Briatore:«Bene se Marina Berlusconi scende in campo»

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L’imprenditore: Ho sentito Berlusconi: è amareggiato. Uno dei due soci, il Pd, non perde occasione per sbeffeggiare l’altro

banner_corseraFlavio Briatore, senta: ha parlato con il suo amico Berlusconi, nelle ultime ore? 
«Sì, ieri…».

E come l’ha trovato? Qual è il suo stato d’animo? «È amareggiato, sarebbe sciocco negarlo. Ma tiene duro. Non molla, no. Stavolta, lo ammetto, mi ha sorpreso davvero: è incredibile come ancora riesca a sopportare e a rilanciare, a fare progetti e ad essere – in fondo – ottimista».

Ottimista? 
«Sì. Anzi, guardi: quelli che immaginano di potersi sbarazzare di lui, utilizzando quella sentenza della Cassazione, sbagliano… O meglio: dopo vent’anni, non hanno ancora capito che genere di personaggio è Silvio. E la forza d’animo, pazzesca, che possiede».

Lei cos’ha intuito: il Cavaliere è intenzionato a tenerlo in piedi, questo governo, oppure sul serio pensa alle elezioni? 
«Lui ha sempre un forte senso di responsabilità nei confronti del Paese: e sa bene che far cadere il governo, per il Paese sarebbe un danno enorme. Però è anche vero che questo governo, in fondo, nasce e vive grazie a due soci: il Pdl e il Pd. Ora, purtroppo, sempre con maggior frequenza, cosa succede?».

Non lo so, Briatore: che succede? 
«Succede che uno dei due soci, il Pd, non perde occasione per sbeffeggiare in pubblico l’altro socio, cioè il Pdl, cioè Berlusconi».

Dovrebbe cercare d’essere meno allusivo… 
«No, dico: lasciamo stare l’intervista che Epifani ha rilasciato a voi del Corriere , in cui sta lì, con il ditino alzato, quasi a ordinare che a Berlusconi non vengano fatti sconti. Ci siamo per caso dimenticati di quanto tempestiva e pure durissima fu la sua dichiarazione dettata alle agenzie subito dopo la sentenza? Non avevamo ancora capito bene il dispositivo, stavamo ancora tutti lì, a cercare di comprendere se davvero fosse possibile che un uomo come Berlusconi, che ha dato milioni di posti di lavoro e pagato centinaia di milioni d’euro di tasse potesse finire in galera, che lui, un fulmine, sicuro e arrogante, già dettava dichiarazioni… proprio come se…».

Come se? 
«Beh, come se avesse saputo in anticipo la decisione dei giudici e avesse avuto il tempo di ragionarci su».

Questo è un sospetto grave. 
«Questo, veramente, dopo quello che ha detto e fatto il giudice di Cassazione Antonio Esposito, è un sospetto legittimo e tremendo. E uso il termine tremendo non a caso: perché io ho sempre ritenuto i magistrati della Cassazione, che possono togliere e restituire la libertà per sempre, esseri più vicini a Dio che agli uomini. Certo ora so che tra loro possono esserci anche uomini piccoli piccoli e che certe sentenze, come quella di cui stiamo parlando, forse possono rivelarsi impugnabili… Lei è sicuro che in Europa ciò che è accaduto appaia normale?».

Tornando alla metafora della società che ci sarebbe tra Pdl e Pd… 
«Beh, quando non c’è capacità di comprendere le difficoltà anche umane che sta vivendo l’altro socio, e anzi quando questo socio si sente insultato e sbeffeggiato, alla fine è inevitabile che ci si sieda a un tavolo e ciascuno conti le proprie azioni».

Le azioni: in pratica, i voti. 
«I voti, chiaro. Insomma, si va a votare».

Ecco: in caso di elezioni, lei crede che Marina Berlusconi possa scendere in campo? 
«Non lo so. Per quanto ricordo, sia lei che il padre sono sempre stati abbastanza contrari a questa ipotesi. Però poi la cose cambiano, ci sono eventi così clamorosi che possono far rivedere i piani… e Marina è una donna molto intelligente, è una Berlusconi, un cognome che milioni di italiani adorano e ritengono ancora una garanzia… per cui, sì, credo che la sua discesa in campo avrebbe certamente un senso».

(A questo punto, la voce di Briatore – che sta parlando da un cellulare – diventa dolcissima: «Dai, piccolo, su, che papà è impegnato… Oh, guarda! Sono arrivati i carabinieri! Vai, vai a salutarli…». Breve silenzio. Poi, la spiegazione: «Il fatto è che mio figlio Falco, che ha 3 anni, adora i carabinieri… Pensi che ho persino dovuto fargli cucire una piccola divisa su misura e lui, quando ne incontra qualcuno all’aeroporto, gli va diritto davanti e gli chiede: “Senti: ma la tua pistola è ad acqua, come la mia, o a fuoco?”. I carabinieri, racconta Briatore, adesso sono su un gommone, e stanno controllando la barche di alcuni ragazzi in rada lì, a Porto Cervo, in Sardegna ).

«Tra l’altro, vorrei aprire una parentesi: sono partito quattro giorni fa per l’Inghilterra, torno e cosa trovo? Il ministro Saccomanni che annuncia: la recessione è finita. Finitaaa? Veramente, qui in Sardegna, il turismo ha avuto un calo del 30, 40 per cento…».

Forse conviene chiudere con l’altro suo grande amico: Matteo Renzi. 
«È bravo, veloce, moderno, non è rancoroso, non ha il timbro del comunista vecchio stampo e, per questo, se si candidasse premier prenderebbe anche molti voti tra i moderati. Detto ciò, la politica è spietata come lo sport: ad un certo punto smetti d’essere un talento, e diventi un ex talento. Matteo deve sbrigarsi. Se no, fa il gioco del suo Pd: che, chiaramente, preferisce vederlo bollire a fuoco lento».

Fabrizio Roncone

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