QUESTIONI DA TESTE DI KAZAKO – SULLE RAGAZZE CHE NAZARBAYEV RISERVO’ A BERLUSCONI E’ GUERRA DI NUMERI: 12, 15 O 30?

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Alessandro Ferrucci per “Il Fatto Quotidiano”

banner il_fatto quotidianoForse c’è un errore rispetto a quanto rivelato ieri da Claudio Barbaro nell’intervista rilasciata al Fatto. Forse, però. A quanto pare le donne presenti alla festa organizzata dal presidente kazako Nazarbayev, in onore di Silvio Belusconi, non furono trenta come detto dall’ex parlamentare del Pdl prima di Fli poi, “ma dodici. Sì, il presidente disse proprio dodici belle fanciulle ” racconta Massimo Cilli, allora vicepresidente del comitato promotore per i Mondiali di basket a Roma 2014.

Anche lui nel 2009 partecipò all’incontro ufficiale tra i rappresentanti italiani, la delegazione straniera e l’allora premier italiano: l’obiettivo era promuovere la candidatura italiana. Promozione non andata a buon fine.

Passo indietro: Claudio Barbaro ieri ha raccontato al Fatto come quella riunione assunse caratteri surreali, con Berlusconi impegnato a rivelare le sue avventure dentro la dacia kazaka di Nazarbayev, quando gli disse “questa sera portati il pigiama”. Quindi donne (trenta o dodici, appunto), musica, festa. E altro. Segno di un’estrema confidenza, in questi giorni ripetutamente negata, tra i due leader.

Così ieri la smentita via agenzia stampa: “Ancora una volta si cerca invano di attribuirmi una stretta vicinanza al presidente Nezarbayev. Stamani il Fatto riporta un fantasioso racconto su un mio presunto incontro ad Astana precedente al 2009. Tutto falso”, afferma Silvio Berlusconi.

E ancora: “Già si è tentato, nei giorni scorsi, di attribuirmi un ulteriore recente incontro con Nezarbayev in Sardegna, incontro che non c’è stato nel modo più assoluto. Questi sono i fatti, tutto il resto è un tentativo di coinvolgermi senza alcun fondamento nelle vicende politiche degli ultimi giorni”.

Peccato che anche Cilli conferma le “parole di Barbaro. Ma voglio fare una precisazione: il presidente riportò la sua avventura kazaka come monito a mantenere rapporti corretti. A non comportarsi come aveva visto fare a Nezarbayev. Chi era presente? Molte persone. Proprio tante”.

Tra loro anche Dino Meneghin. Che non appare molto felice, né disponibile, nel ricordare quel appuntamento ufficiale: “A me interessa solo il basket. Tutto il resto è noia, come diceva Califano”. Eppure il Califfo era attento alle donne.

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