Governo, l’aut aut di Schifani –  “Se condannano Silvio, si chiude”

Governo, l’aut aut di Schifani – “Se condannano Silvio, si chiude”

Casson: “Acquisiamo atti in Giunta elezioni”. La base del Pd: “Ma quando lo molliamo?”

 

banner repubblicaROMA – Resta altissima la tensione attorno all’esecutivo di Enrico Letta. La drammatica giornata di ieri in Parlamento, con l’Aventino del Popolo delle libertà, il Pd spaccato sul voto per la sospensione dei lavori e le vicende giudiziarie di Berlusconi che continuano a dominare e condizionare la scena. Convocata per le 16 di oggi a Palazzo Grazioli la riunione dell’Ufficio di presidenza del Pdl con Silvio Berlusconi. All’ordine del giorno, la linea del Pdl alla luce dell’accelerazione impressa dalla Cassazione sul processo Mediaset e le iniziative che il Pdl intende mettere in campo. E a gettare benzina sul fuoco ci pensa Felice Casson che prima di entrare in Giunta per le elezioni annuncia: “CHiederemo l’acquisizione degli atti del processo Mediaset, sono carte significative per decidere sull’ineleggibilità”

Il capogruppo del Popolo delle libertà al Senato, Renato Schifani, torna a soffiare sul fuoco. Alla domanda di Radio anch’io su cosa possa accadere in caso di condanna del Cavaliere risponde: “Mi sembra difficile che un partito reso acefalo possa continuare la sua esperienza di governo”.

Il ministro delle infrastrutture e trasporti, Maurizio Lupi: “Oggi abbiamo l’ufficio di presidenza, ieri abbiamo riunito i gruppi parlamentari, siamo un governo politico. Come ha ribadito Berlusconi, vogliamo sostenere questo governo (…) ma non possiamo non denunciare quello che sta accadendo alla nostra democrazia: l’eliminazione per via giudiziaria del leader del centrodestra. E’ un problema della democrazia, non del governo”.

Il segretario democratico Guglielmo Epifani, sul giornale del suo partito, parla di “chiarimento necessario”, altrimenti “non si puo’ andare avanti”. Ottimista, invece, il ministro Moavero. Secondo il quale la tenuta del governo Letta “non è a rischio”. “I segnali politici espliciti che riceviamo sono tutti nel senso di garantire al governo una solidità”, ha assicurato.

 Il capogruppo del Pd alla Camera, Roberto Speranza, a Omnibus su La7, avverte: se arriva una sentenza di condanna nei confronti di Berlusconi “non ci sono dubbi” che il Pd voterà perché venga applicata. Speranza afferma di condividere la posizione del segretario Pd e aggiunge: “In questo modo Epifani dice una cosa chiara, ovvero che vanno tenuti distinti i due piani e le sentenze si rispettano rigorosamente. Se ci sarà, noi saremo lì a rispettarla”.

“Secondo la legge del ’57, Berlusconi non è ineleggibile, quindi noi come sempre abbiamo fatto rispetteremo la legge – ribadisce il capogruppo del Pd alla Camera -. Un partito non può ‘stirare’ una legge per motivi politici: resto dell’idea che noi dobbiamo battere Berlusconi sul piano politico, non su altri terreni”.

Ancora dal Pd, Dario Franceschini a Radio Città Futura: “Non si può impedire a un partito che ha il suo leader coinvolto in una vicenda giudiziaria di dire delle parole o assumere atteggiamenti che non condividiamo, però non c’è nessuna ripercussione né ci sarà sull’attività legislativa il Governo va avanti finché ha la fiducia del Parlamento”.

Quanto al Pd spaccato sul voto per la sospensione dei lavori, Franceschini fa esercizio di autoironia: “E’ stata una sospensione di tre ore dell’aula nel pomeriggio per consentire al Pdl di fare una riunione di gruppo. Ma noi siamo capaci a fare dramma di ogni cosa e spaccature del Pd di ogni cosa, gestiremo anche questa”.

 Ma dal M5S, Vito Crimi dà un’altra lettura dell’accaduto. L’ex capogruppo al Senato ha chiamato il numero verde di Radio 24 per intervenire in diretta durante Nove in punto e dire che se i parlamentari del M5S non si fossero tolti giacca e cravatta in aula e avessero contestato lo stop di tre ore ai lavori, la giornata “sarebbe passata inosservata, con il casino che abbiamo fatto ieri siamo riusciti a svelare il trucco: non era una sospensione per una riunione del Pdl. Era una sospensione per un problema politico della maggioranza, che si regge su un patto che prevede il salvacondotto per Berlusconi”.

Discussione su ineleggibilità. “Abbiamo avviato la discussione generale” sulla ineleggibilità di Silvio Berlusconi, “ma è stata interrotta per consentire la partecipazione ai lavori dell’Aula”. Lo ha detto il senatore di Scelta Civica Benedetto Della Vedova lasciando la Giunta per le elezioni. “E’ intervenuto Casson (Pd) – ha riferito inoltre Della Vedova – in questa direzione”, ovvero chiedendo l’acquisizione degli atti del processo Mediaset, “ma poi la discussione è stata interrotta”. Per quanto riguarda la presentazione di una memoria difensiva da parte di Berlusconi, Della Vedova ha spiegato: “Non sono ancora scaduti i termini, potrebbe arrivare, ma non è ancora stata depositata”.

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