Ussana, violenza sessuale inventata
Lei: “Mentito per non perdere il marito”

carabinieriSono stata costretta a mentire a livello psicologico per non perdere la famiglia”, così Erika Campailla ha spiegato ieri mattina al giudice cosa l’aveva spinta a inventare di essere stata violentata.

Il 30 agosto i carabinieri – dopo i racconti della donna – avevano arrestato Mascia per estorsione e denunciato per violenza sessuale. In seguito all’appostamento i militari avevano potuto notare lo scambio di denaro (350 euro) tra i due ma in realtà erano soldi che la donna gli prestava in quanto disoccupato. L’estorsione non c’entrava quindi nulla. Soprattutto, la donna era innamorata di lui e utilizzava a piacimento il denaro proveniente dall’attività commerciale della famiglia del marito.

Così, quando il suocero aveva scoperto la relazione extraconiugale e l’ammanco di denaro, la donna aveva costruito dal nulla la vicenda della violenza e delle minacce.

Una bugia che lo scorso fine agosto aveva portato in cella, per una notte, Francesco Mascia. La donna ha confessato solo due mesi dopo. L’imputato è stato assolto.

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