[Vi presento] Berluscolandia

Villa Certosa residenza estiva di Silvio Berlusconi si trova a Porto Rotondo in Sardegna, è lei la protagonista del libro. Un racconto di Antonello Zappadu, che partendo dalla genesi, quando agli inizi degli anni 70 la proprietà di soli quattro ettari e mezzo, con all’interno un piccolo rudere, passò dalle mani di Flavio Carboni (faccendiere Sardo) a quelle di Berlusconi che all’epoca la volle battezzare: Il Monastero. Oggi con i suoi cento ettari, due volte più grande grande dello stato Vaticano, Villa Certosa è per l’ex Presidente del consiglio la sua vera, grande passione… è una «creatura»… l’ha plasmata, amata, ideata, progettata dal primo laterizio all’ultima aiuola. 

Nel 2007, 2009, e 2011le foto di Zappadu che ritraggono il miliardario e le sue ospiti a Villa Certosa fanno il giro del mondo, facendo conoscere la mega proprietà, del valore stratosferico di 550milioni di euro, e il suo proprietario nel mondo intero per i suoi scandali: le escort, le feste e i festini, Mirek Topolanek, i voli di Stato e gli avvisi di garanzia, gli abusi edilizi, le tombe fenicie con i suoi reperti archeologici, i disastri idrogeologici, il tunnel sottomarino, il tempio di Salomone, il bunker, giostre e giostrine, il villaggio nuragico, la foresta incantata,  la grotta di Pinocchio, le testuggini caraibiche, i servizi segreti… i cecchini. 

Un lavoro immenso che partendo da un archivio di ottantamila fotografie scattate in sette anni e “conservate”, obbligatoriamente, in Colombia hanno portato, l’autore, a subire cinque processi penali per violazione della privacy e domicilio, tre civili, diverse perquisizioni alla sua persona e ai suoi familiari, sequestri di computer, memorie, schede fotografiche, materiale foto-digitale, centinaia tra cd e dvd. Un licenziamento per giusta causa dal gruppo Epolis, dove svolgeva il ruolo di fotoeditor e reporter fotografico. La conseguente causa di lavoro intentata contro Epolis sentenzierà dopo anni di battaglie legali l’illegalità del licenziamento reintegrando il giornalista e risarcendolo con 50.000 euro ma ad azienda ormai defunta.

Oggi vive e cerca di lavorare in Colombia, con grandi difficoltà per autocensura dei diversi gruppi editoriali o per un, probabile, editto bulgaro sulla sua personale testa.

L’autore 
Antonello Zappadu è nato nel 1957 a Pattada (SS). Figlio di Mario, un giornalista Rai, inizia a fare il fotoreporter seguendo il “fenomeno” dei sequestri di persona in Sardegna. Lavorava è collaborava con agenzie e riviste di stampa nazionali ed internazionali. Negli anni settanta realizza un reportage in India, poi a Mosca per la morte di Leonid Brezhnew. Qualche anno più tardi esplora il vasto continente asiatico, immortala la drammatica situazione del 38° parallelo, nella Corea del Sud.

Nello stesso periodo si sposta in Giappone: a Hiroshima, per i cinquant’anni del lancio della bomba atomica da parte degli americani. Successivamente parte per il Sudamerica, in Ecuador alla ricerca degli Aucas, gli ultimi cannibali, dove vi tornerà nel 1992 e nel ’96 . 
In quest’ultima occasione, per documentare con la sua macchina fotografica la guerra delle Ande. Nel luglio 2001 il quotidiano L’Unità pubblica delle corrispondenze dal Sud-America, che raccontano la dollarizzazione obbligata e forzata e le rivolte degli indios contro la privatizzazione dell’acqua.  Nel 2007, 2009, e 2011le sue foto più celebri -che ritraggono il miliardario Silvio Berlusconi e le sue ospiti a villa Certosa- faranno il giro del mondo.

Fotografo di guerra, entra in contatto con la guerriglia colombiana, sviluppando alcuni reportage sulla lavorazione e il traffico di cocaina che lo porterà a realizzare nel 2012, insieme all’inviato di La Repubblica Paolo Berizzi, il libro “La Bamba” edito da Dalai Baldini & Castoldi.

Nel marzo 2013 il primo libro eBook (pubblicazione elettronica) edito dalla Logus Mondi Interattivi sul cantautore Fabrizio De André dal titolo “Laddove in pieno giorno risplendono le stelle”;

nel 2015 insieme al fratello Salvatore pubblica in tre lingue “The black book of Facebook” edito da Michele Longhi.
Nel 2016 pubblica in Colombia il libro in lingua spagnola “Cocaina, como se tace (ed. Ecoprensa/Panamericana).

Luglio 2018 il suo primo romanzo ambientato in Sudamerica “U Clandistinu” edito dalla Edizioni Nuovo Mondo.

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Antonello Zappadu

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