Sabina Began, regina dei diritti tv
E’ pagata 370mila euro all’anno

sabina began

Consulenza d’oro per Sabina Began, l’ape regina che si autoproclamò amante di Berlusconi.

banner-unioneLa Infront Sport&Media, advisor della Lega di serie A, le ha affidato una consulenza nell’ambito dei diritti tv. Per la prestazione professionale la società, il cui presidente e amministratore delegato è Philippe Blatter, versa a Sabina Began – che fu anche indagata dalla procura di Napoli al tempo del bunga-bunga – 370mila euro all’anno.

banner_dagospiaL’APE REGINA VOLA CON UN CONTRATTO D’ORO DA BERLUSCONI A BLATTER JR. – MA CON LA GESTIONE DEI DIRITTI TV CHE C’ENTRA SABINA BEGAN?

Fulvio Bianchi per Repubblica.it

Ricordate Sabina Began, l’ape regina? Si è dichiarata amante di Silvio Berlusconi ed è stata indagata dalla Procura di Napoli ai tempi del bunga-bunga. Ora Sabina Beganovic, classe ’74, attrice tedesca di origini bosniache, si occupa (anche) di diritti tv. Sì, è stata “ingaggiata” dalla Infront, che è l’advisor della Lega di serie A. Stipendio, 370.000 euro all’anno.

MARCO BOGARELLI INFRONTMARCO BOGARELLI INFRONT

La Infront Sport& Media è una delle principali società al mondo nel campo del marketing sportivo: presidente e ceo è Philippe Blatter, nipote del dittatore-Fifa (e qualche porta te la apre…), si occupa di tutti gli sport, non solo del calcio. Ora la Infront è nel mirino di sette club, capitanati dalla Juventus, che sostengono la necessità di cambiare advisor, per guadagnare di più (ora sono circa mille milioni all’anno, due terzi del fatturato dei club).

Ma Marco Bogarelli, n.1 di Infront Italy è molto legato al Milan, e al suo a. d. Adriano Galliani. L’assemblea di Lega del 13 settembre sarà incandescente. C’è anche chi sostiene che la Lega dovrebbe vendere direttamente i diritti, sia domestici che esteri. Ma bisogna che sia capace di ottenere le cifre che hanno ottenuto sia la Infront che MpSilva, e, se possibile, di incrementarle.

adriano galliani milanADRIANO GALLIANI MILAN

2. E IL DRAMMA DI SILVIO RIDIVENTA COMMEDIA: CONSULENZA D’ORO ALL’APE REGINA BEGAN
Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”

Fino all’ultimo, dunque, fino all’estremo limite in cui la commedia svilisce il dramma del potere e al tempo stesso lo rende più profondo e terribile.

noemi letiziaNOEMI LETIZIA

Così, proprio nei giorni in cui si consuma l’avventura berlusconiana, tra agibilità e decadenza, arresti domiciliari o servizi sociali, tracolli di borsa, crisi economica e magari anche crisi di governo, viene fuori la notizia che Sabina Began, al secolo conosciuta come l’«Ape Regina», ha ottenuto una ricca – trattandosi di 370 mila euro – consulenza presso una entità che ha nome Infront e che, tanto per cambiare, si occupa di diritti televisivi, in questo caso nell’ambito del calcio e in particolare per quanto riguarda la seria A di cui la Infront è appunto l’advisor.

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Con un rassegnato sussulto si apprende che il numero uno di tale società, Marco Bogarelli, è molto legato al Milan e, sempre per caso, al suo amministratore delegato Galliani. Con altrettanto sconforto si fa presente che in tempi di difficoltà economiche l’invidia sociale è una bestiaccia a cui i ricchi e gli ex potenti, pur con tutte le loro personalissime necessità, dovrebbero comunque astenersi di lisciare il pelo, che pure è ispido e di norma maleodorante.

E per davvero, dopo quanto incredibilmente accaduto, dura fatica anche soltanto delineare il personaggio di questa donna davvero molto avvenente, attrice di origine germanica e balcanica, di bellezza statuaria e astutissima ingenuità, che in vario modo e variabile fortuna ha accompagnato il vaudeville del Cavaliere in qualche modo segnando la microfisica di un potere che nelle forme più grottesche ha fatto di tutto per perdere se stesso.

BOCCHINO CON LA BEGANBOCCHINO CON LA BEGAN

E il tatuaggio sulla caviglia con le iniziali SB, «l’uomo che ha cambiato la mia vita» – eh, sì! – e la vita, appunto, nociva e spericolata in Sardegna nella fatidica estate 2008, con il bellimbusto Tarantini e i suoi pericolosi amici, e le particolari amiche presentate al vecchio Silvione, e quindi gli interrogatori dei Pm, e le conseguenti incriminazioni, perciò i giornalisti sotto casa, il book di foto segrete, i guai, le magagne, le rivali, le spiate, i timori «adesso parla », le minacce «adesso parlo», e insomma la sensazione di essere finita in qualcosa molto più grande di lei, altro che «Ape Regina».

Bocchino e la BeganBOCCHINO E LA BEGAN

Ed è proprio qui, e a questo punto, come per Noemi, come per D’Addario, come per Minetti e per troppe altre, che la sua vicenda che è insieme pubblica e privata senz’altro trascende, anche perché lei sceglie, o qualcuno sceglie per lei, una presunta via d’uscita pazzotica, farsesca, addirittura visionaria, per cui non è previsto che scappi in Australia, tanto per dire, ma al contrario attira attenzione, e parla, parla, parla, ai giornali, alla radio, in tv, e a tutti dice cose incredibili, «io sono il bunga bunga», «io lo amo», «solo io lo amo», «sono la sua geisha », «per lui ho rinunciato a Clooney», e si fa fotografare mentre fa yoga con la testa in giù e i piedoni per aria, ma anche in chiesa assorta sotto la statua di Santa Teresa di Lisieux.

SABINA BEGAN IN SARDEGNA DA OGGI jpegSABINA BEGAN IN SARDEGNA 

Quindi seduce quel pover’uomo di Italo Bocchino, che di Berlusconi è acerrimo nemico, poi lo molla, litigano e lei racconta tutto; e ricomincia a ronzare attorno
al Cavaliere, arriva a Palazzo Grazioli durante le più delicate riunioni («Ho un libro per lui»), una volta annuncia una gravidanza, Ghedini insorge e deve smentire. La commedia si fa circo, acrobazie pagliaccesche. È una storia triste, però anche buffa. Alla radio arriva a «confidare» che Berlusconi è così speciale che non gli puzzano i piedi, e neanche le ascelle. I conduttori della Zanzara, con finta e meravigliosa irritazione, protestano: «Ma sì – insiste lei – ho infilato la testa sotto il maglione dopo una giornata di lavoro, gli ho annusato le ascelle e lui era emozionato come un bambino».

sabina beganSABINA BEGAN

Ecco. Sarà anche una questione di soldi, anzi lo è perché a fine giugno, dalla Banca d’Italia e dalla polizia valutaria viene fuori che Silvione suo, cui è legata da «amore puro», le ha effettivamente sganciato un milione e 400 mila bombi e lei ci si è comprata una casa che a suo tempo Tarantini, invidiosetto, ha inteso definire al telefono «da Onassis».

Per cui certo che i soldi c’entrano, come sempre nell’epopea berlusconiana, e anche questi ultimi della consulenza sui diritti delle partite, figurarseli. Però, diamine, sono anche lo specchio, questi benedetti soldi, di qualcosa di più e di troppo. Umanità sbilenca, vite affaticate dal nulla, una specie di lezione, chissà, sullo strazio di una storia che non riesce a finire.

 

 

 

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