Rivolta Pdl, Bondi evoca la guerra civile
E dal Pd: «Siamo all’eversione»

La nota del senatore e coordinatore del partito: «Rendere possibile l’agibilità politica di Berlusconi»

banner_corseraDopo l’ultimatum del Pdl, che venerdì aveva avanzato la richiesta di grazia al Colle e nuove elezioni se non ci sarà una riforma della giustiziaSandro Bondi, coordinatore del partito, in una nota esaspera i toni – già alti – della vicenda: «O la politica è capace di trovare soluzioni capaci di ripristinare un normale equilibrio fra i poteri dello Stato, e nello stesso tempo rendere possibile l’agibilità politica del leader del maggior partito italiano», scrive l’ex ministro, «oppure l’Italia rischia davvero una forma di guerra civile dagli esiti imprevedibili per tutti».bondi

REPLICA IL PD – «La richiesta di grazia è un’irricevibile provocazione, quella di mettere sotto controllo politico la magistratura è altrettanto irricevibile e le parole di Bondi sono al limite dell’eversivo», replica il vice ministro dell’EconomiaStefano Fassina a Sky Tg24. «O il Pdl ritorna nell’alveo della normalità democratica, oppure i suoi ministri che hanno minacciato dimissioni siano conseguenti: si dimettano e il governo cade. Poi il Pdl dovrà spiegare agli italiani che, ancora una volta, antepone gli interessi del suo capo a quelli del Paese». La deputata renziana Lorenza Bonaccorsi parla di «provocazioni inaccettabili» che hanno a che fare «più col mondo della farsa che con la politica», aggiungendo che «le pressioni e le parole di alcuni esponenti del centrodestra nei confronti del presidente della Repubblica sono intollerabili».

«COLPO DI SOLE»  Ironico il commento di Bruno Tabacci, leader del Centro democratico: «Qualcuno chiami un medico per Sandro Bondi che evoca la guerra civile: si tratta di un evidente caso di colpo di sole. Si rintracci lo stesso dottore che calmava Bossi quando parlava di 10 milioni di fucili pronti ad attaccare dalle Alpi». E il presidente del gruppo Misto Pino Pisicchioevoca la Repubblica di Weimar: «Il corto circuito che portò all’avvento hitleriano nasce dalle convulsioni della Repubblica di Weimar, che faceva ripetutamente ricorso alle elezioni anticipate e non riusciva a offrire un governo. Non possiamo scherzare col fuoco».

MANIFESTAZIONE – Intanto Silvio Berlusconi ha lasciato la residenza romana di palazzo Grazioli diretto ad Arcore insieme alla sua assistente e deputata Pdl Maria Rosaria Rossi, la figlia Marina, la fidanzata Francesca Pascale e Fedele Confalonieri. Difficilmente quindi l’ex premier condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale domenica sarà alla manifestazione a Roma indetta dal partito a suo sostegno, che non si terrà più in piazza Santi Apostoli ma alle 18 in via del Plebiscito. «Insieme a tutti noi dovranno essere in prima fila quanti hanno ruoli di governo», chiama a raccolta i ministri del Pdl Maurizio Gasparri. «Lo spirito pacifico, popolare e fortemente democratico dell’iniziativa ci riguarda tutti, a prescindere da ruoli e responsabilità», dice il vice presidente del Senato.

NAPOLITANO – Sarà invece a Roma il presidente della Repubblica. Giorgio Napolitano, come previsto da tempo, al termine di due settimane di vacanza con la moglie Clio ha infatti lasciato Sesto Pusteria per andare a Bolzano, da dove raggiungerà in aereo la capitale.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

4 × due =

Translate »