Carbosulcis, i minatori: ‘Lotta a oltranza’ In fondo ai pozzi esplosivo e detonatori

Carbosulcis, i minatori: ‘Lotta a oltranza’ In fondo ai pozzi esplosivo e detonatori

Secondo giorno di lotta alla Carbosulcis per i minatori che da domenica hanno occupato la miniera di Nuraxi Figus e i pozzi a 373 metri di profondità. Alla protesta si è unito anche il deputato del Pdl Mauro Pili che, dopo aver indossato tuta bianca e casco, ha raggiunto i lavoratori. L’occupazione, hanno fatto sapere i lavoratori, andrà avanti ad oltranza. I minatori hanno sequestrato 690 chili di esplosivo e mille detonatori.


Seconda notte a quasi 400 metri di profondità per i minatori della Carbosulcis asserragliati dalle 22.30 di domenica nei pozzi della miniera di Nuraxi Figus, a Gonnesa. Il presidio nel sottosuolo è scattato con un vero e proprio blitz per sollecitare la Regione Sardegna ad intervenire con il Governo per sbloccare il progetto di rilancio della miniera che prevede la pubblicazione del bando internazionale per la privatizzazione e l’avvio del programma integrato miniera, carbone, centrale, cattura e stoccaggio CO2 in sottosuolo. Un programma che, come spiegano i rappresentanti della Rsu. “puo rilanciare la miniera e l’intero settore industriale”. Da ieri mattina, a 373 metri sotto il livello del mare anche il deputato iglesiente del Pdl, Mauro Pili, che ha trascorso la prima notte sottoterra. “La notte è passata tranquillamente – spiega attraverso il telefono che collega la superficie con il sottosuolo – la protesta continua assieme ai lavoratori. Attendo la convocazione della commissione dalla Camera prima del 31 agosto”. Pili poi aggiunge: “La preoccupazione è che non si sottovaluti quanto succede nel Sulcis”. La protesta dei lavoratori, dunque, va avanti ad oltranza.

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