L’Isola sequestrata

L’Isola sequestrata

NON UN OBOLO MA UNA CONTROPARTITA

PERCHÈ QUESTE SESSANTA PAGINE


Il 15 agosto 1972 è la data in cui gli eventi mi portano a trasformare la mia passione per la fotografia in una vera professione. Mio padre lavorava, come giornalista, per la Rai di Cagliari e la notte di quel ferragosto, nel Nuorese, succedette un terribile fatto di sangue, uno dei casi più sanguinosi nella Sardegna dei rapimenti: la strage di Lanusei, quando la famiglia del medico condotto, Attilio Loddo, venne sterminata durante un tentativo di sequestro. Avevo appena 15 anni, quella notte mio padre mi portò con se ed io l’aiutai a documentare, con la sua Olympus 35-SP, gli eventi di quella tragica notte. 
Quarantotto anni sono passati da quella data, da quel accadimento che mi ha proiettato nel fotogiornalismo ed oggi a sessantatre anni ho deciso di aprire i miei archivi per mostrare foto già pubblicate e anche inedite, che raccontano, da quegli avvenimenti ai giorni nostri, la storia del banditismo sardo e del fenomeno del sequestro di persona.
Tanti sono i fatti delittuosi che ho seguito, alcuni di questi, che ritengo i più significativi, ve li racconto in queste sessanta pagine con immagini e aneddoti curiosi e, purtroppo molti, tragici.
Un lavoro meticoloso e realizzato con passione svelandovi anche alcuni segreti che sino a questo libro non ne avevo mai scritto.  Una storia che parte dall’anno 1875 fino ai nostri giorni. Queste 60 pagine sono state “confezionate” in un PDF per lettura che promuovo per pochi euro per un valido scopo. 

Che c’entra il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa col sequestro De Andrè?… È stato pagato il riscatto miliardario per la liberazione di Farouk Kassam?… La “Rete” di Lombardini è esistita per davvero oppure era una bufala?… Silvia Melis ha subito il sequestro perché doveva esser sequestrata? …. (L’Isola sequestrata)

IL MIO PROGETTO GIORNALISTICO

Sono venuto a conoscenza di fatti ed informazioni sensibili che potrebbero diventare un’importante ESCLUSIVA GIORNALISTICA  (per opportunità INFORMAZIONI non divulgabili). 
La partenza per verificare, sul posto, quello che da più di un anno avevo raccolto, grazie alle tante ricerche su internet, era prevista per il 22 di marzo di quest’anno, dovevo viaggiare dall’altro capo del continente. Il covid-19 mi ha costretto a sospendere tutto, rimettendoci anche i biglietti di viaggio.
Ora devo autofinanziarmi, non posso assolutamente intaccare, nuovamente, il bilancio familiare.
Ecco perchè mi rivolgo agli amici che vogliono esser, insieme a me, partecipi nel costruire, acquistando il libro, una NOTIZIA che potrebbe rivelarsi un grandissimo SCOOP internazionale.

Mi daresti un ulteriore sostegno se potessi condividere il link della mia pagina/Blog sui tuoi social.
Più persone ne verranno a conoscenza più sarà possibile che io possa realizzare il mio lavoro.

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7 Comments

  1. Roberto Serra

    Si legge tutto d’un fiato, una lettura scorrevole e intrigante, una analisi attenta e asciutta, con aneddoti e racconti che fanno luce sugli anni tristi del banditismo sardo. Molto interessante la parte riguardante La Rete, mi ricorda altre investigazioni di Zappadu, come quella su Gladio. Vero scrigno di dati e informazioni sul fenomeno dei sequestri di persona, molto ben documentato.
    Consigliatissimo

  2. Renato Pileri

    Ho letto d’un fiato il tuo documento,ricordo quasi tutto avendo 58 anni le fasi di quelle stagioni,vivendo in Toscana da 50 anni ho vissuto anche i rapimenti fatti da queste parti.Ho provato sulla mia pelle il disprezzo della gente appena mi dichiaravo orgoglioso di essere sardo.Oggi, condivido con te non ci sono piu’ le condizioni per una ripresa di quella stagione ma mi inquieta e mi incazzo quando rilevo coinvolgimenti degli apparati dello stato che si intrecciano in maniera subdola in tutte le vicende del nostro paese.Quanti anni dovremo aspettare per avere un po’ di luce. Grazie per questo libro.

  3. Benijamino

    Libro unico come unico il suo autore. Un libro che
    ci aiuta a capire un popolo e la sua storia, un
    popolo che niente ha a che spartire con l’Italia.
    Un libro documentario che cerca di portarci dentro
    la cultura e le tradizioni di chi non ha mai persa
    la propria identità. Un libro che racconta
    attraverso storie visdute in prima persona
    dall’autore vicissitudini di una terra di confine.
    Dove lo stato è presente solo per raccogliere e
    non per dare. Una terra antica dove il racconto di
    un uomo è il racconto di un popolo. Un libro
    documentario di ciò che è la Sardegna di ieri ma
    anche la sarde di oggi e lo sarà anche domani. Un
    autore che non ha paura ad esporsi in prima
    persona per far conoscere la sua terra. Un libro
    dove la storia non è scritta dove la storia
    diventa libro
    Un libro che dovremmo leggere tutti perché ci
    permette di capire un po’ di più questa magnifica
    terra.

  4. Luciano

    Attraverso questa cronaca di parole e immagino Antonello rievoca momenti della recente storia d’Italia, allorché lo sviluppo economico, sostenuto da una forte iniziativa privata portava il nostro paese fra le prime potenze industriali. Un’iniziativa resa possibile da genialità e corruzione, termini omologhi, visto che in entrambi i casi prevaleva l’interesse privato a qualunque costo e la politica dava la mano al malaffare. Nello stesso tempo un’area particolare d’Italia, l’isola Sardegna, sentiva la medesima esigenza di andare oltre la tradizionale economia rural-pastorale per entrare nel circolo di una ricca economia do mercato. E, cosa singolare, trovava un modo assai originale di trovare denaro o dire, di farlo circolare rapidamente: i sequestri. Si toglieva ai ricchi investitori stranieri per incrementare l’economia locale, sì che l’antico furto di pecore, probabilmente usando la stessa tecnica, si traduceva in furto di esseri umani che in verità non erano trattati meglio delle pecore.
    A quei tempi, certamente attuali, ci riporta in vivo racconto di parole e di immagini il libro di Zappadu, osservatore attento, protagonista in quanto conoscitore del territorio e degli abitanti, a volte implicato di persona (non come rapitore ma come giornalista conoscitore dei fatti), sempre ben informato e fedele relatore. In un racconto in cui la fotografia e la parola si sostengono nella drammatica e viva sequenza dei fatti.

  5. Bernardo Roych

    Visto l’interesse che nutro verso tale argomento l’ho divorato ieri notte; tanti racconti sui vari personaggi lasciano che aleggi un alone di mistero sopra la loro persona, ma si capisce benissimo che su molti particolari non si possa dire di più per ora. Il libro suscita curiosità pagina dopo pagina, molto interessanti anche gli scatti.

  6. sono molto interessata

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