Berlusconi, nessuno sconto su Veronica. I giudici: deve versare i 3 milioni al mese

Berlusconi, nessuno sconto su Veronica. I giudici: deve versare i 3 milioni al mese

ci eravamo tanti amati, ma ora ti amo molto ma molto dipiù …. grazie Silvio

(NdA)

La Corte d’appello di Milano ha respinto la richiesta dell’ex premier di sospendere l’assegno per la ex moglie. Dal conteggio è stato escluso il periodo maggio-settembre 2012, quando la Lario viveva a Macherio

 

banner repubblicaSilvio Berlusconi dovrà versare per ora a Veronica Lario i 3 milioni di euro al mese indicati dal tribunale di Milano nella sentenza di separazione. Lo ha deciso la Corte d’appello, che ha respinto la richiesta di sospensione dell’assegno avanzata dall’ex premier. Dal conteggio è stato escluso il periodo maggio-settembre 2012, quando la ex moglie viveva a Macherio.

Con il deposito di una memoria, con tanto di allegati, Lario si era costituita davanti ai giudici d’appello. Era franato così l’ennesimo tentativo, voluto in particolare da Berlusconi, di trovare un accordo stragiudiziale sui termini economici in vista del divorzio, evitando così di finire ancora una volta davanti a quei giudici milanesi da lui stesso ritenuti da sempre ostili. Un tentativo di accordo che avrebbe portato i rispettivi avvocati civilisti attorno a un tavolo, ma che si sarebbe concluso con un nulla di fatto.

La cifra di 36 milioni all’anno era stata stabilita lo scorso dicembre, con una sentenza della nona

sezione del tribunale, proprio per assicurare alla ex first lady un tenore di vita analogo a quello goduto durante la convivenza. In cambio la signora avrebbe rinunciato alla villa di Macherio e a contestare all’ex marito l’addebito “per colpa”: una decisione che mandò su tutte le furie l’ex capo del governo, il quale definì i tre giudici donna “femministe e comuniste” provocando una pioggia di polemiche e anche la reazione dei vertici degli uffici giudiziari di Milano. Poi, ritenendo troppo onerose le prescrizioni disposte, attraverso i suoi legali aveva impugnato il provvedimento di primo grado, chiedendo contestualmente di sospendere d’urgenza anche il maxi versamento degli alimenti.

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