Scajola: “Così rinnoverò la destra
Ma Berlusconi deve dimettersi”

L’ex ministro si prepara a rifondare il centrodestra: “Non voglio fare il Schermata 2013-08-14 a 14.05.08pensionato”. Dopo la sentenza di condanna in Cassazione, l’onorevole offre un consiglio al leader del Pdl: “Dimettiti, diventerai il promotore dell’unione dei moderati italiani”

banner repubblicaMPERIA –  Consiglia a Silvio di dimettersi e intanto si prepara, con un gruppo top secret di colleghi, a rifondare il centrodestra. E tra molti bicchieri di amarena e una visita guidata di villa Ninina, con varie tappe corrispondenti alle innumerevoli perquisizioni delle ultime settimane, l’ex ministro Claudio Scajola parla di Liguria, Carige, traditori, giovani promesse e soprattutto annuncia: “Una cosa è certa: non voglio fare il pensionato. Anche perché sono troppo giovane per la legge Fornero”.

Onorevole, lei si è dimesso più volte per ragioni di opportunità, anche senza avvisi di garanzia. Che deve fare Berlusconi dopo la condanna della Cassazione?
“Le sentenze si rispettano ma non si devono per forza condividere, e secondo me quella che riguarda Berlusconi è ingiusta. Detto ciò, fossi in lui non mi sottoporrei ad un altro giudizio in Senato ma mi dimetterei dopo aver tenuto, come è capace di fare Silvio, un discorso fatto con il cuore. Uscire dal Parlamento non significa abbandonare la politica. Lui, una volta libero da interessi personali, diventerà il promotore del percorso storico che porterà all’unione dei moderati italiani”.

A proposito di ex parlamentari, lei che cosa fa, cosa prepara?
“Troppo giovane per fare il pensionato. Con un gruppo di amici sparsi per l’Italia stiamo creando un’associazione d’area per riavvicinare al centro destra quelli che si sono allontanati e scoprire nuovi talenti, che è una cosa che amo fare. Ma i nomi di chi sta collaborando a questa nuova avventura non glieli faccio, troppo presto”.

Onorevole, veniamo al Bignami delle sue disavventure giudiziarie.
“Rapidamente: archiviazione su richiesta del pm per la vicenda del porto di Imperia e dei presunti abusi edilizi(prescritti, ndr) in villa. Poi mi accusano di finanziamento illecito a parlamentare perché progettista e impresa dei lavori di ristrutturazione della villa mi avrebbero fatto lo sconto e perché mia moglie avrebbe trattenuto la caparra per la compravendita di un appartamento che il mio amico Silvano Montaldo (commercialista di fiducia e politico, ndr)
aveva utilizzato per tre anni e poi deciso di non acquistare. Poi c’è l’anfora romana che la Soprintendenza ci affidò in custodia con tanto di documento ufficiale: lo so che la procura pensa che sia il regalo illecito per ingraziarsi il potente di turno, ma noi l’abbiamo trovata in un vecchio capanno del terreno acquistato nel 2003. Ma ci vede a me e mia moglie comportarci da tombaroli? Infine Napoli e quella storia di una presunta mediazione per contratti di Finmeccanica in Brasile. Fantasie: ho fatto il mio lavoro di ministro per il bene dell’Italia, i pm capiranno e sarà archiviazione. Tra l’altro il recente contratto di Fincantieri per quattro navi posatubi per il Brasile è anche frutto dei miei incontri degli anni scorsi”.

E poi la casa vista Colosseo pagata a sua insaputa.
“Quella frase non l’ho mai pronunciata, comunque ho chiesto di essere sentito e sono convocato per il 25 settembre. Sono tranquillo. In aula le proprietarie, le sorelle Papa, hanno spiegato di non aver mai ricevuto assegni da me, mentre l’architetto Zampolini di non avermi mai dato soldi. Quando li ho sentiti ho pianto per la commozione, perché finalmente la verità è emersa. Poi sono saltate fuori cose curiose, come il fatto che le Papa abbiano aperto un conto nella stessa banca dove Zampolini depositava il contante. Sono tranquillo ma l’amarezza resta”.

Codice penale a parte, la sua idea di politica è sempre stata quella di una massiccia occupazione e gestione del potere attraverso una rete capillare di suoi “uomini”.
“Non mi sono mai intromesso in un appalto e non ho mai sconfinato nell’interesse affaristico. Ma sì, è vero, il “sistema Scajola” passa dall’ultimo Comune, alla Provincia, alla Regione fino al Parlamento. Ma in questo modo, e sempre attraverso il confronto, ho determinato moltissime scelte concrete e importanti, per il territorio e per le strategie nazionali. Devo dire però che un errore mi sono accorto di averlo fatto…”

Quale?
“In molte occasioni ho sbagliato a scegliere le persone”.

I parlamentari Eugenio Minasso e Michele Scandroglio li ha scelti lei e l’hanno rinnegata.
“Lei mi sta facendo del male lo sa? Hanno approfittato delle mie difficoltà per spararmi alla schiena. Non ci sono aggettivi”.

E poi ci sono gli eterni indecisi. Il sindaco di Sanremo Maurizio Zoccarato ogni tanto prova a volare da solo e poi è il primo ad arrivare alle sue cene.
“Ricordi Manzoni: “Se non hai coraggio, chi te lo può dare?” Comunque Zoccarato è uno su cui il centro destra ligure deve puntare. Come Franco Orsi e Angelo Vaccarezza a Savona, Giacomo Giampedrone a Spezia e altri”.

E Genova?
“Eh, a Genova è sempre dura. Avesse accettato Giovanni Berneschi la mia candidatura all’ultima campagna, oggi avremmo risolto due problemi: sindaco e Carige”.

A proposito, dicono che la svolta imposta da Flavio Repetto presidente della Fondazione, oltre a Berneschi farà fuori il gruppo Scajola.
“Intanto il consiglio di indirizzo della Fondazione che a sua volta sceglie il cda che poi nomina il consiglio della Banca scade nel 2016. E poi cosa vuole che le dica, mio fratello Sandro (vicepresidente Banca, ndr)ha 74 anni, è stato parlamentare, presidente della Camera di Commercio, può anche lasciare Carige”.

Repetto e Berneschi: lei con chi sta?
“Con tutti e due”.

Democristiano!
“Senta, a parte che ho tentato una conciliazione tra i due ma era impossibile. Non è questione personale ma di visioni differenti. A Berneschi va riconosciuto il merito di aver fatto grande Carige, ma anche lui non è eterno. Repetto ha costruito dal niente un impero industriale senza mai licenziare un dipendente e sono stato il suo primo sponsor per la nomina in Fondazione. La settimana prossima sarà a cena qui in villa. Ho detto tutto”.
Il motto di Schwarzenegger è “I’ll be back”, tornerò. Vale anche per u ministru?
“Mi sono divertito a vedere quanti funerali politici mi hanno già fatto. E il mio vescovo l’altra sera sa cosa mi ha detto? “Claudio, tu batterai il record di Lazzaro”

 

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