Bindi: «Berlusconi deve dimettersi» Violante: «Ma ha diritto a difendersi»

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Sulla stessa linea il segretario Epifani, mentre Violante a Torino ribadisce: «Berlusconi ha tutto il diritto di difendersi»

banner_corsera«Non vedo via d’uscita per lui. Dovrebbe dimettersi. E poi forse il Capo dello Stato potrà analizzare meglio una richiesta di clemenza». È netto il giudizio dell’ex presidente del Pd Rosy Bindi in merito alla decadenza di Silvio Berlusconi. «È davvero in difficoltà per pensare di andare avanti così – attacca- in Giunta al Senato faremo tutti gli approfondimenti necessari ma non perderemo tempo. La Legge Severino è applicabile perché costituzionale e comunque è in arrivo la rimodulazione delle pene accessorie da parte della Corte d’Appello. E non dimentichiamo il processo Ruby e quello sulla compravendita dei Senatori. Non vedo via d’uscita per lui».

EPIFANI – Presa di posizione che riprende con toni più duri quanto già detto dal segretario del Pd Guglielmo Epifani. «Non temiamo i suoi ricatti» aveva dichiarato alla festa di Reggio Emilia. Dunque nessuna apertura. «Non gliela possiamo dare – ha puntualizzato Epifani – perché crediamo nel principio più semplice, ossia che siamo tutti uguali davanti alla legge. In nessun Paese al mondo una persona nelle sue condizioni non si sarebbe dimesso».

VIOLANTE – A Torino intanto il caso Violante piomba sulla festa del Pd in una sorta di «processo» alle sue dichiarazioni. Dopo le polemiche partite con l’intervista aCorriere della Sera in cui dell’ex presidente della Camera apriva a un possibile ricorso del Cavaliere alla Consulta contro la legge Severino. I senatori del Pd capeggiati da Stefano Esposito hanno chiamato Violante a un faccia a faccia per chiarire le sue posizioni e alla fine dell’incontro nove senatori su dieci di quelli che avevano firmato la lettera in cui chiedevano un confronto a Violante per spiegare la sua posizione hanno ribadito il loro no alla sua linea. Davanti a un’ottantina tra parlamentari, consiglieri regionali e dirigenti locali l’ex magistrato è andato al contrattacco: «Berlusconi ha tutto il diritto di difendersi davanti alla Giunta del Senato come qualunque altro parlamentare, né più né meno -ha ribadito- occorre rispettare le regole anche per i nostri avversari. È molto facile applicare le regole solo per gli amici, è molto più complicato farlo per gli avversari». E ha rimarcato: «Io non sono favorevole a trasformare Berlusconi in una vittima. La ricerca costante del nemico è segno di debolezza del partito». «Nessuno – ha aggiunto Violante – deve sospettare che noi useremo la forza del numero invece del rispetto delle regole. Berlusconi ha calpestato le regole? Ne ha fatto strame? Ebbene, noi del Pd siamo diversi, noi alla Costituzione, alla democrazia e alle regole ci crediamo davvero. È un modo per dire che noi siamo una garanzia per il Paese e lui no».

CHIARIMENTI- «Non ho mai proposto lodi o salvacondotti. Ho detto che Berlusconi ha il diritto di difendersi. E noi dobbiamo rispettare questo diritto» ha tenuto a precisare Violante. «Non ho detto che la giunta deve ricorrere, ma che è legittimata a farlo. E l’ho detto sia perché lo hanno sostenuto illustri personaggi prima di me, uno fra tutti Onida, sia sulla base di quanto proposto dal Pd in Giunta il primo giugno 2009 a proposito del Porcellum».

GIUDIZIO DI DIO – Dal fronte del Pdl interviene l’ex ministro Stefania Prestigiacomo. «Il 9 settembre non può trasformarsi nell’ora del giudizio di Dio. ll Pd deve essere conseguente. L’accanimento contro Silvio Berlusconi è del tutto fuori luogo in un contesto di larghe intese che debba privilegiare gli interessi generali del Paese».

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