Bossi: «presto serviranno le armi della Valtrompia»

Umberto Bossi
banner_corseraPiove a dirotto quando l’auto entra nello spiazzo della festa, tra i gazebo. Umberto Bossi scende, camicia a quadri e pantaloni scuri, lo accompagna il presidente della Provincia di Brescia Daniele Molgora con l’assessore Aristide Peli, che ha appena finito di darsi da fare nell’organizzazione della festa.

Bossi prende il microfono e inizia un lungo monologo sotto la tenda di un gazebo. «Padania libera» grida, dopo aver detto del governo che non riesce a risolvere i problemi del Paese, che non decide: «dovremo stare attenti a settembre». Di Berlusconi dice che è un perseguitato, e della Lega che non si farà piegare. Molgora attacca sulla decisione di abolire le province: «Vogliono distruggere quel che c’è sul territorio». E ci pensa Bossi, poco dopo, a guardare al futuro: «Meno male che qui in Valtrompia ci sono ancora le armi, un giorno serviranno…». Circa trecento i militanti presenti a Ponte Zanano di Sarezzo che hanno resistito maltempo in attesa di Bossi. Applaudono anche se a fatica il microfono porta le parole del presidente della Lega, scandiscono con lui «Padania libera».

Sotto i gazebo tavoli apparecchiati e il tradizionale piatto bresciano: spiedo e patatine fritte. Bossi ritarda, arriva da Milano, sulla Valtrompia si scatena un temporale, qualcuno se ne va, gli altri resistono seduti. A Ferragosto ci sarà l’appuntamento ormai tradizionale a Ponte di Legno, con il segretario nazionale della Lega Matteo Salvini il 14 e il 15.
«La partecipazione è sostenuta, c’è voglia di movimento – dice Fabio Rolfi, aspettando Bossi – avverto un clima di attesa rispetto alle assemblee federali e nazionali per ripartire dalla buona amministrazione regionale. Le feste sono numerose non avvertiamo flessione». Oggi e domani al parco San Martino inizia la festa in versione medioevale.

 

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