Governo, il Pdl contro Epifani

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La replica al segretario Pd che ribadisce la necessità di un passo indietro di Berlusconi e il rispetto della sentenza Mediaset: “A rischio larghe intese”. Brunetta: “Indebolisce Letta”. Bianconi: è un coglione. Zanda: “Basta attacchi violenti”. Alle 20 in Senato la Giunta apre la discussione sulla decadenza 

banner repubblicaROMA – Tensione altissima tra il Pdl e il Partito democratico. A Guglielmo Epifani, che al Corriere della Sera ribadisce – come già detto nelle ultime settimane – che il Cavaliere “deve fare un passo indietro e che la sentenza va applicata”, i berluscones replicano: “Sei un provocatore irresponsabile”, “un incendiario” e anche “un grande coglione”. Rosy Bindirisponde duramente: “Non abbiamo mai assecondato la tesi della pacificazione. Il Pdl non cerchi di usare le larghe intese per imporre impossibili aut aut tra rispetto della legalità e stabilità di governo. Il Pd  non cederà mai a ricatti”.

Intanto, oggi alle 20 è convocata la Giunta per le elezioni del Senato: all’ordine del giorno, la decadenza dal ruolo parlamentare di Berlusconi in conseguenza della condanna a 4 anni di reclusione nel processo Mediaset. La riunione dovrebbe limitarsi a istruire il confronto, rinviando a settembre il proprio pronunciamento. Il presidente della giunta, Dario Stefano di Sel, dovrà proporre una data per la prossima riunione in accordo con il presidente del Senato Pietro Grasso. Il Movimento 5 Stelle insiste perché a settembre riprenda la discussione sull’eleggibilità o meno del leader di Forza Italia.

Tornando alla tensione Pd-Pdl, il presidente dei senatori Pdl Renato Schifani, intervistato da Skytg24, definisce “incendiarie” le dichiarazioni di Epifani, “nel momento in cui bisognerebbe rasserenare il clima”. Schifani, inoltre, ribadisce l’apprezzamento per “la dichiarazione di Napolitano, il Quirinale rimane immune da tentativi di condizionamento” rispetto alle “intrusioni” nella vicenda Berlusconi. E si dice stupito dall’intervista del giudice Esposito: “Conferma come occorra intervenire in maniera responsabile sulla giustizia. Bisogna mettere delle regole”.

Per il capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta, il segretario Pd “ha esplicitamente messo in conto la fine delle larghe intese”. “Con le sue parole – spiega il capogruppo Pdl -, non ha voluto lanciare una provocazione al centrodestra, non ha cercato la rissa con noi, ha, semmai, provato a sedare quella interna al Pd, lanciando un osso alle componenti giustizialiste ed estremiste, insofferenti del governo Letta e desiderose di liberarsi al più presto da quel vincolo. La stabilità del governo, come volevasi dimostrare, dipende dalle divisioni e dalle lotte intestine al Pd, mentre noi ci limitiamo a fare il nostro dovere”.

In relazione all’intervista del segretario dem, Daniela Santanché parla addirittura di “pietra tombale sul patto fondativo delle larghe intese” se “non viene corretta sia nei toni che in quello che ha detto”.

La reazione di Fabrizio Cicchitto alla fermezza di Epifani non si fa attendere: “Afferma che il logoramento del governo è un rischio che il Paese non può permettersi (…). Poi sembra ignorare che l’altro partito che sostiene il governo è il Pdl il cui leader notoriamente è Berlusconi. Epifani sapeva benissimo tutte queste cose anche prima di fare l’intesa, per cui adesso il suo, nel migliore dei casi, è un esercizio di ipocrisia e di rimozione”.

Per Sandro Bondi, invece, Epifani non sa. “Il suo ragionamento continua a svilupparsi sulla base di una logica puramente formale che ignora la sostanza delle questioni che da decenni agitano la vita politica italiana. Senza adottare una visione di carattere storico, secondo una logica di responsabilità nazionale, non usciremo mai dalle secche di una situazione senza vie d’uscita e senza vinti nè vincitori”.

Duro anche il parlamentare Maurizio Bianconi: “Guglielmo Epifani, già segretario generale della Cgil e oggi segretario pro tempore del Pd, ci inonda di sciocchezze. Fra i miei colleghi di partito c’è chi si indigna o chi si arrabbia. Io no. Mi viene sempre in mente la frase di Bettino Craxi: i sindacalisti quando fanno i sindacalisti sono dei grandissimi rompicoglioni, quando entrano in politica restano dei grandissimi coglioni”.

Per Luigi Zanda, simili “attacchi violenti rivolti da una pattuglia di dirigenti del Pdl” al segretario Epifani “tradiscono un eccesso d’ansia e rischiano di avere effetti destabilizzanti proprio in una fase nella quale la stabilità dovrebbe essere un valore preminente”.

Roberto Speranza, presidente dei deputati Pd, invita il Pdl “ad abbassare i toni e a evitare assurdi e del tutto inopportuni attacchi a Guglielmo Epifani” ricordando che il segretario “ha affermato una verità molto semplice: che in uno stato democratico tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e che le sentenze vanno rispettate, anche se sono scomode”.

Sulla stessa linea Davide Zoggia, responsabile organizzazione del Pd: “Le reazioni scomposte e incivili del Pdl all’intervista di Epifani sono inaccettabili. Il principio di legalità deve essere difeso, non messo in discussione. Questo, con buona pace di chi oggi pare dimenticarsene, è un fondamento della democrazia”.

Plauso a Epifani da Anna Finocchiaro. “Difendere il principio di legalità non è né una provocazione, né un calcio alla stabilità” afferma la presidente Pd della Commissione Affari costituzionali del Senato, “In una democrazia, di fronte alla legge, non ci sono cittadini di serie A o di serie B. Credo che il Pdl sia consapevole di questa ovvietà. Penso che, in queste difficili giornate, sarebbe il caso di abbassare i toni. I principi democratici, che sono sostanza e non solo forma, valgono per tutti”.

Mentre Marina Sereni, vicepresidente della Camera,sottoninea che è “assurdo che si scateni una polemica sulle parole del segretario del Pd Epifani quando dice che le sentenze vanno rispettate e che la legalità  è un principio irrinunciabile.

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