DEL SULTANINO DI HARDCORE E LA SUA DECISIONE DI SPINGERE PER UN VOTO A GIUGNO –
2. PER FARLO, SERVE CHE CULATELLO BERSANI SI SCHIANTI – È GIÀ SULLA BUONA STRADA DA SOLO – E CHE UN ‘’GOVERNO DEL PRESIDENTE’’ (PRONTO AL BIS) CI RIPORTI ALLE URNE IL PRIMA POSSIBILE. TUTTO IL RESTO, COME SEMPRE, È AMMUINA, FARSA, MELODRAMMA –
3. SEMPRE PIÙ DIFFICILE – E IMMORALE – SPECULARE POLITICAMENTE SUL SUICIDIO DEL POVERO DAVID ROSSI. FORSE È LA VOLTA BUONA CHE L’INCHIESTA SU MPS ACCELERA UN PO’ –

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a cura di colin ward e critical mess (special guest: pippo il patriota)

1 – NESSUNO LO PUO’ GIUDICARE


Una finta condanna per un processo come quello Unipol, che tanto si prescriverà a settembre, scatena la rabbia preventiva del Banana. La realtà è che c’è un altro procedimento, quello Mediaset per frode fiscale, che può arrivare in Cassazione a ottobre e renderlo incandidabile. Ecco allora la corsa contro il tempo del Sultanino di Hardcore e la sua decisione di spingere per un voto a giugno. Per farlo, serve che Bersani si schianti – è già sulla buona strada da solo –
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e che un governo del Presidente ci riporti alle urne il prima possibile. Tutto il resto, come sempre, è ammuina.”Berlusconi condannato a un anno per il nastro di Fassino e Consorte. L’intercettazione portata ad Arcore in dono natalizio”. “E’ una persecuzione intollerabile’. Il leader Pdl: solo in Cassazione si potrà ottenere giustizia. Ora il Cavaliere si sente accerchiato: accordo di governo o alle urne a giugno” (Corriere, pp. 2-3). “L’incubo finale del Cavaliere: ‘Vogliono farmi fuori con una raffica di verdetti’. Da Ruby a Mediaset. Il Pdl in piazza il 23” (Repubblica, p. 3).
“L’ira di Berlusconi. Il Cavaliere spinge per il voto a metà giugno. Dai sondaggi in crescita il movimento di Grillo, ma anche il centrodestra. La conclusione dei processi: se sarà condannato il Cavaliere potrebbe diventare incandidabile in autunno” (Stampa, p. 3). Sul Giornale, il retroscena di Adalberto Signore: “Questo assalto non lo tollero più. Mi perseguitano’. Il Cav prepara i suoi: ‘Campagna elettorale permanente, tanto la sinistra non riuscirà ad andare da nessuna parte” (p. 3).


2 – AVVISI AI NAVIGATI

Re Giorgio è felice per esser stato definito “un faro” (Corriere), ma secondo Repubblica avrebbe piani di breve periodo. “La strategia a breve termine del Colle. Dopo Bersani la scelta tocca al successore. I tempi stretti del mandato presidenziale possono indurre Napolitano a restringere il suo campo d’azione” (p. 9). Insomma, più che un faro una torcia. Per il Messaggero, “Al Colle appare scontato l’incarico a Bersani. Resta in piedi anche l’ipotesi di un esecutivo ‘del presidente’. ‘Farò quel che devo fino all’ultimo giorno del mio mandato” (p. 9). Che è, una minaccia?

3 – AGENZIA MASTIKAZZI 
”Castelli: quante somiglianze tra Grillo e il Bossi degli inizi” (Messaggero, p. 11). Castelli chi?

4 – ULTIME DAL MONTE DEI NEFASTI DI SIENA 
Sempre più difficile – e immorale – speculare politicamente sul suicidio di David Rossi. Lo spiega bene un bel pezzo di Marco Imarisio sul Corriere: “Gli insulti sui blog e gli odi antichi in una Siena lacerata. Il rapporto con Mussari, Ma oramai casa sua era solo la Lupa. Ne faceva una questione di famiglia, il suo papà era stato dirigente Mps, ma già da un po’ non era più lui” (p. 6). Il Messaggero punta sulla pista “giudiziaria” (“Rossi, il mistero dell’ultima telefonata. Non era indagato ma da giorni temeva l’accusa di insider trading nell’inchiesta per l’affare Nomura”, p. 5), ma tiene aperta anche quella personale: “Affetto e veleni sui blog, Siena sotto choc” (p. 6). Forse è la volta buona che l’inchiesta su Mps accelera un po’.

5 – TOTO-GRANDE MERINGA 
Stanno per chiudersi le porte della Cappella Sistina e decolla il toto-papa. Per la Stampa, “Scola torna papabile. Con lui anche gli americani. Benvoluto da Ratzinger: è visto come estraneo alla Curia romana, Dopo quattro giorni di discussione si delineano le prime alleanze” (p. 13). Sul Corriere, “I timori degli stranieri che sia già stato tutto deciso. Il sospetto che i curiali puntino sul brasiliano Sherer. Si ostenta serenità, ma un giorno in più può cambiare i giochi” (p. 19). Per Repubblica, “Partita a due per il Conclave. Scola e il “pacchetto dei 40″ contro il candidato di Bertone. La Curia schiera il brasiliano Sherer, uomo forte dello Ior” (p. 18). Ma chiuderlo, lo Ior?

6 – NON SONO STATO, IO 
”Trattativa Stato-mafia, a giudizio i boss e i politici. Il pm Di Matteo: contro di noi critiche preconcette. Il gup alla Procura: ‘Lavoro generico’. In Corte d’assise dal 27 maggio”. “Mancino si ribella: ‘Non accomunatemi a chi fece attentati”. (Corriere, pp. 30-31). “Trattativa, lo Stato alla sbarra. A giudizio boss, politici e generali. In aula il 27 maggio dieci imputati tra cui Mancino, Dell’Utri, Riina, Mori e Ciancimino” (Repubblica, p. 6). Ai fini del riconoscimento, al processo gli imputati dello Stato porteranno un fiore bianco sul bavero della giacca, mentre i mafiosi avranno un fiore rosso.BEPPE GRILLO

7 – FREE MARCHETT IN TEMPI DI CRISI 
”Il lusso è il miglior profumo che ci si possa permettere. Gli italiani vogliono fragranze esclusive: bastano 30 ml per comprare un sogno. Oggi al via Cosmoprof, la kermesse internazionale dedicata alla bellezza” (Stampa, p. 21). Quando leggiamo le parole “esclusivo” e “kermesse”, vien voglia di imbracciare il fucile.UMBERTO BOSSI JPEG

8 – CHAPEAU!

Bell’inchiesta su Cerroni e dintorni firmata Corrado Zunino, per Repubblica (pp. 30-31). “Da Malagrotta al Brasile, il business miliardario dei signori delle discariche. Ecco chi gestisce lo smaltimento dei rifiuti e rallenta la differenziata. L’impero di Cerroni: tra i più ricchi d’Italia possiede oltre 100 siti nel mondo al centro di diverse inchieste, dai reati ambientali alla truffa. Il ministro Clini ha denunciato le connivenze nel settore: ‘Nella capitale i rifiuti sono in mano alla malavita”.

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