COSE MAI VISTE

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“VIGLIACCO”, “STALINISTA”, ”PICCHIATORE”, “DIRETTORE DI UN GIORNALE UMORISTICO”: VOLANO STRACCI BAGNATI A “BALLARÒ” TRA SALLUSTI E CICCHITTO, APPLAUDITISSIMO DAL PUBBLICO (CHE TIFAVA ANCHE PER FINI, CASINI E MONTI)

Lo scontro tra il direttore del “Giornale” e Ciquito Cicchitto è una rissa da osteria: “Vigliacco”, “stalinista”, ”picchiatore”, ”spero che non porti jella” – Il pubblico “de sinistra” si spertica per l’ex socialista della P2 che, dopo vent’anni di obbedienza cieca al Banana, ora si è ribellato…

Da “repubblica.it”
Il direttore del Giornale Alessandro Sallusti e il dissidente Pdl Fabrizio Cicchitto danno a Ballarò un clamoroso esempio di quello che sta succedendo nel partito di Berlusconi. Si è sentito di tutto in studio, tanto che il conduttore, Giovanni Floris, alla fine ha commentato: “In tanti anni di Ballarò non avevo mai avuto paura che due ospiti venissero alle mani”. “Vigliacco”, “stalinista”, ”picchiatore” ”spero che non porti jella ”. L’atmosfera si è subito scaldata dopo la domanda: ”Domani voterete o no la fiducia al governo Letta?”

2. E CICCHITTO DISSE A SALLUSTI: “SEI UNO STALINISTA”
Annalisa Cuzzocrea per “La Repubblica”

twiga sallusti e santanche

Sono seduti l’uno di fianco all’altro, dalla stessa parte dello studio. Nei talk show quando la pensi allo stesso modo – si usa così. Ma ieri sera – a Ballarò – le strade di Fabrizio Cicchitto e Alessandro Sallusti si sono divise. Probabilmente per sempre.

Una lite in diretta che arriva inaspettata e squarcia il velo del Pdl: Angelino Alfano ha da poco invitato il partito a votare la fiducia a Enrico Letta. È a Palazzo Chigi, in riunione con gli (ex?) ministri di centrodestra, nello stesso momento in cui Silvio Berlusconi è riunito con i falchi a Palazzo Grazioli. Da lì, dal quartier generale del Pdl, arriva una telefonata al direttore del Giornale, suggeritore – insieme alla compagna Daniela Santanché, a Niccolò Ghedini e a Denis Verdini – della strategia antigovernativa del Cavaliere. «Mi hanno appena comunicato che Berlusconi ha deciso di votare la sfiducia al governo», dice Sallusti. Il conduttore Giovanni Floris guarda l’ex capogruppo pdl. La telecamera coglie un fremito. Cicchitto dice subito: «Non cambio idea». E spiega: «Al netto di ciò che ha deteriorato la situazione – l’uso politico della giustizia e l’offensiva giudiziaria contro Berlusconi – ci sono tutte le ragioni per votare la fiducia a Letta. Mi auguro che l’appello di Alfano sia raccolto, che lo faccia tutto il Senato in modo che possa riaprirsi il confronto sulle grandi questioni economiche e sociali».

È la rappresentazione plastica della scissione. Di due anime del Pdl che per la prima
volta vanno in direzioni diametralmente opposte. È l’abbandono, dopo vent’anni, della linea decisa da Silvio Berlusconi da parte di chi, fin qui, non ne ha mai avuto il coraggio.
Sallusti è un fiume in piena. Chiama Cicchitto «Scilipoti».

cicchitto foto mezzelani gmt

Lui si inalbera: «Non puoi farlo, non puoi paragonarmi a Scilipoti». Poi dice come la pensa davvero, sulla linea dei falchi: «La tua è una lucida strategia della disfatta, sei un irresponsabile». La voce trema, l’emozione buca lo schermo e arriva su Twitter dove si comincia – da sinistra – a inneggiare al coraggio dell’ex coordinatore del partito di Silvio Berlusconi, finora fedelissimo alla linea, anche la più irresponsabile.

«Vigliacco», replica Sallusti urlando, «sei una costola della sinistra». «Vigliacco sarai tu», è la risposta, «non è che puoi venire qui a insultare la gente, sei abituato male». Sembra di riascoltare Alfano che dice: «Con noi il metodo Boffo non funzionerà ». Gli applausi del pubblico sono tutti per l’ex socialista. Il direttore prova col sarcasmo: «Avete applaudito Fini, Monti, ora Cicchitto», come dire che – alla fine – lui e le colombe saranno sconfitti.

«Chi non rispetta la vita politica e personale di Berlusconi non rispetta neanche gli elettori», insiste. Il deputato lo gela: «Il tuo è solo stalinismo». E continuerà più tardi, a replicare alle accuse chiamando Sallusti «picchiatore » e augurandosi «che almeno non porti iella». Per poi definire il suo giornale «umoristico ». Tra un siparietto e l’altro, la trasmissione continua. Il Pdl – forse – è finito qui.

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