Kyenge, nuovo attacco leghista Ministro paragonato a un gorilla

Cecile Kyenge

Non si fermano in Veneto gli attacchi della Lega al ministro per l’integrazione Cecile Kyenge. A Cantù i consiglieri leghisti hanno lasciato l’aula quando è entrato il ministro.

banner-unioneIl ministro dell’Integrazione era ospite di una seduta del Consiglio comunale di Cantù su invito del sindaco Claudio Bizzozero. Prima che la Kyenge fosse accolta nell’aula, due consiglieri sono usciti per protesta.

Non solo. Dopo le esternazioni dell’assessore veneto Daniele Stival, criticato dal presidente Luca Zaia, e della consigliera di quartiere padovana Dolores Valandro, condannata per le sue frasi choc a un anno e un mese con la sospensione della pena, tocca ora all’assessore alla sicurezza di Montagnana e consigliere provinciale, Andrea Draghi. Lo denuncia una deputata del Pd, Giulia Narduolo, diffondendo la foto del post di qualche giorno fa sulla pagina Facebook, in cui l’esponente del Carroccio paragona l’esponente del governo ad un gorilla, copiando lo slogan di una pubblicità televisiva.

LA CRONACA – E in serata, a Cantù, esponenti leghisti hanno inscenato una nuova protesta contro il ministro Kyenge,ospite di una seduta del Consiglio comunale su invito del sindaco Claudio Bizzozero. Prima che il ministro fosse accolto nell’aula, i due consiglieri della Lega Nord Alessandro Brianza e Edgardo Arosio, con l’ex leghista Giorgio Masocco, sono usciti.

Ai giornalisti i consiglieri hanno spiegato di non aver ottenuto il diritto di replica a quello che avrebbe detto Kyenge. Insulti e attacchi non intaccano la determinazione del ministro che a chi gli ha chiesto se abbia mai pensato di lasciare l’ incarico ha risposto: “Neanche un secondo”.

Le provocazioni di oggi si aggiungono alla denuncia per diffamazione da parte della Digos di Verona di un uomo di 61 anni che sul medesimo social network ha insultato la “ministra negra”, domenica nel veronese, aggiungendo la minaccia di far uso delle armi contro di lei. Agli investigatori si è giustificato dicendo di essersi sfogato scompostamente per un furto subito nella sua abitazione ad opera di extracomunitari. L’assessore Draghi per ora tace. Il suo cellulare risulta staccato: “E’ all’estero” spiega laconicamente il sindaco e collega di partito, Loredana Borghesan, a cui è stato chiesto di ritirare le deleghe.

“E’ partito ieri – aggiunge – Appena riuscirò a sentirlo chiarirò la questione con lui”.

A prendere immediatamente le distanze da Draghi e il governatore Zaia. “Un atto che, se confermato è da condannare senza se e senza nella maniera più assoluta. Questo signore si scusi e tolga la foto dal suo profilo. Il partito prenda immediatamente le distanze e i provvedimenti del caso”.

Dello stesso avviso il segretario padovano del Carroccio, Roberto Marcato. “Sono davvero stanco di questi leghisti da Facebook che stanno vanificando il lavoro che sta facendo il nostro segretario Roberto Maroni e le nostre battaglie. La condanna – sentenzia – è senza attenuanti”.

“Sono insulti razzisti inaccettabili, espressioni di inciviltà lontani anni luce dallo spirito di accoglienza della nostra regione – bolla la questione il deputato Udc Antonio De Poli -. Queste affermazioni lasciano esterrefatti. La Lega continua a danneggiare l’immagine del Veneto”.

 

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