DA BADANTE A ESATTRICE – LA POPPUTA MARIA ROSARIA ROSSI VA A CACCIA DEI MOROSI DI FORZA ITALIA: IL BANANA NON SGANCIA, IL PARTITO HA LE CASSE VUOTE E UNA MONTAGNA DI DEBITI

dagoIl Banana chiuso ad Arcore con la Pascale le ha affidato il compito di tagliare tutto il tagliabile, e di inseguire quei parlamentari che non versano la quota (obbligatoria) al partito – Loro la evitano come la peste, perché appena li incontra gli consegna un bigliettino con la somma dovuta e il codice Iban…

f.sa. per Il Fatto Quotidiano

MARIAROSARIA ROSSIÈ lei che popola i sogni degli onorevoli di Forza Italia. E non tanto per le foto in abiti non proprio monastici apparse nei giorni scorsi su Chi. Sono più che altro incubi. Ormai, da quando è stata nominata tesoriere unico del partito, Maria Rosaria Rossi fa più paura di chiunque altro. Più dello stesso Berlusconi, che ormai morde sempre meno, chiuso nei suoi appartamenti con la fidanzata Francesca Pascale.

Non importano i suoi occhioni, quando arriva la Rossi cala il gelo: si racconta di deputati e senatori che fuggono per i corridoi al suo solo apparire, perché la grintosa Maria Rosaria gira armata di biglietti come verbali di un vigile urbano. Su ognuno è scritto il nome del debitore con la somma dovuta al partito. E addirittura il codice Iban. Appena ti pizzica te lo rifila. Impossibile sfuggirle.

La missione che le ha affidato il grande capo è chiara: tagliare, tagliare, tagliare. E poi recuperare fino all’ultimo centesimo. Perché le casse di Forza Italia, una volta partito di nababbi, sarebbero lisce come una pista di pattinaggio sul ghiaccio. E l’ex Cavaliere, come dicono i suoi collaboratori, “a giugno dopo un controllo si è rotto definitivamente i maroni. Basta pagare per gli altri”. Ormai dal partito non arrivano più soddisfazioni, ma soltanto debiti.

roma cena pascale berlusconi

Da anni ormai la falla si è aperta. All’inizio il compito di tapparla era stato affidato niente meno che a Daniela Santanchè. La pasionaria dal passo di valchiria doveva ridurre i costi, ma soprattutto fare la fund raiser, per dirla all’inglese che fa più chic. In pratica raccattare soldi. Ma nonostante la grinta, la missione di Daniela sarebbe tragicamente fallita. Il punto è che Forza Italia è una vacca da cui troppi mungevano latte. Con un risultato impressionante: debito di 88 milioni e rosso di 15 milioni in dodici mesi.

VIA DEL PLEBISCITO RIPRISTINATA FERMATA DAVANTI PALAZZO GRAZIOLI jpeg

E così un anno fa ecco i primi tagli. A cominciare dalle sedi. Sono finiti i tempi d’oro in cui i fedelissimi di re Silvio si radunavano tra i legni pregiati del parlamentino al piano terra di Palazzo Grazioli. O al primo piano, nell’ufficio di Paolo Bonaiuti, dove si sussurravano le preghiere per il Capo. A citarli in giudizio per il mancato pagamento dell’affitto, come un inquilino moroso qualsiasi, era stato il proprietario: il conte Emo Capodilista, che ha ereditato il palazzo nel cuore di Roma insieme con Saverio (detto Lallo) Caravita di Sirignano. Sette mesi di morosità, assicurarono i nobili.

Che umiliazione allora dover trattare, chiedere lo sconto, tirare sul centesimo. Alla fine il trasloco: Forza Italia ha rinunciato al parlamentino per ritirarsi nella sede di San Lorenzo in Lucina. A Palazzo Grazioli, simbolo di un ventennio, finito nelle cronache politiche e rosa in attesa forse di approdare ai libri di storia, resta soltanto Berlusconi. Per adesso. Il suo fidatissimo architetto Gianni Gamondi è stato sguinzagliato per le dimore più esclusive di Roma. Ma finora niente da fare.

VITO CRIMI E ROBERTA LOMBARDI

Ma una cosa è certa: Berlusconi di soldi è ancora disposto a spenderne per la sua residenza. Ma non vuole più essere la vacca da mungere del partito. Che ci pensino gli altri, quelli che non vogliono scucire nemmeno i soldi della quota. La pacchia per loro è finita, ora è arrivata Maria Rosaria Rossi, una da far impallidire Cottarelli. Ieri ha convocato una riunione d’emergenza con il consigliere politico Giovanni Toti, la responsabile comunicazione, Deborah Bergamini, l’amministratore dell’ex Pdl, Rocco Crimi e Sestino Giacomoni. Lapidaria la comunicazione: le casse sono vuote.

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