La nuova Ministra degli Esteri della Colombia dev’essere arrestata, per crimini contro l’Umanità, se dovesse mettere piede in Europa.

Quanto vale una vita umana in Colombia? Quanto peso hanno 6.400 uccisioni per mano di un governo scellerato e criminale? 

La vicepresidente della Colombia, Marta Lucía Ramírez, classe ’54… 67 anni, sarà la nuova ministra degli Esteri. Voluta, fortemente, dal presidente Iván Duque che la vuole utilizzare per raccontare al mondo il perchè la Colombia da più di tre settimane è a ferro e fuoco.

La Marta Lucía Ramírez è una vecchia e triste conoscenza per il popolo colombiano, è stata ministra della difesa dal sette agosto del 2002 al 10 novembre dell’anno successivo nella prima presidenza di Álvaro Uribe. Sedici, nefasti, mesi che hanno portato la Colombia ad eccidi inenarrabili. 

È lei Marta Lucía… o forse lui Álvaro Uribe a suggerire alla sua ministra di attuare l’operazione Orión, cioè affiancare all’esercito regolare l’utilizzo alcuni gruppi paramilitari. L’Operazione Orión è stata un’operazione militare condotta tra il 16 e il 17 ottobre 2002 a San Javier nella “comuna13” di Medellín. 

L’operazione doveva porre fine alla presenza di gruppi di milizie urbane e dai vari gruppi guerriglieri. 

Tutto venne fatto sotto la dichiarazione di uno Stato di Eccezione.

Secondo la Corporación Jurídica Libertad il bilancio fu drammatico: 80 civili feriti, 17 omicidi commessi dalla forza pubblica, 71 persone uccise dai paramilitari, 12 persone torturate, 92 sparizioni forzate e 370 arresti arbitrari. 

Questa dati, in seguito, verranno messi in dubbio nel numero delle vittime civili, indicando nel sito di La Escombrera la più grande fossa comune di vittime civili in Antioquia.

Sempre la Marta Lucía Ramírez è responsabile dei Los falsos positivos fenomeno che consiste nell’uccisione di persone comuni facendole passare per guerriglieri uccisi in combattimento.

Appena insediata decide di dare promozioni, incentivi in danaro ai militari e alle forze di polizia per ogni guerrigliero catturato o ucciso. Pensando, anche, di fare cosa gradita, la Ministra, in più al denaro come una sorta di taglia decise di “regalare” delle vacanze premio per incitare le forze dell’ordine ad applicarsi di più alla mattanza.

Fu una caccia all’uomo, non affrontando la guerriglia, approfittarono della morfologia del territorio per assassinare persone comuni. 

Nei sperduti villaggi, nei campi e nelle cordigliere utilizzavano tutti, prima Brigata, seconda o terza che fosse, lo stesso metodo criminale: uccidevano il malcapitato, lo vestivano da guerrigliero, gli collocavano un’arma che potesse accreditarlo come sovversivo e il gioco era fatto.    

Nell’esercito colombiano ci fu una schizofrenica ricerca all’uomo, alla promozione, al denaro, alla vacanza. 

I dati sono tragici. All’inizio delle indagini la Procura Generale avrebbe ipotizzato una cifra di soli 2.248 casi in tutto il Paese.

Tuttavia, l’esplorazione del PEC (Procura Colombiana) ha portato all’aggiunta di altri 4.154 casi, per un totale di 6.402 persone giustiziate in via extragiudiziale su tutto il territorio nazionale tra il 2002 e il 2008.

Ecco quanto vale una vita umana in Colombia: il tanto di un bagno a Santa Marta o di una promozione a sergente maggiore.

(A.Z.)

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