Il  “teatrino” della crisi in pillole

Il “teatrino” della crisi in pillole

 

controbuio

 

 

 

 

di Paolo De Gregorio, 21 aprile 2013

scena prima: un Bersani sornione e pimpante (nonostante il suo partito abbia perso 3 milioni di voti e lui non abbia smacchiato nessun giaguaro) si accinge a circuire il M5S, come fa il pedofilo con un bimbo, convinto che la sua quarantennale esperienza politica avrà ragione sugli “inesperti” grillini, offrendo loro 8 punti di programma così generici e vaghi che nelle sue mani di vecchio inciucista si sarebbero trasformati nel nulla assoluto

scena seconda: alla solare, comprensibile per tutti, offerta del 5stelle di fare come loro, ossia rinunciare al finanziamento pubblico ai partiti, per aprire un dialogo e una trattativa, ecco che l’astutissimo Bersani, allievo del super astuto D’Alema, fa pippa, non risponde nel merito, ma gli riesce più difficile continuare a bollare il movimento di irresponsabilità e chiusura

scena terza: uscito dall’angolo in cui lo voleva confinare Gargamella, il M5S protesta perché tutti i partiti (che poi in sostanza sono PDL e PD a comandare) rifiutano di insediare le famose “commissioni” , che consentirebbero l’inizio dei lavori parlamentari anche senza il nuovo governo, per timore che i grillini tirino fuori la proposta di applicare la legge del 1957 che dichiara ineleggibili i concessionari di pubblica licenza, che farebbe decadere Berlusconi dal suo status di parlamentari

quarta ed ultima scena: il Movimento, dopo aver dato a tutti una lezione di democrazia facendo scegliere ai suoi iscritti via internet il candidato a presiedere la Repubblica,  raccoglie sul nome di Rodotà un consenso oltre i suoi voti, spacca il PD, che vede suoi elettori bruciare la tessera davanti a Montecitorio, terrorizzando tutti gli inciucisti, che si erano messi già d’accordo su un governo di larghe intese, facendo uscire Vendola dal patto con il PD, e vanno tutti di corsa ad implorare la protezione di Napolitano che del governissimo più o meno tecnico è il vero ostetrico.

 

Come risultato per giovani, inesperti e dilettanti, guidati da un comico, non c’è male, a soli 50 giorni dalle elezioni.

Dalla ammucchiata, benedetta da Napolitano, nascerà un governo zoppo, che sarà incalzato in ogni sua iniziativa dalle contro-proposte grilline che arriveranno finalmente all’orecchio della grande massa degli elettori, e ogni giorno crescerà una opposizione sempre più forte, cosa che mancava da almeno 20 anni.

Comunque sarebbe stato meglio che Grillo ieri sera, invece di parlare di “Golpe” per l’elezione di Napolitano avesse parlato semplicemente di partiti disperati, alla canna del gas, che si trincerano nel Palazzo, fanno scavare tunnel che li portano sotterraneamente fino agli studi televisivi, per resistere finchè possono, contro la maggioranza degli italiani che alle prossime elezioni li puniranno duramente.

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