Pdl, nuove minacce al governo
“Cade, se il Pd fa fuori Berlusconi”

berlusconi santanchè

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Falchi e colombe in pressing per il salvataggio politico del Cavaliere. Osvaldo Napoli: “Se i dem non cambiano, l’esecutivo rischia di soffocare”. Cicchitto: “Non si va avanti con i toni di Zanda e Bindi”. Capezzone: “La politica trovi una soluzione”

banner repubblicaROMA – E’ un pressing continuo e crescente. L’ipotesi grazia – per Berlusconi – sembra tramontata, la data del voto sulla decadenza si avvicina. E le dichiarazioni di esponenti Pdl, falchi e colombe, si moltiplicano. Di pari passo con il malumore montante del Cavaliere. Tutte per reclamare una soluzione politica. Con una minaccia, neppure tanto velata, all’esecutivo. Osvaldo Napoli, che certo non appartiene al gruppo degli antigovernativi, avverte il Pd: “Se continua ad arrovellarsi sul modo di far fuori Berlusconi, forse si accorgerà che deve far fuori il governo per questo obiettivo. Vedano un po’ loro dove stanno gli interessi del paese”. “Nel Pd – continua – sono in tanti a fingere di non aver capito la posta in gioco. E in tanti continuano a indicare falsi bersagli polemici al solo scopo di posizionarsi in vista di una battaglia congressuale che rischia di soffocare il governo”. L’esecutivo, insomma, è avvertito.

Attacca i dem anche Fabrizio Cicchitto: “Per tenere in piedi un governo, e a maggior ragione un governo composto da forze così diverse e storicamente alternative, occorrono in primo luogo uno spirito costruttivo e volontà di mediazione. Esattamente l’opposto di quello che viene manifestato un giorno sì e un giorno no dal presidente Zanda e dall’onorevole Bindi”.

Daniele Capezzone torna a reclamare una soluzione politica: “Chiunque abbia onestà intellettuale e senso della realtà comprende bene che la vicenda riguardante Silvio Berlusconi non può essere guardata solo in termini giudiziari. Silvio Berlusconi è il destinatario del consenso di molti milioni di italiani, il cui diritto ad una piena rappresentanza politica e istituzionale non può essere dimidiato o messo tra parentesi”. Stessi toni da un altro deputato Pdl, Antonio Leone: “Il Pd non può promettere guerra e aspettarsi ramoscelli d’ulivo”.

La linea del rigore Pd, però, non cambia. “Nessuno puo’ chiedere al Pd di decretare assai più che la propria fine, ma addirittura la sconfessione di se stesso e dei propri principi nativi e costituenti, essi sì non negoziabili: lo stato di diritto, la divisione dei poteri, l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge”, dice Franco Monaco, della direzione nazionale del partito democratico. Stessa linea da Scelta civica. Il presidente dei senatori, Gianluca Susta, chiude con una nota ogni discorso su una possibile soluzione politica: “E’ irricevibile ogni ricatto e ogni baratto tra la durata del governo e la cancellazione, in qualsiasi forma avvenga, degli effetti della sentenza della cassazione su Berlusconi”.

 

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