GOVERNO ALLA GRIGLIA

1. CHI NON È CON SILVIO È CONTRO SILVIO: AL PRANZO-VERTICE PASSA LA “LINEA DURA”
2. QUATTRO ORE E MEZZA DI TENSIONE AD ARCORE: DE PROFUNDIS PER IL GOVERNO LETTA
3. ALFANO LITIGA FURIOSAMENTE CON VERDINI POI SI ADEGUA: “LA DECADENZA DALLA CARICA DI SENATORE È IMPENSABILE E COSTITUZIONALMENTE INACCETTABILE”
4. ALFANO TIRA IN BALLO MARINA BERLUSCONI, BECCANDOSI UN PERENTORIO “ALT!” A VOCE ALTA DA SILVIO. “LASCIATE FUORI I MIEI FIGLI DALLA POLITICA, GIÀ SOPPORTANO TANTO”
5. MENTRE DUDÙ RINGHIA A CAPEZZONE, I FALCHI ESULTANO. CHE FARANNO ORA LE COLOMBE?

Carlo Tarallo per Dagospia

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banner_dagospiaIl governo traballa. Il vertice di Arcore si conclude all’insegna del “se Berlusconi decade, il Governo non c’è più”. I primi spifferi raccontano di una riunione a tratti tesa, con le “colombe” sulla difensiva e i “falchi” scatenati e lo stesso Alfano che avrebbe affermato che, in caso di un voto in Giunta che metta Berlusconi fuori dal Parlamento, l’alleanza col Pd non potrà andare avanti. “O con Silvio o contro Silvio”. E’ questa la sintesi del pranzo della verità del Pdl. La partita decisiva inizia in un clima tranquillo, con le due “squadre” impegnate a “studiare l’avversario” più che ad attaccare. Vivo apprezzamento per la “saggezza” dell’intervento-antipasto di Altero Matteoli. Cicchitto scantona evocando complotti. Alfano ripete a Berlusconi di volergli “bene come un padre”.

Mossa della pitonessa: Daniela Santanchè chiede di poter parlare per ultima. Renato Brunetta da Ravello a spada tratta per il Banana, applauditissimo. Lara Comi e Gaetano Quagliariello, seduti vicini vicini, si scambiano occhiatine d’intesa. La Santadechè, in formissima in abitino rosa di Prada, è la delizia di Denis Verdini: gran feeling tra il falco e la pitonessa. Alfano si lancia: “Il Governo resiste se Silvio non decade!”. Berlusconi gongola, mentre Dudù continua a ringhiare contro Daniele Capezzone. Colombe tramortite. Arrivano i “ma” e i “però” di Alfano, che cita Marina Berlusconi, beccandosi un perentorio “alt!” a voce alta da Silvio. “Lasciate fuori i miei figli dalla politica, loro già sopportano tanto, non serve tirarli in ballo”. E’ il momento dello scazzo Verdini-Alfano. Denis non si trattiene da un clamoroso “ma va via…”. Quagliariello, capita l’antifona, si dedica quasi esclusivamente a Lara Comi. La Lorenzin nicchia. Il governo scricchiola. I toni si scaldano.

 

Inizia la litigata generale, con accuse e controaccuse. Ma la linea ormai è tracciata.
Sono le 17 e 30, manca mezz’ora all’inizio di Verona-Milan quando Silvio Berlusconi interviene e invita tutti alla calma. Passa la linea dura: se decade il presidente il governo va a casa. “Tutti pronti a tutto, con Silvio o contro Silvio”. Le colombe ripiegano. Il Milan passa in vantaggio a Verona con Poli. Berlusconi ha vinto un’altra partita. E il governo ora è davvero appeso a un filo…

2. BERLUSCONI/ ALFANO: IMPENSABILE SUA DECADENZA DA SENATORE “APPELLO A ISTITUZIONI REPUBBLICA, GARANTIRE MILIONI DI ELETTORI” 

(TMNews) – “Tutti insieme rivolgeremo alle massime istituzioni della Repubblica, al primo ministro Letta e ai partiti che compongono la maggioranza, parole chiare sia sulla questione democratica che deve essere affrontata per garantire il diritto alla piena rappresentanza politica e istituzionale dei milioni di elettori che hanno scelto Silvio Berlusconi (la cui decadenza dalla carica di senatore è impensabile e costituzionalmente inaccettabile), sia sul necessario rispetto degli impegni programmatici assunti dal Governo a partire dall’abolizione dell’Imu su prima casa e agricoltura”.

Lo ha dichiarato in una nota il segretario politico del Popolo della libertà, Angelino Alfano, che ha preso parte oggi al vertice di Arcore dedicato al caso Berlusconi.
”Non c’è più tempo per rinvii e dilazioni”, ha detto ancora Angelino Alfano. “Il Popolo della Libertà – ha concluso – è come sempre unito, compatto e deciso, a fianco del suo presidente Silvio Berlusconi, a cui è molto legato da indissolubili vincoli di affetto e di condivisione politica”.

 

 

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