Camera beffa: tutti al mare

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di Mauro Munafò

Solo un deputato su sei è andato a Montecitorio per la seduta sul femminicidio. Record negativo per il Pdl (4 presenti, 93 assenti) ma anche i grillini questa volta non brillano (si sono presentati in 20 su 106 eletti)

banner_espressoLa Camera dei Deputati non va in ferie, ma gli onorevoli sì. In occasione della seduta per l’incardinamento del decreto legge sul femminicidio del 20 agosto, meno di un parlamentare su sei si è infatti presentato a Montecitorio: poco più di cento onorevoli sui 630 eletti che però, anche ad agosto, percepiscono diaria e indennità per il loro lavoro.

La seduta agostana del Parlamento, annunciata pochi giorni fa con lo scarno ordine del giorno che prevedeva solo “Comunicazioni del presidente”, ha scatenato le polemiche di buona parte dei deputati. Da una parte gli esponenti del Movimento 5 Stelle, infuriati per una convocazione buona solo per far passare il messaggio di un Parlamento al lavoro anche ad agosto, dall’altra la maggioranza e la stessa presidente Boldrini piccate dalle polemiche, definite “artificiose e strumentali”, per “un adempimento espressamente dettato dalla Costituzione o meglio un vero e proprio obbligo costituzionale”.

Messe da parte le polemiche sulla necessità della seduta, più interessante è vedere quanti deputati hanno sentito la necessità istituzionale di interrompere le ferie per tornare a Roma. Se infatti poco più di cento onorevoli si sono fatti vedere nell’emiciclo, vanno segnalate forti differenze da gruppo a gruppo.

Bocciatura totale, e non è una novità, per i deputati del Popolo della Libertà, sempre presenti alle manifestazioni per Berlusconi e assai meno in Aula: appena quattro su novantasette quelli che hanno preso posto nell’emiciclo.

Fa meglio, ma non molto, il Partito Democratico. Se il segretario Guglielmo Epifani si è potuto vantare di essere l’unico big presente, dichiarando “eravamo una cinquantina. Più dei grillini”, forse qualcuno avrebbe dovuto fare meglio i conti: i dem erano in effetti oltre 40, ma su un gruppo di quasi 300 persone. I grillini in Aula erano invece poco più di una ventina, ma su un gruppo di 106 eletti: parlando di percentuali, i 5 Stelle vincerebbero quindi 20 a 15 più o meno.

Tra gli altri gruppi spiccano i dodici deputati (su 47) di Scelta Civica e i cinque su venti della Lega Nord che, con ben un eletto su quattro, vincono la palma dei partiti stakanovisti di agosto, superando Sinistra e Libertà che presenta sei onorevoli su 37.

La seduta, che doveva durare pochi minuti per le comunicazioni sul decreto legge, è poi andata avanti circa due ore con continui interventi sull’utilità stessa della convocazione e polemiche assortite.

Interessante notare come tanti tra i deputati presenti si siano prodigati con cellulari e iPad per aggiornare le proprie pagine Facebook e Twitter con foto e dichiarazioni, a imperitura testimonianza della loro ‘eroica’ presenza a Montecitorio. Chissà se, dall’altra parte, qualcuno degli 500 colleghi assenti si sarà sentito fischiare le orecchie.

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