“Lavitola procurava donne a Berlusconi e poi filmava gli incontri di nascosto”

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L’accusa è di tentata estorsione a Impregilo. Nell’ambito dell’inchiesta, che riguarda gli appalti a Panama, l’imprenditore Angelo Capriotti ha riferito ai pm che l’ex direttore de ‘L’Avanti’ avrebbe procurato alcune prostitute al Cavaliere registrandoli poi di nascosto in video

 

banner il_fatto quotidianoArrestato con l’accusa di tentata estorsione ai danni della società Impregilo. La Digos di Napoli ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’ex direttore de L’Avanti Valter Lavitola, già in carcere. Nell’ambito dell’inchiesta, che riguarda gli appalti a Panama, l’imprenditore Angelo Capriotti – tra i soci del consorzio italiano Svemark – ha inoltre riferito ai pm Piscitelli e Woodcock che Lavitola avrebbe procurato alcune prostitute a Silvio Berlusconi filmando poi di nascosto i video degli incontri.

Capriotti, il 9 aprile scorso, ha riferito ai magistrati che, in occasione di un soggiorno a Panama, secondo quanto riferitogli da Lavitola, quest’ultimo “aveva procurato, come avvenuto in Brasile, delle ragazze ‘mercenarie’ per il presidente del Consiglio italiano“. Capriotti sostiene inoltre che l’imprenditore Mauro Velocci gli disse che “aveva poi sottratto a Lavitola, duplicandoli, dei video a luci rosse riguardanti tali incontri, video che Lavitola stesso gli aveva girato di nascosto”. Secondo Capriotti, Velocci disse anche di essere in possesso di video che riprendevano il presidente di Panama, Martinelli, intento ad assumere cocaina. “Io non ho però, mai visto tale video – ha dichiarato – so che Velocci si sentiva molto potente dopo avere svuotato i computer e i telefoni di Lavitola”.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip su richiesta della sezione Reati conto la pubblica amministrazione della Procura di Napoli. La vicenda riguarda la promessa da parte della società Impregilo di realizzare un ospedale a Panama in corrispettivo dell’attribuzione, da parte del governo panamense, dell’appalto per la realizzazione della metropolitana di Panama City, appalto poi attribuito a un’altra società non italiana, e la conseguente minaccia di ritorsioni di vario genere nei confronti dei responsabili della Impregilo per indurli a realizzare comunque l’ospedale.

La Procura ha ipotizzato anche il reato di corruzione internazionale, non condivisa dal gip che ha ritenuto sussistere l’ipotesi meno grave dell’istigazione alla corruzione, per la quale la richiesta di misura cautelare non è stata accolta. L’attività investigativa che ha portato all’emissione del provvedimento cautelare costituisce lo sviluppo di più ampie indagini, coordinate dai magistrati della Procura di Napoli e condotte dalla Digos della Questura di Napoli, sulle attività di Valter Lavitola nel contesto di iniziative imprenditoriali poste in essere da alcune importanti aziende italiane al di fuori del territorio nazionale.

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