Funerali Priebke ad Albano, caos e scontri: cerimonia sospesa

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Le esequie dell’ex capitano delle Ss, che hanno scatenato caos e polemiche anche a livello istituzionale, sono state annullate. Dopo ore di proteste, tafferugli e cori fuori l’istituto Pio X, gestito dai padre Lefebvriani, il sacerdote celebrante si è tolto i paramenti ed ha lasciato il luogo della cerimonia. Conclusione di una giornata delirante iniziata con il sindaco della cittadina intenzionato a bloccare la cerimonia e il prefetto di Roma che di fatto l’ha prima autorizzata e poi sospesa

banner il_fatto quotidianoCaos totale e scontri per i funerali mancati di Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine. La notte adAlbano Laziale è iniziata con lancio di bottiglie e fumogeni ed esponenti di estrema destra armati di catene, caschi e catene che si sono scontrati con i manifestanti che erano contrari alla cerimonia per l’ex ufficiale nazista: due i fermi. Ma tutta la giornata è stata condizionata da un clima incandescente e una tensione sempre più alta con un carro funebre colpito con calci e pugni al grido di assassini, un prete lefebvriano aggredito, gli agenti impegnati per il pomeriggio di martedì a tentare di separare manifestanti – che cantavano “Bella ciao” – e militanti di estrema destra – che facevano il saluto romano e gridavano “Boia chi molla”. La cerimonia alla fine è stata sospesa e forse sarà definitivamente annullata.

Era stato un pomeriggio confuso quello di martedì 17 ottobre; dopo il via libera ai funerali del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, contro la volontà del primo cittadino, Nicola Marini, e dopo i tanti “no” arrivati nei giorni scorsi, primi tra tutti quelli del sindaco della Capitale e del Vicariato. A fine serata quindi il confronto “armato” tra i cittadini scesi in piazza per protestare contro la cerimonia, prevista nell’istituto Pio X dei padri Lefebvriani, considerata offensiva per una città medaglia d’argento al valore della Resistenza e il gruppo di estremisti di estrema destra. La polizia ha caricato. 

Dopo ore di proteste, tafferugli e cori il sacerdote celebrante, intorno alle 20, si era tolto i paramenti e aveva lasciato il luogo della cerimonia. La salma resterà quindi ad Albano facendo sfumare, per ora, anche l’ipotesi di una cremazione a Roma nel cimitero di Prima Porta; anche se fonti vicino al Campidoglio non escludono il divieto di rientro per il feretro nella Capitale. L’avvocato Paolo Giachini aveva spiegato che il rito non è mai iniziato perché sono stati lasciati fuori figlio e amici: “Hanno lasciato persone fuori. Il figlio era qui ma non lo hanno fatto entrare, perché fuori c’erano persone che picchiavano chi provava a entrare”. La bara resta custodita dai Lefebvriani.  “Ho rimesso il mandato da procuratore, non sarò più io a occuparmi dei funerali, non sarò io l’interlocutore, perché il mio mandato era quello di far celebrare un rito cattolico con dignità e così non è stato” ha dichiarato.

Almeno un personaggio legato ad ambienti di estrema destra, a quando apprende ilfattoquotidiano.it, aveva minacciato incidenti e ritorsioni per quanto accaduto: “Avete permesso di sputare sulla bara del capitano” ha detto a uno dei dirigenti di Polizia. Poi sono scoppiati gli scontri.

Cerimonia prima autorizzata dal prefetto e poi sospesa. Le esequie, che dovevano essere celebrate alle 17.30, alle 19.30 non sono ancora cominciate perché ci sarebbero stati diversi tentativi da parte di alcune persone di infiltrarsi alla cerimonia. Tra questi alcuni esponenti di Militia e anche di tedeschi che si si spacciavano come suoi parenti. Sarebbe stato anche questo episodio ad aver irritato il celebrante. Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, d’accordo con le forze dell’ordine, ha poi vietato l’ingresso nella cappella ad un gruppo di appartenenti all’estrema destra.

La polizia, in assetto antisommossa, era intervenuta per impedire che i due gruppi entrassero in contatto e c’erano stati tafferugli con almeno due persone colte da malore. Sul posto era arrivato anche il primo cittadino e alcuni consiglieriL’invito alla calma però non è bastato ad acquietare gli animi

Il prefetto ha revocato ordinanza del sindaco di Albano. Giuseppe Pecoraro aveva revocato l’ordinanza del sindaco che vietava il passaggio della salma: “E’ una ferita lacerante. Sicuramente non consentiremo la tumulazione, visto che è di nostra competenza. Non potremmo permetterlo per rispetto dei caduti, di chi ha combattuto, e delle famiglie che hanno perso parenti nell’eccidio delle Fosse Ardeatine” spiegava Nicola Marini. Ma il prefetto aveva fatto sapere di essere venuto incontro a una richiesta specifica della famiglia.

 

I cittadini: “Siamo antifascisti, lo portino alla discarica qui vicino”. Le esequie dell’ufficiale nazista,morto venerdì scorso all’età di 100 anni, erano state previste in forma privata nell’Istituto Pio X, struttura che appartiene ai padri Lefebvriani. La notizia però ha sconvolto alcuni cittadini di Albano, medaglia d’argento al valore della Resistenza. Un gruppo di persone, prima del funerale, ha esposto uno striscione davanti ai cancelli della struttura “Priebke Boia“. “Lo portino alla discarica che è qui vicino” hanno gridato. Al passaggio del sacerdote celebrante la folla ha tentato di aggredire il religioso che è stato protetto dalle forze dell’ordine. Il prete è entrato con difficoltà tra le urla e gli strattoni della folla.

 

Cerimonia in latino in una struttura dei padri lefebvriani. “Sarà un cerimonia religiosa con messa in latino a porte chiuse per amici intimi e familiari” aveva rivelato l’avvocato Paolo Giachini. Dal canto loro i lefebvriani avevano spiegato: “Non è una nostra iniziativa: l’avvocato di Priebke ha chiesto se c’era la disponibilità e noi l’abbiamo data”. La decisione non è stata presa di comune accordo con il superiore internazionale dei lefebvriani, il successore di Marcel Lefebvre, monsignor Bernard Fellay. ”Per noi non c’è nessun risvolto. E’ una celebrazione religiosa per un cristiano che non si nega a nessuno. Funerali, benedizione della salma tutto in forma privata. Basta”. Nel 2009 i lefebvriani erano stati costretti a chiedere perdono al Papa, Benedetto XVI, per le affermazioni negazioniste di uno dei suoi appartenenti, monsignor Richard Williamson che era riuscito a dire che le camere a gas nei campi di sterminio nazisti non sono mai esistite.

Anpi: “Decisione inacettabile”, senatrice M5S: “Prefetto si dimetta”. “L’Anpi e il sindaco di Albano non sono stati avvisati del funerale del criminale nazista nella città. E’ una decisione inaccettabile che i cittadini e le istituzioni democratiche debbano subire un tale affronto. Albano è la città di Marco Moscati, partigiano ebreo assassinato da Priebke alle Fosse Ardeatine. L’Anpi provinciale è sul posto per un presidio con i cittadini. Ciò che scongiuravamo sta accadendo, la sicurezza pubblica – si legge in una nota – è messa in pericolo dall’arrivo dei neonazisti ad Albano, le forze dell’ordine devono impedirlo”. Indignata anche una parlamentare del Movimento 5 Stelle. “Esprimo grandissima indignazione per la decisione del prefetto di Roma di non rispettare l’ordinanza del sindaco di Albano che vietava il passaggio della salma del criminale nazista ai Castelli – dice la senatrice Elena Fattori -. I Castelli hanno avuto vittime nelle Fosse Ardeatine ed hanno avuto un ruolo attivo nella Resistenza, pertanto chiediamo le dimissioni del Prefetto. I Castelli non devono essere la pattumiera morale e materiale di Roma”.

Smorza i torni il vice presidente della Regione Lazio: “Io sono cresciuto ‘dentro’ le Fosse Ardeatine, mio nonno è un martire delle Fosse Ardeatine, era un dirigente del Partito d’Azione, quindi lì non c’è finito per caso. Tuttavia penso che bisogna avere il coraggio di chiudere con umana pietà le vicende” diceMassimiliano Smeriglio (Sel). “E’ la vicenda in vita di Priebke quella che mi ha preoccupato, e che io ho combattuto aspramente e senza sconti, da Kappler a Priebke. Non mi interessa l’accanimento su un cadavere  Penso che sia un errore che non fa bene neanche a chi ha in testa i valori della Resistenza e della Repubblica Italiana”.

Nelle polemiche e le tensioni si inserisce anche l’annuncio di Floriano Abrahamowicz, già prete lefebvriano di Treviso che ha già in passato fatto dichiarazioni molto discusse mettendo in dubbio l’uso delle camere a gas durante la guerra: “Sabato dirò messa per il mio amico Erich Priebke. Priebke era un mio amico e lo considero un cristiano cattolico, un soldato fedele, unico caso di innocente dietro le sbarre. E’ uno scandalo come è stato trattato in Italia, è stato perseguitato mentre si accolgono modo dignitoso gli immigrati a Lampedusa. E’ una vergogna”.

1 Comment

  1. Andrea

    Funerale dignitoso….sputare sulla bara del capitano…..trattato indegnamente…..più dignitosi con clandestini a Lampedusa…..spero di aver letto male….

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