Il libro nero di facebook

Olbia, 27 Agosto 2015 – Facebook e la democrazia, Facebook e la censura. Potrebbe essere questo il riassunto di ciò che sta succedendo ad Antonello Zappadu, noto fotoreporter sardo di origini pattadesi, ma con un pezzo di cuore in Gallura.
Zappadu, famosissimo per i suoi scoop in Costa Smeralda e a Villa Certosa, sta per pubblicare la sua ultima fatica, scritta a quattro mani col fratello giornalista Salvatore Zappadu. Il libro, che uscirà il 28 Ottobre, si chiama “Il libro nero di Facebook” ed è un vero e proprio j’accuse al sistema creato da Zuckerberg. Un sistema che, nel mare magnum democratico di internet, non tutela i minori dalle brutalità che vengono messe in rete proprio sul popolare social network.
Secondo la netiquette di Facebook, determinati tipi di materiali non dovrebbero passare le forche caudine dei controllori del social network di Zuckerberg. Invece, secondo quanto raccolto in due anni di lavoro da Zappadu&Zappadu, così non è. 
Stupri, omicidi, esecuzioni, pedofilia, cannibalismo, brutalità di ogni ordine e grado trovano in Facebook ampio spazio perché la rete di protezione del social non funzionerebbe a dovere.
“Abbiamo selezionato foto e video tra i più emblematici, per denunciare i rischi, soprattutto per le giovani generazioni, di una rete colabrodo che, lungi dal sempre proclamato e mai rispettato dovere di vigilanza, da un lato consente ai ragazzini e ragazzine di tutto il mondo, di entrare in diretto contatto con le sozzure e le aberrazioni che presentiamo alla pubblica opinione, dall’altro, con questa “mostra” di Foto e Video Gallery dell’orrore, conclamiamo decisamente come non funzioni alcuna censura o controllo credibile su tutto ciò che ogni ora di tutti i giorni viene postato in rete – commentano, sul sito zappadu.com, Antonello Zappadu. Il nostro Libro è, sopra ogni altra cosa, una pubblica denuncia sul degrado cui può arrivare, per una platea così sconfinata, un malinteso senso della libertà di divulgazione e comunicazione della rete nella ricerca della massima “condivisione” possibile. A tutti voi, una volta presa visione della nostra ricerca, il giudizio su quella che, per l’appunto, abbiamo definito la faccia sporca di facebook, e sui limiti naturali ed etici che, crediamo opportuno, non possano essere superati da nessuno, tantomeno da chi, in quanto più grande e popolare tra i tanti social, ha per questa ragione maggiori responsabilità e inderogabili doveri sociali. A Noi importa invece che, chi di dovere, da subito imponga il divieto categorico ai minori (sotto i 18 anni) di tutte le latitudini di potersi iscrivere a qualsiasi social di questo tipo”.
Il lavoro dei Zappadu non è passato inosservato alla grande macchina di Facebook: appena Antonello Zappadu, sul suo profilo, ha iniziato a parlare del suo lavoro è scattata la censura: Fb ha bloccato il suo profilo personale inizialmente per 7 ore, poi per 7 giorni. Un vero controsenso se si pensa che insulti e pagine piene di odio vengono tollerati senza apparentemente alcun problema.

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