“NON APPLICATE LA LEGGE ANTI-SILVIO”

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Terminato l’incontro fra Brunetta e Schifani al Quirinale. L’ex ministro bolla come incostituzionale la legge che sancisce la decadenza da senatore di Berlusconi. E sponsorizza la riforma della giustizia “made in Colle”… 

Aggiornamento ore 13:15 E’ terminato dopo circa un’ora e un quarto l’incontro tra i capigruppo del Pdl al Senato e alla Camera, Renato Schifani e Renato Brunetta e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale. I due capigruppo sono arrivati a Palazzo Grazioli, presumibilmente per riferire dell’incontro a Silvio Berlusconi, senza fermarsi con i cronisti che li attendevano davanti all’edificio.

banner_huffington“Chiudiamo questi vent’anni di guerra ideologica” firmato Renato Brunetta. Alla vigilia del suo incontro con Napolitano, il capogruppo Pdl, consegna a un lungo editoriale su Il Giornale le sue proposte per – scrive – “ripristinare l’equilibrio istituzionale”. Il tema è principalmente uno: il futuro di Silvio Berlusconi. A partire da ciò che sarà più immediato, e per ora irreversibile: la decadenza del Cav dalla carica di Senatore.

Brunetta propone la sua ricetta:”Un opportunità – scrive – è già offerta dalle prossime ore. La giunta per le elezioni del Senato è chiamata a pronunziarsi sulla decadenza di Berlusconi a seguito della condanna e in applicazione della legge Severino-Monti. Ma quella legge, come messo in luce anche dalla dottrina, presenta forti dubbi di costituzionalità”. “Perchè -continua – si tratterebbe di applicare la sanzione dell’ineleggibilità a fatti precedenti all’entrata in vigore della legge. Un’applicazione retroattiva di una legge sugli effetti di una condanna penale. La Convenzione europea dei diritti dell’uomo lo vieta. E la Costituzione italiana impone che quella convenzione sia rispettata. Evitiamo una guerra per bande anche su questo punto”.

Ma non finisce qua perché Brunetta andrà da Napolitano con in mano la carta della conciliazione, il suo è un sì convinto (che è quello di Berlusconi) al progetto di riforma della giustizia voluto da Napolitano: “Le proposte dei saggi – scrive il capogruppo pdiellino -sono un ottimo punto di partenza. Sono il viatico per l’inizio di quella pacificazione di cui l’italia ha bisogno e di cui il presidente si è fatto garante all’inizio del proprio secondo mandato. Piuttosto che reagire scompostamente con dichiarazioni provocatorie che hanno l’unico effetto di confermare le difficoltà interne, i leader del pd dovrebbero prendere sul serio le dichiarazioni del presidente della repubblica. Diamo veste normativa alle proposte dei saggi. Ripristiniamo l’equilibrio costituzionale. Chiudiamo questi vent’anni di guerra ideologica. Ex malo bonum”.

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