Partiti spreconi e mafiosi più forti

di Roberto Saviano
Il caso Lazio è il risultato di un’assuefazione collettiva al peggio. La Regione ha dimostrato molta distrazione sull’ingerenza crescente dei gruppi criminali in ogni ambito economico. Polverini ha fallito anche in questo

Tutto per un panino. 27 febbraio 2010, ultima data utile per la presentazione delle liste alle regionali del 28 e 29 marzo. A Roma e provincia la lista del Pdl doveva presentarla Alfredo Milioni che non riesce a consegnarla in tempo. Risibili le motivazioni: «Stavo a chiacchiera’ con delle persone», «ho approfittato per mangia’ qualcosa». Il famoso panino, appunto. Ultima versione: due esponenti dei Radicali gli avrebbero impedito l’ingresso con la forza. Le ricostruzioni ufficiose attribuirono, invece, il ritardo a contrasti dell’ultim’ora nel Pdl; del resto, come risulta dalle indagini sui tabulati telefonici, alla chiusura delle liste, Milioni risultava a sei chilometri da Piazzale Clodio. Ma subito, in piazza, colei che si sarebbe poi palesata come la pasionaria dello spreco pubblico tuonò: «In questo Paese la democrazia deve prevalere sulla burocrazia e sulla violenza». Che voleva dire Renata Polverini? Anche se non abbiamo rispettato i termini dobbiamo avere la possibilità di essere eletti lo stesso? La lista del Pdl non sarà ammessa, ma in commissione bilancio verrà poi concesso il vitalizio ai 14 assessori esterni – gli sfortunati della lista Pdl rimasta esclusa dal voto – proprio mentre si discuteva di tagliare gli assegni a vita dei consiglieri dalla legislatura successiva. Risarcimento dovuto…

SIN DALL’INIZIO di questa giunta si disse che era “composta da dilettanti”, definizione data da personalità della stessa parte politica. E ora, a distanza di quasi due anni, tutto ritorna disgustosamente macchiettistico. Le pazze spese di cui nessuno – non la Presidente né i consiglieri di opposizione – sapevano nulla. La tracotanza delle battute che siamo costretti a leggere e ad ascoltare. Franco Fiorito che ammette di aver comprato un Suv perché «ne aveva un tremendo bisogno». Che la Smart acquistata poco tempo prima si era rivelata «troppo piccola per me, non riesco a entrarci: così l’ho lasciata a disposizione dei colleghi». E i due viaggi sempre a spese del Pdl perché la campagna elettorale lo aveva lasciato «spossato e depresso. Avevo bisogno di una vacanzona». E Polverini si concede un’attenuante rispetto a chi l’ha preceduta: uno scandalo sessuale è motivo – quello sì! – di dimissioni, non la sottrazione di denaro pubblico. E dal Pd giurerebbero che tra ostriche e manifesti l’abisso è notevole. Magari lo è, ma 740 mila euro per 800 mila manifesti sembra uno sproposito per chiunque abbia visto lo scempio che l’affissione abusiva crea nella capitale. E poi la confessione non richiesta, quella di non aver rifiutato – in un momento di crisi nera come questo – l’aumento del 40 per cento dei fondi destinati ai gruppi. Sì, perché sotto le due voci “corretto funzionamento dei gruppi” e “rapporto tra elettore ed eletto” in due anni e mezzo i consiglieri della Pisana si sono visti consegnare – chiedendoli, senza farsi domande o rifiutarli – 30 milioni di denaro pubblico. E quando i soldi arrivano nella disponibilità dei partiti, vengono percepiti come privati e non da spendere nell’interesse della comunità. Che poi si stampino manifesti o si paghino cene a base di ostriche, per noi poco cambia.

TUTTO QUESTO è sconfortante perché è il risultato di una collettiva assuefazione al peggio. La questione sembra strettamente politica e qualunque ulteriore richiesta a questi politici diversa dal “per favore, non rubate”, appare fuori luogo. Eppure la Regione Lazio ha dimostrato molta distrazione circa la presenza di capitali mafiosi, dal riciclaggio all’ingerenza sempre più costante in ogni ambito economico di gruppi criminali. Le indagini sono molte e credo sia superfluo domandarsi perché i nostri rappresentanti non si sentano in dovere di dare risposte. La verità è che lo fanno solo – e nemmeno sempre – quando messi alle corde, o coinvolti in scandali giudiziari, o accusati di essere contigui a organizzazioni mafiose. Il mandato Polverini era iniziato sotto i peggiori auspici e ha fallito anche in quest’ambito. La Regione non solo spreca danaro, ma si trova a essere una regione ad altissima presenza di capitale mafioso. Tutto nel silenzio più totale. Mentre noi assistiamo a una guerra di tutti contro tutti, all’ultimo sangue.

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